'A pugno chiuso', il resoconto dell'edizione 2012 del festival della L.U.P.O.

8' di lettura 14/09/2012 - La 14^ edizione del festival “A pugno chiuso” ha registrato una buona partecipazione sia alle iniziative di carattere ludico e culturale che ai dibattiti politici.

Particolarmente apprezzate le performance della Freak Antoni band, in continuità artistico-esistenziale con i mitici Skiantos degli anni ’80, i bravi The Gift, con la splendida Titti a ripercorrere la storia degli ultimi quarant’anni del rock e i fantastici Esperti Rispondono diventati oramai un’istituzione di Pugno Chiuso, con il loro cabaret radiofonico popolato di personaggi e storie, affabulati nel vernacolo fidardense ma capace anche di librarsi con i vari Grigilio e Bisellonte verso vette poetiche di parodia dantesca. A concludere la coinvolgente improvvisazione teatrale della compagnia Teatro Terra di Nessuno e il Chant d’amour del nostro Aurelio, altra istituzione cittadina, quasi al pari di san Giuseppe e Bruno da Osimo. Particolarmente apprezzata la buona cucina e i giochi popolari tra i quali spiccava il “tiro al salame”, con gli aspiranti rigoristi che potevano cimentarsi nel tiro al bersaglio, calciando il pallone sulle sagome dei politici (e tecnici) che ci stanno mandando in malora. Le mostre pittoriche e figurative di Valentina Valentini Pasqualini e Sandro Fabrizi hanno avuto parecchie visite interessate; in particolare il festival ha voluto essere anche un ricordo ed un omaggio a Sandro, nel decennale della scomparsa, motivata da cause esistenziali, aggravate dalla disperazione per un lavoro prima promesso e poi negato, dramma che ai nostri giorni porta molti disoccupati a gesti estremi.

I dibattiti hanno riscosso interesse e provocato interventi pertinenti dal pubblico convenuto.

Il giovedì, dopo una puntuale introduzione di Simone Bompadre, di Osimo in Comune, sul concetto estensivo di beni comuni, è stato presentato lo studio epidemiologico sull’incidenza tumorale nell’area di Falconara, interessata dall’attività del petrolchimico, dati commentati da Loris Calcina, di Cittadini in Comune, che mostrano una diretta causalità dell’esposizione alle fonti inquinanti; sono stati anche evidenziati i danni all’ecosistema marino che deriveranno dal previsto rigassificatore, insieme al calo occupazionale che ne conseguirà, contrariamente a quanto millantato dalla giunta Spacca, crisi già evidente con la richiesta di cassa integrazione per gli operai Api. Altri interventi, tra cui quelli del neoconsigliere Massimo Gianangeli, del Movimento 5 stelle di Jesi, hanno approfondito le ultime mobilitazioni sulle biomasse ed il rapporto tra presidi istituzionali e lotte di base sui territori.

