'Ricordando Giovanni Falcone', il giornalista Francesco La Licata ha incontrato gli studenti dell'Ipsia Laeng

isis osimo 2' di lettura 26/04/2012 - “La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio ed avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle Istituzioni”. Queste parole appartengono a Giovanni Falcone, magistrato antimafia, assassinato il 23 maggio 1992 nei pressi di Capaci insieme alla moglie Francesca Morvillo e a tre giovani agenti della scorta.

Fino a quel momento immagini del genere si erano viste solo nelle corrispondenze di guerra: un enorme buco nell’autostrada, la A29, che solo una grossa quantità di esplosivo poteva provocare. Sono passati 20 anni da quel lontano 23 maggio 1992 e le parole di Giovanni Falcone risuonano ancora vive e forti nelle menti di chi ha vissuto quei tragici momenti.

A ricordare la figura di Giovanni Falcone, sabato 21 aprile 2012, presso l’Aula Magna dell’Ipsia Laeng di Osimo, è stato il giornalista Francesco La Licata, inviato della Stampa, esperto di storia della Mafia, che di Falcone ha seguito la carriera e di cui era diventato amico, con difficoltà e fatica. “Era difficile l’amicizia con Giovanni: a volte diventava proprio faticosa…Se godevi della sua fiducia, eri proprio perso: tanti obblighi e nessuna pretesa. Sono trascorsi anni prima di passare al tu”, così ha esordito La Licata, che con l’acume e la lucidità del cronista ha ricostruito la storia di un siciliano illustre: la famiglia, la formazione, i successi personali, i momenti difficili, il pool antimafia, il pentito Buscetta, il maxiprocesso, la superprocura antimafia e la strage di Capaci.

Il racconto si è fatto più accorato quando il giornalista ha ricordato i momenti più privati, il matrimonio con Francesca Morvillo, l’amore per il mare, la straordinaria amicizia che li ha uniti, i pregi e i difetti, le euforie e le depressioni di un uomo normale, amante della vita e dei piccoli piaceri di ogni giorno, a cui piaceva parlare con gli amici, ascoltare buona musica e comprarsi una cravatta.” Non un Superman ma un uomo perbene, con un profondo senso del dovere”.

Al termine, il Dirigente Scolastico, prof Giovanni Giri, ha evidenziato l’importanza di simili iniziative nella speranza che l’esempio di Giovanni Falcone possa svegliare le coscienze di ragazzi che nel 1992 non erano ancora nati. Ha poi sottolineato la proficua collaborazione che si è sviluppata tra la scuola e l’associazione culturale Juter Club di Osimo, che ha reso possibile l’incontro e ha ringraziato il sindaco Stefano Simoncini che non è voluto mancare per un saluto all’illustre ospite e per ribadire l’impegno dell’Ipsia Laeng nella realizzazione di percorsi di legalità e partecipazione civile.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-04-2012 alle 10:52 sul giornale del 27 aprile 2012 - 685 letture

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