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Imu, il Comune incontra i rappresentanti delle categorie del settore agricolo

2' di lettura 25/03/2012 - Il sottosegretario all'Economia Vieri Ceriani ha appena affermato che sono in fase di studio una lunga serie di emendamenti al ddl fiscale sull’IMU per introdurre deroghe ed esenzioni in casi specifici.

I Comuni chiedono di modificare le norme sulla ripartizione dei proventi dell’imposta con lo Stato e sull’imposizione dei beni di proprietà comunale. Lasciare infatti ai Comuni una quota maggiore di Imu potrebbe consentire di allentare il patto di stabilità e di sbloccare una serie di pagamenti pendenti a favore delle imprese. La nuova imposta municipale, che sostituirà l’Ici, non risparmierà prime case e immobili rurali, prima esenti, né conserverà le agevolazioni presenti col vecchio regime. Contro le novità della nuova imposta si sono mosse le associazioni di categoria del settore agricolo, che hanno sottolineato come gli immobili rurali a uso strumentale debbano essere considerati mezzi produttivi, tassando i quali si andrebbero ad aggravare le imposte sul lavoro.

Questa mattina i loro rappresentati sono stati ricevuti dal sindaco Stefano Simoncini e dall’assessore al bilancio Roberto Francioni. Secondo una ricerca effettuata dal “Corriere della Sera” saranno circa 2 milioni in Italia i proprietari di terreni agricoli sui quali graverà l'Imu, per un'imposta media pro-capite di 43 euro in più rispetto alla tassazione precedente. Il 'peso' dell'imposta sui fabbricati rurali sarà in media di 291 euro per immobile per i fabbricati che hanno una funzione produttiva legata all'attività agricola e di 53 euro per le altre categorie di immobili.

Il primo cittadino ha ricordato la grande attenzione da parte dell’Amministrazione nei confronti di questo particolare problema tanto che nell’ultima seduta del consiglio comunale è stato approvato a maggioranza un documento in cui viene affermato un giudizio di sostanziale iniquità dell'IMU nei confronti del comparto agricolo, già in forte crisi. “Condivido appieno le preoccupazioni delle associazioni di categoria riguardanti il decreto sostenuto dall’attuale maggioranza di Governo. Come Amministrazione applicheremo il minimo delle “maggiorazioni” consentite ai Comuni. La nostra attenzione resta comunque alta sia nei confronti del settore rurale che di quello edile, per non parlare poi delle stesse famiglie che, dopo alcuni anni, si ritroveranno a pagare la tassa sulla prima casa con tutti gli aumenti previsti dalla manovra governativa”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-03-2012 alle 13:21 sul giornale del 26 marzo 2012 - 741 letture

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