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Qualità della vita, la Casagrande: 'Nonostante la crisi, garantiti i servizi pubblici essenziali'

Patrizia Casagrande Esposto 2' di lettura 26/11/2012 - Per quanto discusse, le Province si confermano un livello istituzionale fondamentale per la programmazione di azioni eque e virtuose, capaci di garantire benessere e sicurezza ai cittadini.

Ciò appare particolarmente vero per quella di Ancona, almeno stando al lusinghiero risultato ottenuto nella speciale classifica sulla qualità della vita stilata dall'autorevole quotidiano finanziario Il Sole 24 ore, che vede il territorio anconetano salire al 41° posto con un avanzamento di ben 8 posizioni rispetto all'anno scorso.

Il dato suona come una conferma per la provincia di Ancona, ormai da anni stabilmente collocata nella parte alta delle classifiche nazionali sugli indicatori di benessere della comunità.

"Considerando la difficile congiuntura economica - afferma il commissario straordinario Patrizia Casagrande - la crescita degli indici sulla qualità della vita nel nostro territorio certificano la bontà delle politiche adottate, mirate a garantire i servizi pubblici essenziali, tutelare le fasce più deboli della popolazione, incentivare la coesione sociale. Non è un caso che Ancona registri la migliore performance nelle graduatorie inerenti i servizi, l'ambiente e la salute (24° posto, prima tra le province marchigiane) e la cultura, il turismo e il tempo libero (32° posto), cioè settori dove è più evidente l'intervento della mano pubblica. Credo che ciò debba far riflettere chi si ostina a sostenere o minimizzare l'indiscriminata politica di tagli ai trasferimenti destinati agli enti locali".

Più critica la situazione relativa all'economia provinciale, che vede Ancona collocarsi al 58° posto: "È indubbio - spiega la Casagrande - che continuiamo a soffrire il peso della crisi che investe il nostro settore manifatturiero. Per quanto ci riguarda stiamo mettendo in campo una serie di importanti misure di sostegno all'occupazione e alle aziende (borse lavoro, incentivi alle nuove assunzioni e alle stabilizzazioni, creazione di impresa). È chiaro, però, che per uscire dal tunnel è necessario dare nuovi indirizzi alla politica economica nazionale, improntati alla crescita e al sostegno al reddito, senza i quali rischiamo un ulteriore inasprimento delle ricadute sociali negative".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-11-2012 alle 15:13 sul giornale del 27 novembre 2012 - 447 letture

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