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comunicato stampa

M5S di Osimo per azzerare la remunerazione del capitale investito dalle bollette Astea

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Nonostante il Referendum del 2011 in cui il popolo italiano ha sancito a gran voce che l’acqua è un diritto di tutti e non una merce da vendere per il profitto di pochi, Astea S.p.A. sta continuando ad addebitare illegittimamente sulle bollette degli osimani la quota relativa al 7% della remunerazione del capitale investito abrogata dal Referendum.

Il Movimento 5 Stelle di Osimo ha dato il via ad una raccolta firme per una petizione popolare indirizzata al Sindaco Stefano Simoncini, in cui chiede all’Amministrazione Comunale di attivarsi al più presto presso le sedi competenti per scomputare la remunerazione del capitale investito dalle bollette idriche di Astea S.p.A. e restituire il maltolto ai cittadini.

Apprendiamo dalla stampa locale che molte famiglie e aziende di Osimo sono a rischio di distacco dell’utenza idrica poiché non sono in grado di far fronte a quanto loro richiesto in bolletta. Anche questi cittadini morosi dovranno essere rimborsati e Astea S.p.A. potrebbe evitare il distacco ricalcolando gli importi in maniera corretta. Infatti ci chiediamo: queste persone sarebbero state in grado di pagare, se non fosse stata inopinatamente addebitata la quota relativa alla remunerazione del capitale investito? Ce lo chiediamo oltretutto perché l’ammontare di questa quota nelle nostre bollette è un mistero imperscrutabile. Provate a trovarla. E’ impossibile! Infatti non è indicata da nessuna parte ed è camuffata in mezzo ad altre mille voci che non fanno altro che confondere le idee.

Insomma: trasparenza zero! Provate a chiedere a tutti gli enti implicati come viene calcolato questo 7%; i vari funzionari vi diranno che non lo sanno neanche loro. ASTEA, AATO3, Autorità per l’energia si “palleggiano” le responsabilità, le competenze, i tempi di attuazione, le modalità di calcolo: un muro di gomma a protezione degli interessi privati contro cui il cittadino vede respinto il suo sacrosanto diritto alla restituzione dei soldi di cui è stato defraudato dal luglio 2011 ad oggi, senza neppure poter sapere quant’è l’ammontare del proprio credito.

Proprio per questo, un altro pronunciamento importante del Referendum del 2011 è stato la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, attualmente gestito da Astea, che – occorre ricordarlo – è una società per azioni disciplinata dal diritto privato che segue per sua natura logiche di profitto. Pur essendo partecipata da enti pubblici, come il Comune di Osimo e quello di Recanati, Astea non è pubblica. Dopo ormai due anni non si può continuare a tollerare che si gestisca l’acqua ancora secondo logiche di profitto. Una vera ripubblicizzazione non può prescindere da un’azienda totalmente pubblica, senza scopo di lucro, posseduta interamente dalle Amministrazioni locali, come può essere ad esempio un’Azienda speciale.

Pertanto, per dare piena attuazione al Referendum che ha stabilito chiaramente 'fuori i privati e il lucro dall’acqua', chiediamo che il servizio idrico integrato in Comune di Osimo venga affidato a un’azienda di proprietà completamente pubblica, in cui i profitti siano distribuiti a tutti cittadini sotto forma di diminuzione delle tariffe e miglioramento del servizio. Oltretutto questo mancato rispetto del Referendum appare ancora più incredibile qui ad Osimo se si considera che nel territorio comunale la media dei cittadini che ha votato nel 2011 è stata del 64,22%, dato superiore alla media nazionale pari al 55% circa (cifra comprensiva degli italiani residenti all’estero), di cui il 96% ha votato contro la privatizzazione dell’acqua, e la determinazione della tariffa del servizio idrico in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.

Firma la petizione online oppure firma quella cartacea nei banchetti che stiamo allestendo in giro per la città e nelle frazioni. Forniremo un costante aggiornamento sulle varie tappe della raccolta firme nel nostro sito internet, oppure puoi contattarci al nostro indirizzo email info@osimo5stelle.it , sulla nostra pagina facebook , e sul nostro account twitter .



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-05-2013 alle 12:52 sul giornale del 11 maggio 2013 - 1175 letture