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Ancora nessuna sentenza del Tar sul Prg osimano. Futuro incerto sull'urbanistica della città

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piano regolatore generale
A gennaio si sarebbe dovuto discutere presso il Tar Marche il contenzioso sul Piano Regolatore di Osimo che si trascina ormai da cinque anni. Il ricorso riguarda la bocciatura da parte della provincia del 70% circa del Piano Regolatore, che fu approvato tra mille contrasti di natura burocratica ed amministrativa.

Purtroppo però, non è stata emessa nessuna sentenza, visto che il ricorso che divide Provincia di Ancona e Comune di Osimo è stato rimandato a data ancora da destinarsi ovvero è ad oggi sine die: in base alle notizie che circolano, il presidente stesso del Tar Marche è impigliato in problemi di tipo giudiziario, e ciò avrebbe causato l’annullamento della data fissata.

Cercando di farmi interprete del disagio di migliaia di cittadini direttamente ed indirettamente interessati, si chiede di avere notizie chiare e certe sulla tempistica e sulle sorti relative ad un provvedimento di fondamentale importanza come un Piano Regolatore di una città di 34.000 abitanti e che in previsione dovrebbe superare i 50.000: a tutt’oggi si rischia di restare ancora a lungo nel limbo, e purtroppo ciò peserà sempre più duramente sui cittadini che pagano di tasca propria tutti gli annessi e connessi all’approvazione di questo Piano Regolatore.

In effetti questo Piano Regolatore costringe a pagare Ici-Imu insostenibili su terreni edificabili, anche se non lo saranno mai, vista la tragica situazione in cui versa il paese. Le Amministrazioni Latini e Simoncini che hanno evidentemente sbagliato di grosso le previsioni urbanistiche con la mega variante del 2008, e malgrado la crisi attuale lo ricordi loro quotidianamente, non hanno mai voluto rivedere e ripensare quel piano, limitandosi soltanto a posticipare l’attuazione (cioè la possibilità di edificare) sulle Zone Rosse, quelle contestate dalla provincia, onde evitare contenziosi da parte di cittadini.

Sta di fatto che l’Amministrazione Comunale lascia scorrere il tempo e non sembra preoccuparsi del tempo che passa; anzi, magari spera di arrivare a nuove elezioni con la questione ancora tutta aperta, senza minimamente specificare quali intenzioni abbia. La vicenda è giudiziaria, ma è anche tremendamente politica, in quanto al di là del pronunciamento del Tar, riguarda la visione legata alla gestione del territorio, da qui ai prossimi decenni.

Ritengo veramente inspiegabile il silenzio che aleggia su tale vicenda, che al contrario, dovrebbe essere all’ordine del giorno del dibattito politico locale, all’interno del quale si rende sempre più necessaria una presa di posizione chiara da parte delle varie formazioni politiche che si presenteranno alla prossima competizione elettorale.



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Questo è un articolo pubblicato il 14-03-2013 alle 17:35 sul giornale del 15 marzo 2013 - 720 letture