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Cavina (IdV) scrive alla Giunta: 'Il Comune si faccia carico dell'Imu sugli immobili in comodato'

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Mancano pochi giorni al 30 settembre, termine fissato dalla legge entro il quale i Comuni hanno la possibilità di porre modifiche all’ aliquota ordinaria dell’IMU.

Nel giugno scorso, con una delibera del Consiglio Comunale, avete portato l’aliquota al 0.96% contro l’iniziale 0.76 e lo avete fatto in maniera lineare, senza preoccuparvi di distinguere tra chi tiene la casa a disposizione o l’affitta e chi, come nel caso del comodato gratuito, ha rinunciato a godere di quel bene per concederlo gratuitamente ai propri figli o ai propri genitori.

Il consigliere Latini, con migliaia di volantini e maxi manifesti, fu il primo a dichiarare pubblicamente l’iniquità di questa imposta e ad affermare la necessità che i Comuni si dovessero adoperare per una maggiore equità e attenzione ai più deboli, ma, in concreto, ad Osimo è stato fatto ben poco.

Ho ancora negli occhi la miriade di manifesti affissi in città con su scritto: “IL COMUNE DI OSIMO DALLA PARTE DI FAMIGLIE E IMPRESE”, ma alle tante famiglie osimane, che hanno dato in comodato a genitori o figli l’abitazione, è stato detto chiaramente che ciò che valeva per l’ICI non lo è più per l’IMU?

Che abitazioni fino a ieri assimilate ad abitazioni principali ora sono seconde case? Alcuni comuni come Bologna hanno concesso un’aliquota più bassa in situazioni in cui genitori e figli si sono scambiati le case e in cui i genitori sono andati a vivere in affitto per lasciare l’alloggio ai figli.

Perché ad Osimo non si è fatto nulla per rendere giustizia di situazioni molto diverse tra loro?. Mi direte che ormai è tardi e che la difficile situazione del bilancio non lo consente, ma c’è un altro modo per rimediare, un modo che metterà alla prova la vostra buonafede in merito alla conclamata volontà di farvi carico dei problemi delle famiglie osimane.

Con l’IMU, per usufruire di tutti i vantaggi dell’abitazione principale, bisogna avere un diritto reale di godimento sull’immobile, che purtroppo il comodato gratuito non garantisce. A tal scopo bisogna allora costituire un diritto d’abitazione, d’uso o usufrutto, anche temporaneo, a favore del figlio o del genitore.

Purtroppo per attuare questa procedura sembra sia indispensabile rivolgersi ad un notaio e sostenere una spesa che, tra imposte e onorario, si aggira tra 1800 e 3000 euro: una batosta insostenibile per chi non arriva alla fine del mese!!

Chiedo allora al Sindaco e alla Giunta:

1-Perché il Comune non si fa carico di questo problema stipulando una convenzione con uno studio notarile della zona al fine d’ottenere un prezzo calmierato per chi intende formalizzare questo diritto?

2-Nel caso di costituzione di diritto d’uso o abitazione (art.1021 e 1022 del c.c.), è plausibile l’utilizzo di una scrittura privata con firma autenticata da un notaio o dal segretario comunale (legge Bassanini), su cui pagare solamente l’imposta di registro,ipotecaria e catastale?



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-09-2012 alle 16:14 sul giornale del 21 settembre 2012 - 655 letture