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Claudia Ragaini (Cam): 'Invertire la rotta prima che le aziende chiudano'

2' di lettura 04/04/2013 - Mentre ci si accinge a festeggiare il 150esimo anniversario della fisarmonica la cui produzione favorì la crescita di tutto il settore industriale della Valmusone, il Polo Tecnologico, attraverso il suo presidente Claudia Ragaini, ha lanciato un appello alle istituzioni affinchè sostengano le imprese in questo delicato momento economico. La crisi sta avendo delle pesante ripercussioni anche nel nostro territorio che comunque ha saputo reggere meglio di altri.

A volte però gli imprenditori non devono confrontarsi solo con le produzioni straniere, ma anche con una burocrazia ed un apparato normativo complesso che non offrono garanzie alla produzione italiana ed anzi agevolano quella extra europea non soggetta a regole stringenti (e giuste) come le nostre. Il Cam (Consorzio Valli Aspio e Musone) pone l’accento su alcune situazioni che devono essere affrontare urgentemente per non lasciare nella sconforto i nostri imprenditori.

Pochi punti, ma essenziali. 'Se non riusciamo in fretta ad invertire la rotta – sottolinea il presidente Ragaini - nei prossimi sei mesi sono a rischio centinaia di imprese e con esse migliaia di posti di lavoro'. Si sta facendo sentire pesantemente la mancanza di una politica monetaria europea indipendente, mentre il mercato dell’Unione è libero quelli extraeuropei impongono dazi in alcuni casi nascosti sotto la forma di richieste di certificazioni. Mancano inoltre regole precise in difesa del Made in Italy. Occorre facilitare l’accesso al credito e alleggerire l’imposizione fiscale. L’eccessiva tassazione rende infatti le nostre imprese meno competitive.

Infine il Cam chiede che venga ripristinato il principio del merito perché un’azienda sana ed una scuola efficiente producono ricchezza. Il sindaco Stefano Simoncini condivide e sottoscrive l’appello lanciato dal presidente Ragaini. I primi cittadini restando sempre in contatto con il territorio conoscono bene i problemi e le difficoltà che affliggono i lavoratori e le imprese. I sindaci sono stati i primi a chiedere che venissero sbloccati i pagamenti delle pubbliche amministrazioni e che fossero limitati i vincoli del patto di stabilità. Se il “pubblico” può investire le risorse che ha già in cassa, ne trae poi giovamento tutto il territorio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-04-2013 alle 12:05 sul giornale del 05 aprile 2013 - 624 letture

In questo articolo si parla di economia, osimo, cam, Comune di Osimo, aziende, chiusura, crisi

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