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IMU su aree agricole, il Comune alla Andreoni: 'Abbiamo sempre fatto la nostra parte'

roberto francioni 3' di lettura 06/03/2012 - C’è da dire che l’Amministrazione Comunale si è occupata dell’IMU sui terreni agricoli ben prima della presentazione di un apposito ordine del giorno da parte del capogruppo del Pd Paola Andreoni. Un Comune non può far molto contro un provvedimento assunto dal governo Monti, che tra l’altro è sostenuto dallo stesso partito di cui fa parte la consigliera Andreoni.

Comunque il sindaco Simoncini e l’assessore al bilancio Francioni sono sempre stati sensibili a questa pesante situazione che interessa un settore in difficoltà come quello agricolo. Per prima cosa va sottolineato che solo il 50% dell’imposta andrà a beneficio dei Comuni mentre l’altra metà sarà ad appannaggio dello Stato. L'imposta municipale colpisce pesantemente il settore agricolo, anzi, per la prima volta vengono tassati anche i fabbricati rurali, oltre ai terreni che già erano colpiti dall'Ici. Per applicare l'Imu ai terreni agricoli, la base imponibile è determinata assumendo la tariffa di reddito dominicale risultante in catasto al 1° gennaio del periodo d'imposta, rivalutata del 25% e moltiplicata per il coefficiente 130 (ai fini dell'Ici il coefficiente era 75).

La norma prevede un coefficiente minore, pari a 110, per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. L'imposta municipale è dovuta anche sulle abitazioni rurali. In questo caso la rendita catastale si rivaluta del 5% e poi si moltiplica il risultato per 160; sono comprese le pertinenze (cantine, soffitte e garage). Se l'agricoltore proprietario ha la residenza anagrafica e la dimora nella casa, può invocare le agevolazioni per l'abitazione principale: aliquota ridotta allo 0,4%, aumentabile o riducibile dello 0,2% da ogni singolo Comune; detrazione di 200 euro per l'abitazione principale, più 50 euro per ciascun figlio, massimo otto, di età non superiore a 26 anni residente nella casa. Se la casa non è abitazione principale, invece, l'aliquota è e quella ordinaria (ad esempio, case dei dipendenti, dei coadiuvanti dell'impresa agricola eccetera).

Pagano l'imposta anche i fabbricati rurali strumentali alle attività agricole con un'aliquota dello 0,2% che può essere solo ridotta allo 0,1% dai Comuni. Per quanto riguarda quest’ultimo caso l’Amministrazione Comunale in diverse occasioni ha ribadito di voler ridurre al minimo consentito l’aliquota e cioè allo 0,1%. Già il 9 febbraio scorso il consigliere regionale Dino Latini aveva presentato una mozione all’Assemblea Legislativa delle Marche per invitare i comuni ad applicare l’aliquota minima. “La preoccupazione per l’IMU sui terreni agricoli resta - dichiara l’assessore Francioni – anche perché interesserà il patrimonio e non il reddito. In quest’ultimo periodo i guadagni languono e a volte si fa persino fatica a mantenere e preservare le proprietà come i terreni o gli immobili strumentali. Probabilmente il governo Monti poteva fare di più e non l’ha fatto, ma anche il Partito Democratico poteva esercitare maggiore pressione sul presidente del consiglio per arrivare ad una soluzione più equa e sopportabile per il mondo agricolo”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-03-2012 alle 15:40 sul giornale del 07 marzo 2012 - 1729 letture

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