Il dibattito internazionale ha avuto protagonisti cittadini siriani e italo-siriani appartenenti alle diverse confessioni del paese, in particolare l’ex consigliere del Pdci Ouday Ramadan, oggetto di costanti intimidazioni e provocazioni da parte di altri arabi favorevoli alla destabilizzazione della Siria. I’incontro osimano si è svolto senza incidenti ed ha visto approfondire sia i fattori storici che geopolitici del conflitto in corso, questi ultimi messi in luce anche dal segretario provinciale del Partito dei Comunisti Italiani Fabio Pasquinelli, il quale ha anche denunciato il ruolo determinante delle falsificazioni mediatiche. Stacchiotti Antonio, portavoce di L.u.p.o ha analizzato la nuova politica d’area americana, inaugurata con il discorso al Cairo di Obama, tesa a riposizionare sotto l’ala imperialista parte dell’islam jihadista di matrice sunnita, in vista dell’attacco all’Iran. Unanimemente respinta dai relatori la semplificazione etnico-confessionale della guerra civile in corso, evidenziata, invece, l’ingerenza straniera, sia dell’imperialismo americano così come delle mire neocoloniali di Francia ed Inghilterra. Ricordato il ruolo decisivo giocato da Israele nella sua urgenza di neutralizzare L’Iran, disegno che coincide con parte delle potenze sunnite dell’area, in particolare Arabia Saudita e Quatar, le quali vedono nel crollo del regime di Bashar al Assad un indebolimento del loro rivale storico persiano-sciita. Della partita fanno naturalmente parte anche la Turchia che respinta dalla UE sta sviluppando una linea neo-ottomana, puntando all’egemonia del mondo sunnita, così come l’Egitto, rappresentando i fratelli musulmani , oggi al potere nel paese, anche parte consistente dell’opposizione storica in Siria. Malgrado la richiesta di riforme democratiche (che il regime aveva, peraltro, avviato), la necessità di combattere la dilagante corruzione, le legittime opposizioni alle recenti aperture liberiste, tali da indebolire un precedente solidissimo stato sociale, i convenuti, appartenenti al partito comunista ed alla sinistra laica ed antimperialista, sentono tutti, oggi,i il dovere di difendere il paese. In chiusura Ouday si é detto fiducioso che il governo, l’esercito siriano e la maggior parte del popolo in tutte le sue componenti , anche le minoranze cristiane e buona parte della maggioranza sunnita, sapranno mantenersi unite nel respingere il complotto straniero, come già avvenuto con il colonialismo francese e con l’invasione di Tamerlano.

Il dibattito della domenica ha visto una esaustiva spiegazione della inadeguatezza delle politiche di austerità da parte dell’economista Marco Passarella, il quale ha poi avuto uno stimolante confronto con Moreno Pasquinelli del Movimento Popolare di Liberazione sulla cancellazione del debito, in particolare quello estero. Interessanti distinguo sono venuti anche sulle valutazioni che gli esponenti di L.u.p.o. hanno dato delle proposte di Brancaccio e Passarella, considerate di impostazione neo-keynesiana e da declinare in senso socialista, critiche in parte respinte dall’economista che si è dichiarato marxista e tuttalpiù post-keynesiano. Marco Rizzo di Sinistra Popolare per il Partito Comunista ha ribadito la necessità di uscire da questa Europa che sta strangolando le classi popolari e minando la sovranità nazionale, affermando che lo strumento necessario per guidare questo processo rimane un forte partito comunista sulla cui costruzione occorre concentrare gli sforzi. Sul soggetto politico e la proposta di fronte si sono registrate differenze tra Rizzo e Pasquinelli, essendo per il primo necessariamente il partito ad esprimere ideologia e soggettività antagonista a questo sistema ed al capitalismo, mentre per il secondo l’urgenza di sviluppare un programma di misure necessarie per evitare la catastrofe sociale può realisticamente produrre un soggetto plurale di Fronte che si ponga l’obiettivo di un governo popolare di emergenza, essendo la costruzione di un adeguato partito comunista un processo dai tempi necessariamente lunghi. Per quanto ci riguarda abbiamo sottolineato come i due aspetti non siano in contraddizione, essendo contingente aggregare forze, pur eterogenee, su un programma che ponga al centro l’uscita dall’euro e la cancellazione del debito, protezionismo, nazionalizzazioni, collettivizzazioni e sovranità popolare, ma che poi, all’interno di questo fronte ampio, i comunisti dovranno giocarsi l’egemonia. L’intervento di Andrea Soprani del Movimento No-debito ha insistito sui punti dirimenti del movimento, in particolare sulla cancellazione del debito, ricusazione dei trattati europei e sul ruolo della Bce, ha evidenziato le lotte operaie di questo periodo, ponendo l’accento anche sui disoccupati e precari che stanno assumendo sempre più protagonismo e rilevanza sociale ed ha lanciato una grande mobilitazione nazionale da svolgersi entro il mese di ottobre, invitando tutte le opposizioni politiche e sociali al governo Monti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-09-2012 alle 17:02 sul giornale del 15 settembre 2012 - 729 letture

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