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Offagna: fusione dei piccoli comuni. Il sindaco Gatto rassicura sul futuro del borgo medievale

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'Il Comune di Offagna resterà vivo e non verrà chiuso”. E’ quanto sostiene il sindaco del Borgo medioevale, Stefano Gatto, nel commentare la legge sull'unificazione delle funzioni dei piccoli Comuni sotto i cinquemila abitanti.

'Per i nostri piccoli Comuni – afferma il sindaco Gatto – dal primo gennaio 2013 è scattato l’obbligo di gestire almeno tre funzioni comunali in forma associata all’interno di un bacino di almeno cinquemila abitanti. Dal prossimo anno, invece, le rimanenti sette funzioni dovranno essere messe tutte in convenzione in ambiti di almeno ottomila cittadini. Si tratta di una grossa novità che fa pensare ad un futuro poco roseo per i piccoli Comuni.

L’intera Amministrazione si sta battendo affinché il nostro Comune mantenga l’autonomia rispettando la legge e desidero rassicurare coloro i quali ritengono che il nostro piccolo Borgo possa essere inglobato in un Comune più grande.

Ebbene, questa non è l’intenzione dell’Amministrazione e ci batteremo, se fosse necessario, perché questo pericolo venga scongiurato. Quindi, chiedo il sostegno dei cittadini a comprendere bene la situazione e ad informarsi meglio sul significato ‘gestire in convenzione alcune funzioni.

Come sempre, sono a completa disposizione di chi chiederà dei chiarimenti e condanno fermamente coloro i quali si ergono a paladini di movimenti che non hanno motivo di esistere. Perché Osimo e non l’Unione dei Comuni o Ancona? Premetto che la nostra esigenza era quella che entro il 31 dicembre 2012 dovevamo trasferire tre convenzioni. Detto ciò, la maggioranza dell’Unione dei Comuni ha chiesto di accelerare il passaggio delle 10 funzioni da subito. Non siamo stati d’accordo per due motivi: primo, fra alcuni giorni avremmo un nuovo Governo e ci auguriamo che riesamini la legge e restituisca dignità ai piccoli Comuni; secondo, ho ricevuto assicurazioni da parte dell’Anci, che, tra le altre cose, ha presentato da tempo proposte alternative alla legge in questione. Ancona no, perché era in corso una crisi politica e le dimissioni del sindaco Gramillano erano imminenti.

E’ stato scelto Osimo, prima perché la legge ti consiglia di convenzionarti con Comuni dello stesso ambito sanitario e scolastico e, poi, perché il Comune di Osimo ha accettato di condividere le convenzioni proposte. Si precisa che le convenzioni hanno una scadenza che potrà essere non rinnovata. Il rammarico di questa situazione è aver assistito all’ennesimo rifiuto del senso di responsabilità astenendosi su provvedimenti che riguardano il futuro di Offagna. Motivazione: non siamo convinti e aspettiamo a giudicare, non comprendendo che la scelta, obbligata da un provvedimento legislativo, non poteva essere rimandata'.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-02-2013 alle 16:04 sul giornale del 23 febbraio 2013 - 1492 letture