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Vas Marche e Codat rispondono al sindaco: 'Edilizia in crisi? Si è costruito troppo'

4' di lettura 22/03/2012 - Dalle affermazioni dell’ Amministrazione Comunale di Osimo divulgate nel suo sito istituzionale, è desolante vedere come ancora ci si voglia ostinare a travisare i fatti...

...imputando la crisi del settore edile a fantomatici avversari non volendo considerare che tutti, ma proprio tutti, in testa la Regione Marche dove nei banchi della maggioranza siede anche il referente politico del raggruppamento del sindaco Simoncini, cioè Dino Latini, stanno sostenendo la tesi che la crisi esiste perché tutti hanno costruito troppo. Negli ultimi anni si è assistito ad un consumo del territorio eccessivo, abnorme, un consumo frutto di egoismi ed interessi particolari senza che nessun ente pubblico( Comune, Provincia, Regione) abbia voluto porre una limitazione a ciò.

Si è utilizzata la rendita fondiaria come leva del consenso politico e per sanare voci di bilancio.

Non capiamo quindi queste sterili polemiche senza capo né coda, come non capiamo di quali rimedi seri questa amministrazione si stia facendo portavoce; invocare una maggiore libertà di credito bancario fa effetto ma non produce nessun risultato pratico. Sicuramente la riduzione dell’IMU può essere un segnale incoraggiante ma è pur sempre un segnale che difficilmente potrà essere raccolto, per una semplice considerazione:chi ha aree ricomprese nello strumento urbanistico come aeree edificabili vuole che le stesse ritornino ad essere classificate agricole perché nessuno, oggi ha la voglia e/o la possibilità di costruire in quanto l’invenduto è tantissimo.

Oggi non si costruisce perché troppo si è costruito ed i veri imprenditori edili è da tempo che hanno fermato la costruzione di nuovi edifici.

Oggi se il comune di Osimo vuole fare qualche cosa di veramente utile, dovrebbe portare avanti una battaglia a livello regionale con tante altre amministrazioni comunali per allentare il patto di stabilità e programmare una serie di piccoli e medi interventi; occorre che si faccia portavoce per la diffusione della cultura della legalità, della trasparenza, delle regole certe con la semplificazione delle pratiche urbanistiche ed edilizie, riducendo i tempi di risposta, al fine di indirizzare il futuro dell'edilizia verso la ristrutturazione dell'esistente anche eliminando i relativi oneri comunali ( costo di costruzione, diritti ecc…)

Si dovrebbero ampliare le vigenti agevolazioni fiscali.

Ancora, la Banca Centrale Europea ( BCE) presta i soldi alle banche all'1% per il sostegno dello sviluppo per imprese e famiglie; quindi chi amministra dovrebbe ottenere dagli istituti di credito con delle convenzioni l’applicazione di un tasso leggermente superiore, e le istituzioni ( STATO con l'IRES e REGIONI con l'IRAP) potrebbero accollarsi tale differenziale con politiche di contributi in conto interesse.

Quindi interventi dove imprese e privati ed enti pagherebbero il costo del denaro in modo molto contenuto, ricreando quindi quel sistema virtuoso capace di incentivare i lavori e dunque di assicurare la ripresa anche occupazionale del sistema edile.

Si dovrebbero ampliare le vigenti agevolazioni fiscali per la ristrutturazione: l’IVA da applicare su questi interventi dovrebbe essere anziché quella ordinaria al 10% quella in misura agevolata del 4%.

Tutta la collettività ci guadagnerebbe: infatti con questa aliquota agevolata verrebbe incentivata ad operare miglioramenti sulle proprie abitazioni, rendendole più sicure contro le calamità naturali sempre più frequenti e la stessa collettività risparmierebbe ingenti somme utilizzate per gli ammortizzatori sociali, poiché la ristrutturazione degli edifici esistenti richiederebbe molte maestranze da occupare.

Inoltre si deve evitare, come molto spesso accaduto in passato, che i proventi ai Comuni derivanti dagli oneri di urbanizzazione, così come quelli oggi di provenienza IMU, siano utilizzati non per coprire le spese correnti ma per finanziare i lavori pubblici ( ad esempio interventi per la difesa del territorio dal rischio idrogeologico e sismico, recupero e messa in sicurezza ed efficientemento energetico del patrimonio edilizio pubblico, realizzazione di piani di manutenzione urbani).

Queste sono alcune idee, ma se i comuni, continueranno ad operare come il Comune di Osimo che aumenta gli oneri di urbanizzazione di oltre il 200% anche se dilazionati nel tempo, e ad applicare la nuova IMU sugli immobili invenduti dalle imprese edili, il che vuol dire tassare il loro “ magazzino”, l’edilizia affonderà e non certo a causa dei vari “comitati anti-edilizia” sorti in città.


   

da Verdi Ambiente Società Marche & CODAT Osimo





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-03-2012 alle 14:53 sul giornale del 23 marzo 2012 - 1444 letture

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