'Villa San Martino demolita. Sacrificata sull'altare del Piano Casa'. Severini interroga il sindaco

3' di lettura 08/05/2013 - La settecentesca Villa San Martino di via Chiaravallese è stata demolita e di essa non rimangono più neanche i mattoni, stritolati dalle ruspe, che con essi hanno reso macerie gli infissi, i pavimenti in cotto, le travi in legno, i coppi per la copertura… tutto materiale originale settecentesco.

Credo si tratti di un caso unico in Italia: una Villa con quella storia e con quelle caratteristiche che viene sacrificata sull’altare del Piano Casa, per di più dal mio punto di vista, non attuabile. Tale villa risulta (ancora), censita dal Comune di Osimo ed indicata nel Piano Regolatore tra i beni di particolare interesse ambientale per i quali sono previsti solo 'interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di risanamento conservativo e ristrutturazione interna' ed è (ancora) inserita nella Cartografia dell’Istituto Geografico Militare 1892-1895, venendo così esclusa dall’applicazione del Piano Casa (art. 2 della Legge Regionale del 2010): mi domando… ora bisognerà cambiare la cartografia, dopo che l’edificio è stato abbattuto e che, una volta costruito non sarà più quello di prima?? Ci risponderanno che la villa non aveva il vincolo della Soprintendenza?? Questo basterebbe per concedere un’operazione che scavalca ogni buon senso e gli stessi strumenti urbanistici comunali e regionali?? Come può il Comune di Osimo aver concesso un permesso a costruire che prevedesse la demolizione??

Eravamo tutti tranquilli dopo che l’Amministrazione Comunale nel gennaio 2012, dopo le sollecitazioni della sottoscritta e quelle di alcune associazioni ambientaliste si era così espressa all’interno del sito istituzionale del Comune 'L’Amministrazione Comunale comunica di aver rilasciato, per Villa San Martino, un permesso a costruire conformemente ai vincoli di Prg già in essere che qualificano l’immobile in argomento di particolare valore ambientale e che permettono interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di risanamento conservativo e ristrutturazione interna. Eventuali modifiche del permesso rilasciato o varianti, per ora non pervenuti, saranno oggetto di attenta valutazione'. Cosa è successo poi?? Perché si è concesso un nuovo permesso a costruire con demolizione? Non è più vero che le case coloniche e padronali, e che le ville, tutte censite, devono essere conservate e mantenute nella loro forma attuale?? E’ l’inizio di una lunga serie di operazioni di demolizioni da sacrificare in virtù del dogma dell’aumento di cubatura??

La responsabilità politica è gravissima, ed i nostri amministratori non potranno certo pensare di scaricare tutto sugli uffici che, come tutti sanno, seguono le direttive che vengono dall’amministrazione comunale in carica. Spero che anche le associazioni ambientaliste chiedano conto di tale scempio: questa amministrazione prima ha dato l’avvio alla realizzazione di un numero impressionante di abitazioni inutili per la nostra città, ed ora procede alla demolizione di quelle che invece dovrebbero essere conservate, tutelate e valorizzate per il bene del nostro inalienabile patrimonio storico, architettonico ed ambientale.


da Argentina Severini
     ex-consigliere comunale 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-05-2013 alle 10:51 sul giornale del 09 maggio 2013 - 3753 letture

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