Tentato omicidio, 'Se Non Ora Quando' invita a firmare la petizione contro la violenza sulle donne

Se non ora quando 2' di lettura 02/06/2012 - E’ accaduto anche nella nostra comunità: un uomo aggredisce la compagna e tenta di ucciderla perché lei voleva chiudere la loro relazione. Non sopportava di essere lasciato ed ha tentato di accoltellarla, succede ad Osimo il 1 giugno.

Se qualcuno cercasse di rintracciare nella nazionalità non italiana dell’assalitore una giustificazione dell’accaduto, farebbe bene a leggersi i dati recenti relativi agli omicidi di donne: nel 2011 sono morte 134 donne per mano dei loro mariti, compagni, fidanzati, il 79,7% dei quali era italiano. Per il 2012 si temono dati ancora più raccapriccianti, ogni giorno è un bollettino di guerra: non mi vuoi ? Ti uccido. Ci sono uomini che non possono interpretare un abbandono se non come una minaccia alla propria integrità di maschio e per questo minacciano, perseguitano e, spesso, uccidono.

Questo tipo di assassinio ha un nome: femminicidio. La giurista Barbara Spinelli, promotrice insieme ad altre del primo rapporto ombra sull’applicazione in Italia della Cedaw, la convenzione internazionale per l’eliminazione di tutte le discriminazioni nei confronti delle donne ha spiegato recentemente sul Corriere della Sera cosa s’intende con questa parola “ Il termine “femicide” (in italiano “femmicidio” o “femicidio”) nacque per indicare gli omicidi della donna “in quanto donna”, ovvero gli omicidi basati sul genere, ovvero la maggior parte degli omicidi di donne e bambine. La loro colpa è stata quella di aver trasgredito al ruolo ideale di donna imposto dalla tradizione (la donna obbediente, brava madre e moglie, la “Madonna”, o la donna sessualmente disponibile, “Eva” la tentatrice), di essersi prese la libertà di decidere cosa fare delle proprie vite, di essersi sottratte al potere e al controllo del proprio padre, partner, compagno, amante ….Per la loro autodeterminazione, sono state punite con la morte.”

Le notizie li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati, gelosia. La cronaca li riduce a trafiletti marginali e il linguaggio le uccide due volte cancellando, con le parole, la responsabilità. E’ ora invece di dire basta e chiamare le cose con il loro nome, di registrare, riconoscere e misurarsi con l’orrore di bambine, ragazze, donne uccise nell’indifferenza. Queste violenze sono crimini, omicidi, anzi FEMMINICIDI. E’ tempo che i media cambino il segno dei racconti e restituiscano tutti interi i volti, le parole e le storie di queste donne e soprattutto la responsabilità di chi le uccide perché incapace di accettare la loro libertà.

I comitati della rete Se Non Ora Quando hanno promosso recentemente una petizione molto importante con l’obbiettivo che l’Italia si distingua per come sceglie di combattere la violenza contro le donne e non per l’inerzia con la quale, tacendo, sceglie di assecondarla.

Per firmare la petizione on line http://www.petizionepubblica.it/?pi=P2012N24060;

per contatti con SNOQ Osimo https://www.facebook.com/groups/senonoraquandoosimo/.


da Movimento "Se Non Ora Quando"
Osimo





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-06-2012 alle 15:02 sul giornale del 04 giugno 2012 - 914 letture

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