Confartigianato trasporti: chiuse 100 aziende in due anni in provincia

3' di lettura 04/12/2011 -

Il 2011 è stato l’anno terribile per l’autotrasporto. Le aziende continuano a chiudere strette tra il caro gasolio, l’aumento smodato dei costi di esercizio, regole non rispettate. Le imprese stanno chiudendo o rischiano il fallimento a causa del calo del lavoro, dei servizi sottopagati o addirittura mai pagati in quanto i committenti da una posizione di forza impongono al vettore prezzi che non permettono di operare nella legalità. In provincia di Ancona negli ultimi due anni hanno chiuso 100 aziende di autotrasporto, 400 nella Regione.



Il punto della situazione è stato fatto nel corso di una conferenza stampa ad Ancona presso la sede della Confartigianato alla presenza di Samuele Renzi e Gilberto Gasparoni presidente e segretario di Confartigianato Trasporti e una rappresentanza di imprenditori di settore.

Confartigianato stigmatizza che oltre all’aumento delle accise (ed a quelli decisi dalla Regione Marche pari a 5 centesimi di € che scatteranno dal prossimo gennaio 2012 per fronteggiare i costi dell’alluvione) ed ai crescenti profitti delle compagnie petrolifere i carburanti sono un ulteriore prelievo dalle tasche dei cittadini e degli imprenditori. Aumenti che si aggirano sul 23% per il solo gasolio nel corso del 2011.

Una politica questa del caro carburanti che affossa l’autotrasporto di merci e quanti lavorano con autoveicoli. Ora è il momento del Governo che non può continuare a penalizzare il settore che difficilmente potrà recuperare questi aumenti sul mercato.

A novembre sono entrati in vigore i costi della sicurezza.

È una notizia molto attesa dai 1.400 trasportatori ed operatori della logistica della provincia di Ancona che occupano circa 4.000 addetti, (5.500 vettori marchigiani con 13.000 occupati) che chiedevano la definizione dei costi minimi ( tariffe sotto le quali non si puo’ scendere), tutelando la sicurezza stradale. I pesanti aumenti del costo del gasolio richiedevano una verifica dei costi e quindi Confartigianato, chiede ora che gli stessi costi vengano applicati dai committenti e che l’Agenzia delle Entrate nelle proprie verifiche faccia controlli per accertare il rispetto del pagamento dei costi di sicurezza e dei tempi di liquidazione dei corrispettivi.

Infine le nuove regole sull’accesso alla professione , in particolare per le imprese che operano con veicoli leggeri e che dovevano entro il 4 dicembre regolarizzare la propria posizione, circa 300 nella provincia 1.500 nella regione i piccoli vettori che dovevano dimostrare la capacità professionale e finanziaria pena la cessazione dell’attività.

Se il governo non interverrà subito purtroppo liberalizzerà la fascia dei vettori operanti con automezzi di peso fino a 3,5t. e non viene introdotta la capacità finanziaria articolata per i veicoli isolati, e quelli pesanti. E’ questo un grave danno verso la categoria che subisce una ulteriore liberalizzazione “selvaggia”, in un momento nel quale servono regole e legalità.

Confartigianato Trasporti chiede al nuovo Governo un immediato intervento a favore dell’autotrasporto .






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-12-2011 alle 18:00 sul giornale del 05 dicembre 2011 - 464 letture

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