utenti online

x

SEI IN > VIVERE OSIMO > CULTURA
comunicato stampa

La Battaglia di Castelfidardo e la commemorazione del 1910 sul giornale 'La Sentinella delle Marche'

4' di lettura
624

Il Giornale “La Sentinella delle Marche” , che si pubblicava i Osimo ogni domenica, composto come d’uso allora da quattro facciate, nel numero del 25 settembre 1910, anno XXXIV, numero 39, riportava la cronaca delle celebrazioni per il 50° anniversario degli eventi del settembre 1860. Il testo, che è uno spaccato della vita osimana dei primi del novecento, è il seguente:

Sabato scorso, per iniziativa di apposito Comitato, col concorso delle Autorità Cittadine, dei partiti e delle Associazioni Locali, fu degnamente commemorato l’anniversario della liberazione di Osimo dal governo teocratico. Fin dal mattino Associazioni e privat esposero le bandiere. Oltre il Comitato pubblicarono manfesti per precisare il significato della loro adesione, la sezione repubblicana e socialista. Il Comitato aveva fatto inoltre affiggere motti significativi di garibaldi di Mazzini e di Gambetta. Alla cerimonia avevano aderito, scusandosi del mancato intervento, il deputato del collegio onorevole Domenico Valeri, i Sindaci di Castelfidardo, Offagna, Sirolo, L’Associazione Giordano Bruno di Roma, le logge massoniche di Ancona e di Camerino.

Alle 16 si formò il corteo con quest’ordine: Fanfara, Guardie Municipali, Comitato, reduci delle Patrie battaglie e Garibaldini in divisa, Loggia R. Sanzio, Circolo Giorndano Bruno Associazione del Libero Pensiero, Collegio Campana, Scuole Liceali, ginnasiali, tecniche, elementari , Ricreatorio aico E. De Amicis, Banda Cittadina, Società del Tiro a Segno, Associazione monarchica, Sezione Repubblicana, Sezione Socialista, Sezione Radcale,Lega Nazionale, Società Operaje, Società Metallurgici, Muratori, barbieri, Sarti Calzolai, Società perina, Giardino del 18 ecc.

Quasi tutte le società erano intervenute con bandiere. Olte al sindaco, cav. Antonio Lardinelli, gli Assessori Bucci e Giardinieri e numerosi consiglieri comunali, erano intervenuti il cav. Alessandro Lrdinelli, menro della Giunta provinciale amministrativa, il Presidente della Congregacione della carità, nonché tutte le altre Autorità politiche ed amministrative al completo. Variamente commentata l’assensa di alcuni consiglieri comunali.

Il corteo, abbastanza numero, attraverso via Pompejana Via Cappuccini, Largo S. Agostino, San marco ed il Corso, con le finestre tutte pavesate ed ibandierate a festa sostò sotto la lapide di Giordano Bruno dove per cura della Associazione Anonima fu, tra gli applausi, appesa una corona di alloro al martire nolano. Il corteo prosegui poi per la Piazza dove nella facciata municipale doveva scoprisi una lapide commemorativa.

Parlo prima brevemente l’assessore comunale prof. Bucci, in nome del Municipio. Seguì il dotto. Ruzzini con la sua solita smagliante eloquenza. Dopo aver accennato,con alteza di concetti e nobiltà di forma, al significato che ha nella storia del nostro risorgimento la battaglia di castelfidardo, proseguì con straordinaria efficacia ammonento che l’opera consacrata col sangue dei soldati italiani sulle alture di castelfidardonon poteva dirsi compiuta finchè in mezzo a tanta miseria di popolo son pingui tuttavia le mense vescovilie tante altre prebente eclesiastiche; finchè sulle mal vietate incombe la minaccia d’una invasione, Conhregazionista dalla Francia e dalla Spagna, finchè tutta la vita italiana è minata dall’infiltrazione di quell spirito clericale che tende ad annullar ei risultati della vittoria di castelfidardoe della breccia di porta Pia.

Il discorso del dott. Ruzzinisuscitò un vero entusiasmo, interrotto a volta a volta, nei tratt più salienti da applausi, fu salutato infine da una calda, entusiastica ovazione.

Scoperta la lapide, il corteo proseguì per il teatro dove doveva aver luogo la commemorazione. Riparlò il prof. Bucci, il quale fece una lunga disquisizione storica, in cui alle piùaccese considerazioni di carattere liberare ed anticlericale, volle unire delle poche opportune dichiarazioni di carattere politico, che furono accolte poco favorevolmente dal pubblico, in qualche punto anche rumoreggiato.

L’entusiamo che si era alquanto intiepidito per la soverchia lunghezza del discorso del prof. Bucci, fu riacceso dalla parola calda ed eloquente del prof. Pinori, con un discorso indovinatissimo, parlò del contributo dato da Osimo alla preparazione ed alle battaglie del nostor risorgimento; e rievocando, tra la commemorazione generale, le figure dei più noti patriotie dei più umili eroi, illustrò magnificamente una pagina gloriosa della nostra vita cittadina. Grandi applausi interruppero e coronarono il suo discorso che speriamo, ad onore di Osimo, ed a memoria di tanti illustri suoi figlidi veder presto pubblicato.

La sera tutte le case, ad eccezione del palazzo Bellini che rimawe chiuso e muto ad ogni manifestazione furono illuinate.In piazza prestò servizio la Banda Municipale.

Chiusa la commemorazione una fiaccolata allegorica, che gli studenti prepararono sotto la guida del comandnate Leopardi Dittajuti e con la collaborazoe di mario Capotondo, la cui genialità si sbizzarrì di tante macchiette esilerantissime veramente riuscite. “

Emerge da questa cronaca la volontà di riaffermare i valori risorgimentali, ancora minacciati dai suoi nemici, sia interni ed esterni. Il brano è tratto dal volume di prossima pubblicazione, L’erigendo Museo di Castelfidardo, nella Collana Storia in Laboratorio.


(si ringrazia per il contributo il professor Massimo Coltrinari, docente presso l'Università "La Sapienza" di Roma)



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-09-2012 alle 15:02 sul giornale del 20 settembre 2012 - 624 letture