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Confartigiano: ad Ancona Sud chiuse 152 imprese artigiane

Confartigianato 2' di lettura 01/11/2012 - Nel comprensorio di Ancona sud 152 imprese artigiane hanno chiuso i battenti dall’inizio dell’anno ad oggi, 138 le iscrizioni. Questo il dato che emerge da una indagine della Confartigianato sulla dinamica di natalità-mortalità delle aziende del territorio.

Il terzo trimestre chiude con un saldo negativo di -14 aziende. I comparti storici sono in affanno – commenta Ivano Gardoni segretario Confartigianato Ancona Sud.

Il manifatturiero, le costruzioni, il trasporto sono in difficoltà e si verificano chiusure di imprese un tempo stabili e in piena efficienza. Se confrontiamo questi dati con quelli riferiti al medesimo periodo del 2011 osserviamo che il flusso delle cessazioni non si è arrestato e che le aperture a oggi non compensano le perdite. Nei primi nove mesi del 2011 si erano verificate 145 chiusure a fronte di 147 nuove attività.

Ma il tessuto produttivo artigiano della Valmusone cerca di resistere – continua il segretario della Confartigianato di Ancona sud Ivano Gardoni - forte delle sue 2.489 aziende diffuse in tutti i suoi centri. Le aperture che registriamo evidenziano comunque la vitalità e la capacità di risposta del territorio nonostante le grandi difficoltà. I settori che “trainano” sono legate ai servizi di supporto alle imprese, le attività collegate alle nuove tecnologie e al settore energia.

Le aziende che nascono hanno bisogno di tutto il supporto possibile e di sinergia e strategie forti tra Istituzioni, Associazioni e Enti che puntino alla valorizzazione della imprenditorialità locale, alla individuazione delle nuove logiche di mercato, a un rafforzamento delle reti di impresa, così come alla esportazione delle eccellenze locali.

Siamo un popolo di imprenditori – sottolinea il segretario della Confartigianato di Ancona sud Ivano Gardoni – e lo dimostriamo a dispetto della crisi e dei tanti ostacoli che spengono le iniziative imprenditoriali. Questa propensione va sostenuta sia nella fase di avvio dell’impresa, sia soprattutto durante la vita dell’azienda. Non basta puntare sulle start up innovative se poi continuano a non esserci le condizioni favorevoli perché le imprese possano svilupparsi e generare occupazione. Per offrire un futuro alle giovani generazioni occorre sicuramente facilitare la creazione d’impresa, ma è anche indispensabile dare segnali concreti alle imprese già esistenti e assicurare la continuità e la solidità del nostro tessuto produttivo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-11-2012 alle 12:33 sul giornale del 02 novembre 2012 - 493 letture

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