Lottadiunità Proletaria: Best, 'Non si può combattere la crisi premiando chi la produce'

3' di lettura 03/08/2012 - La crisi si sta traducendo in disoccupazione di massa e la chiusura di molte aziende, con il ricorso alla cassa integrazione, incentivi all’esodo e mobilità indica una situazione critica anche nella nostra zona: e siamo soltanto agli inizi. La crisi è sistemica e non si risolverà con le misure indicate, né quelle per rimanere dentro la camicia di forza dell’euro né quelle ultraiberiste o liberiste “temperate” propinate dal governo Monti o dal governatore Spacca.

Di temperato non c’è neanche la graticola su cui sono messi i lavoratori, addirittura rendendoli parte di un mistificato conflitto lavoro – ambiente, da Falconara all’Ilva di Taranto, in vece di quello reale tra capitale ed ambiente. La nostra Regione, così come la Provincia, si sta distinguendo per come il potere politico cali le braghe agli appetiti capitalisti, sia dei grandi gruppi come l’Api o dei “pidocchi rifatti” come, ad esempio, cavatori e costruttori. Si è dato il via libera al rigassificatore sostenendo che questo ulteriore investimento avrebbe mantenuto e potenziato il livello occupazionale al petrolchimico e questa falsa promessa aveva indotto gli operai a schierarsi contro gli ambientalisti ed i cittadini di Falconara, stanchi di veleni.

Oggi quegli stessi operai ottengono come premio la cassa integrazione e non perché qualcuno si opponeva allo sversamento in mare dei veleni ma perché siamo costretti ad ubbidire agli americani partecipando all’embargo imposto all’Iran e perche i tagli agli enti locali hanno fatto perdere molte commesse, soprattutto per il bitume. La ricerca del guadagno immediato, che sconteremo con gli interessi in futuro, continua a devastare i territori, come vediamo con lo scandaloso consumo di suolo dato dall’urbanizzazione selvaggia e dalla installazione dei pannelli fotovoltaici nei campi; con le ultime cave che si vogliono scavare nell’arceviese siamo arrivati addirittura a sputare sulla storia della nostra Resistenza. Continuiano a premiare chi scappa all’estero,come la Accenture che se ne va alle Mauritius lasciando i lavoratori in mezzo alla strada, chi addirittura va via rubando impianti e trasferendo capitali, come ha fatto la Best ed è una beffa che questi signori possano ancora accedere ai fondi dei bandi regionali… forse minacciano di chiudere anche lo stabilimento di Cerreto d’Esi?

Lo faranno lo stesso appena lo troveranno conveniente, ringraziando la Regione per quanto avranno nel frattempo arraffato, come è stato per lo stabilimento di Passatempo. Soltanto la scelta politica di impedire le delocalizzazioni, introdurre misure protezionistiche, dar corso ad un piano di investimenti pubblici per promuovere espropri ed autogestione di attività in crisi e garantire i mercati interni, promuovere nuove alleanze e scambi con quei paesi e popoli maggiormente penalizzati dalle rapine degli eurocrati; soltanto queste misure potranno evitare la disoccupazione di massa e la catastrofe sociale che ne deriverà; non sarà certo continuando a prostrarsi davanti agli speculatori finanziari ed ai grandi gruppi capitalsiti che ne usciremo... premiandoli addirittura se delocalizzano, quando andrebbero premiati con il carcere e la confisca dei capitali. Altrimenti non usciremo dalla crisi e dalla disoccupazione, o meglio ne usciranno le classi dominanti ma non il popolo lavoratore se non quando, fra qualche decennio, il nostro costo del lavoro non sarà tale da attrarre nuovamente i capitali oggi in fuga, cioè quando saremo a salari e diritti a livello di quelli moldavi.


da L.U.P.O. (Lotta Unità Proletaria Osimo) e Osimo in Comune




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-08-2012 alle 15:51 sul giornale del 04 agosto 2012 - 541 letture

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