utenti online

x

SEI IN > VIVERE OSIMO > POLITICA
comunicato stampa

Pellegrini (Pd): 'Consulenza legale Asso, le perplessità rimangono'

5' di lettura
2000

mauro pellegrini, segretario Pd Osimo

Desidero ringraziare la ASSO SRL per la risposta fornita ai quesiti da me posti. Ma per far comprendere la questione ai lettori è bene ricapitolare brevemente i fatti.

Dal "registro emolumenti a terzi" della società Asso, risulta un mandato di pagamento nei confronti dell'avv. Latini a titolo di "consulenza". Poichè lo Statuto comunale lo vieta espressamente, chiediamo spiegazioni alla ASSO.

L'avv. Latini nega di aver mai ricevuto direttamente una consulenza dalla ASSO, e la società Asso srl risponde quanto segue (trascrizione integrale):

" In relazione alla replica della minoranza in ordine alle spese legali sostenute dalla Asso per il difensore di fiducia (avv. Dino Latini) nominato dal dipendente coinvolto in un procedimento penale per fatti direttamente connessi al servizio d’ufficio e concluso con pronuncia favorevole al dipendente stesso, si evidenzia che - la normativa di recepimento degli accordi tra p.a. e le organizzazioni sindacali rappresentative prevede che l'ente locale datore di lavoro debba assumere ogni onere derivante da procedimenti civili e penali che coinvolgano i propri dipendenti per fatti o atti connessi all'espletamento del servizio ed all'adempimento dei compiti di ufficio; ciò purché non sussista conflitto d'interessi e non siano accertati il dolo o lo colpa grave (cfr. art.16 del DPR n. 191/1979, richiamato dall'art. 67 del DPR n. 268/1987, art. 22 DPR 347/83 da leggere in combinato disposto con l'art. 50 del DPR N. 333/90, art. 28 del CCNL 14.9.2000).

- nella giurisprudenza è poi ormai consolidato il principio in base al quale i dipendenti pubblici e gli amministratori devono essere tenuti indenni dall'onere delle spese legali sostenute per difendersi nei giudizi penali che abbiano dovuto affrontare per atti, fatti od omissioni connessi all'esercizio delle loro funzioni , e sempreché il giudizio si sia concluso in modo pienamente favorevole per loro (in tal senso Corte dei Conti sez. giur. Reg. Abruzzo sent. 17 maggio 2004 n. 428 - Corte dei Conti sez. giur. Reg. Abruzzo sent. 29 novembre 1999 n. 1122 - Cass.civ. sez. I, 13 dicembre 2000, n. 15724 - Corte dei Conti sez. riun. 18/6/1986 n.. 501 - Corte dei Conti sez. riun. 5 aprile 1991, n. 707.

- hanno titolo al rimborso delle spese legali, quindi, i dipendenti e gli amministratori degli enti locali sottoposti a giudizio penale per fatti o atti direttamente connessi all'espletamento del servizio e all'adempimento dei compiti d'ufficio, semprechè il giudizio stesso non si sia concluso con una sentenza di condanna e non vi sia conflitto di interessi con l'Amministrazione di appartenenza; in questo quadro si innestano le pronunce della Cass. 13.12.2000 n. 15724 e Cass. 3.01.2001 n. 48, le quali ritengono applicabile indifferentemente agli amministratori e ai dipendenti l'art. 16 d.p.r. 1 giugno 1979 n. 191, seppur alla duplice condizione che via sia l'assenza di conflitto di interessi e che il procedimento penale riguardi fatti connessi all'espletamento del servizio o all'adempimento dei doveri d'ufficio.

Appare pertanto pienamente corretto l’ operato della ASSO, che ha tenuto esente la propria dipendente dalle spese legali sostenute a seguito di vicenda correlata alla attività professionale dalla stessa svolta.

Se poi, può esservi una imprecisione formale nella indicazione delle spese come di consulenza piuttosto che come patrocinio, si tratta di profilo del tutto irrilevante nella sostanza, a fronte della piena legittimità dell’ operato della ASSO; legittimità che si spera di aver pienamente e conclusivamente esplicitato"

Tutto chiaro dunque?

No, la cosa non è per nulla chiara per i motivi che tenterò di esporre succintamente:

1) Per quanto attiene alle spese di assistenza processuale sostenute dai dipendenti degli enti locali a causa di procedimenti penali, la materia è ora regolata dall'art. 28 del C.C.N.L. del 14.9.2000 (e in precedenza, in termini pressochè analoghi, dagli artt.16 del D.P.R 1.6.1979, n. 191, 22 del D.P.R. 25.6.1983, n. 347 e 67 del D.P.R. 13.5.1987, n. 268) il quale prevede che " il Comune, a tutela dei propri diritti e interessi , ove si verifichi l'apertura di un procedimento di responsabilità civile o penale nei confronti di un suo dipendente per fatti o atti direttamente connessi all'espletamento del servizio e all'adempimento dei compiti d'ufficio, assumerà a proprio carico, a condizione che non sussista conflitto di interessi, ogni onere di difesa sin dall'apertura del procedimento , facendo assistere il dipendente da un legale di comune gradimento. In caso di sentenza di condanna esecutiva per fatti commessi con dolo o colpa grave, l'ente ripeterà dal dipendente tutti gli oneri sostenuti per la sua difesa."

E qui si porrebbe un primo problema: esiste un atto della ASSO SRL in cui preventivamente si individua insieme al dipendente un avvocato di comune gradimento? E se così fosse avvenuto, e dunque la scelta fosse ricaduta sul nominativo dell'avv. Latini, non ritiene la ASSO srl di aver violato indirettamente la norma dello statuto comunale?

2) Ma al di là di questo aspetto, c'è una questione di fondo che rivela la palese infondatezza delle spiegazioni della ASSO: tutta la normativa citata dalla predetta società si riferisce esclusivamente ai dipendenti pubblici, tant'è che del tutto a sproposito la stessa ASSO cita il CCNL del 14.09.2000: Per chi non lo sapesse, questo contratto collettivo non riguarda affatto i dipendenti della ASSO SRL, bensì i dipendenti del comparto pubblico delle regioni e delle autonomie locali.

Ma allora, se così stanno le cose, di cosa sta parlando la ASSO?

Ringrazio sin d'ora la ASSO SRL se vorrà usare la cortesia di chiarire ulteriormente le mie perplessità.



mauro pellegrini, segretario Pd Osimo

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-03-2012 alle 14:04 sul giornale del 02 aprile 2012 - 2000 letture