M5S sul Biogas: 'business per i soliti noti, alla comunità solo le le briciole. Simoncini ci ripensi'

5' di lettura 23/05/2013 - Apprendiamo dal periodico “5 torri”, n. 6, aprile 2013, pag. 14, che l’Amministrazione comunale, a seguito della convenzione stipulata con la Green Farm per la costruzione di un impianto a biogas, ritiene di essere riuscita a trarre una buona opportunità per la zona interessata del territorio osimano, poiché la società realizzatrice si è impegnata a concedere al Comune 15 mila euro annui per tutta la durata di gestione dell’impianto (15 anni eventualmente prorogabili a 20), più un contributo una tantum di € 49.500, da investire in opere a favore del territorio.

Come si apprende ormai anche dalla stampa (Repubblica articolo del 09/05/2012), un impianto da 1 megawatt, come quello di cui parliamo che è poco al di sotto, dà una rendita netta di un milione di euro all’anno grazie agli incentivi pubblici. Se si fa riferimento al Resto del Carlino, articolo del 14/03/2013, tali impianti possono fatturare quasi 2,2 milioni di euro all’anno, circa 33 milioni di euro in 15 anni. Fate voi i conti! Quelli per cui esprime soddisfazione l’Amministrazione comunale possono essere definiti pochi spiccioli, un’elemosina, se confrontati con i contributi pubblici milionari che percepirà il soggetto realizzatore.

Vale la pena ricordare che nel trascorso mese di marzo si è conclusa una importante indagine della Procura della Repubblica di Ancona sulle autorizzazioni per la realizzazione delle centrali a biogas rilasciate dalla regione, a seguito delle quali, come riportato anche da Il Resto del Carlino, e dal sito web del Coordinamento di comitati regionali Terre Nostre Marche, sono stati sottoposti a procedimento ben 13 soggetti tra dirigenti dell’amministrazione locale e imprenditori marchigiani. I reati ipotizzati vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla truffa, fino all’abuso d’ufficio per arrivare a reati ambientali e urbanistici.

Stando all’inchiesta sembrerebbe essere stato messo in piedi una sorta di ‘comitato d’affari’ per conquistare il ricco business delle energie alternative, che può contare sugli ingenti finanziamenti pubblici. Tutto ciò, come riportato nel predetto articolo di Repubblica, lascia presupporre ad un’altra bella opportunità che si sta sprecando nel nome delle speculazioni permesse dalla legge e incentivate con i soldi pubblici, i nostri, senza i quali questi impianti non verrebbero realizzati perché non consentirebbero di avere profitti adeguati.

È vero che l’autorizzazione di queste opere compete alla Regione, ma i Comuni possono prendere posizione per difendere il proprio territorio, appoggiando i comitati di cittadini nati spontaneamente che si battono contro questo preoccupante fenomeno, e facendo sentire la propria voce nelle sedi opportune (ANCI, Regione). Ci sono tanti altri motivi che ci vedono contrari a questi impianti. Quanto inquinano le tonnellate di gas che immettono nell’aria che possono essere trasportati dal vento per km? E le polveri? Per alimentare impianti come questi possono essere necessari sino a 300 ettari di terreno, prodotti agricoli che non si mangiano rischiano di favorire l’uso dissennato di fertilizzanti e antiparassitari chimici, con conseguente possibilità di inquinamento, anche delle falde acquifere, e riduzione della fertilità del terreno, oltre ai problemi legati allo smaltimento del digestato che presenta difficoltà per la sua preoccupante carica microbica. Per monitorarne l’inquinamento il Comune di Osimo ha addirittura deciso di costituire una 'Commissione comunale di sorveglianza e monitoraggio del territorio'.

Da un punto di vista paesaggistico, essendo molto invasivi, sono in grado di rovinare un’intera vallata, avete mai visto quello in località Cucchiarello? Eccolo: Quanto si deprezzano le nostre case e i nostri terreni, frutto di tanti sacrifici, una volta che queste strutture vengono realizzate nelle vicinanze? Siamo del parere che la difesa del bene comune, in questo caso l’aria che respiriamo, il territorio in cui viviamo, si debba praticare con decisione nelle sedi previste dalla legge, soprattutto se in ballo c’è il rischio di influire negativamente sulla salute dei cittadini. Sarebbe quantomeno auspicabile, e di estremo buon senso, che questi problemi venissero discussi dalle Amministrazioni pubbliche, il Comune in testa, con la partecipazione di tutta la popolazione, i comitati nati sul territorio a difesa di esso, prima della realizzazione di simili progetti, non dopo. E’ proprio il caso di dirlo: 'Speriamo che i prossimi impianti (ma ci auguriamo che non ne vengano realizzati più) vengano costruiti sotto casa degli amministratori pubblici che li autorizzano e degli imprenditori che li vogliono'. Nell’articolo summenzionato apparso sul 5 torri, invitiamo la cittadinanza a leggerlo, sembra che la costruzione di queste centrali sia una cosa positiva: ci indigniamo e prendiamo le distanze da tutto ciò.

Il Movimento 5 Stelle di Osimo si è già espresso contro la realizzazione di tali impianti con una discussione pubblica tenutasi all’Astea il 14 Dicembre 2012, e sottoscrivendo un comunicato congiunto dei gruppi a 5 Stelle marchigiani sulle inaccettabili scelte della Regione Marche in tema di energia. Ci dichiariamo invece a favore dei piccoli impianti a biomasse (20 o 50 kW), confinati all’interno del ciclo produttivo aziendale, destinati per lo più all’autoconsumo, senza fini speculativi.

Chiediamo all’Amministrazione Simoncini di assumere con delibera di Giunta comunale l’impegno ad adoperarsi nelle sede competenti (ANCI, Regione, Procura della Repubblica, Tar) per far si che questi impianti non sorgano più nel nostro Comune. Sindaco Simoncini se non ora quando? Il tuo mandato è agli sgoccioli, le elezioni comunali si avvicinano. Speriamo che il consigliere Dino Latini sappia ben suggerirti. I cittadini osimani devono sapere quali scelte effettuano i loro amministratori, li terremo informati sugli sviluppi di questa triste realtà, dove ancora una volta, nonostante il periodo di fortissima crisi in cui viviamo, sembra che gli interessi di pochi abbiano prevalso su quelli della collettività.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-05-2013 alle 17:05 sul giornale del 24 maggio 2013 - 1836 letture

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