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'Pronto per Vuelta e San Sebastian, ma sogno il Giro d'Italia'

4' di lettura 09/11/2011 -

Si chiama Francesco Lasca, ha 23 anni, e da gennaio sarà il secondo professionista osimano nel mondo del ciclismo. Correrà con la spagnola Caja Rural, e per il giovane velocista “senza testa” l’appuntamento più prestigioso sarà in estate, alla Vuelta. E sabato 12 novembre (ore 17.30) presso il Teatrino Campana di Piazza Dante, Francesco Lasca brinderà con amici e fan per festeggiare il passaggio ai “pro”.
 



Ciclista professionista a 23 anni, quindi immagino che la tua avventura in bici sia iniziata prestissimo.
"Sì, il 2012 sarà il mio sedicesimo anno in sella. Ho provato anche altri sport, ma il ciclismo mi regala le soddisfazioni più grandi. Fino alle superiori riuscivo a correre e studiare, tanto che mi sono diplomato con un bel 93. Dopo la scuola è arrivato il momento delle grandi decisioni. Ci ho pensato su, ed ho rinunciato all’università. Di trascurare la bicicletta non ne volevo proprio sentir parlare".

Il momento più bello della tua carriera?
"Ce ne sono stati tanti, tantissimi. Difficile sceglierne uno. Vediamo…Sicuramente la prima vittoria da dilettante. Si correva a Montecassiano, quindi a due passi da casa. E bruciai sul traguardo gente che aveva sei o sette anni più di me. Un giorno davvero speciale".

La tua carriera da professionista inizierà con la Caja Rural. Perché proprio un team spagnolo?
"Tramite il mio direttore sportivo Elio Aggiano(ex professionista in Spagna) sono riuscito a trovare una squadra alla quale mancava un velocista. Per me si trattava di una grande opportunità, non sono riuscito a dire di no. In realtà avevo fatto una chiacchierata anche con una squadra marchigiana con licenza Continental. Aprofitto per ringraziarli dell’interessamento, ma la Caja Rural è una Professional, quindi mi darà l’opportunità di partecipare a corse più prestigiose.Ci sono stati contatti anche squadre italiane di alto livello, come la Lampre di Michele Scarponi, ma che purtroppo non sono andati a buon fine. Ci sono già tanti professionisti a spasso, per un ragazzo che viene dai dilettanti sarebbe stato impossibile iniziare da un top team di casa nostra".

Ti trasferirai in Spagna?
"No, continuerò a vivere ad Osimo ed andrò in Spagna solo per partecipare alle corse. E per il ritiro pre stagione, ovviamente. Sarò a Fuerte Ventura dal 13 al 20 dicembre, poi per un’altra settimana a gennaio".

Che tipo di corridore sei?
"Ancora non sono riuscito a capirlo bene. Vado forte negli sprint, da dilettante ero un velocista che riusciva a difendersi anche nei percorsi misti, nelle tappe con delle salitelle. Il mio sogno sarebbe la Milano – Sanremo, con due salite impegnative lungo il tracciato ed un probabile arrivo in volata che sarebbe molto adatto alle mie caratteristiche.

Un ciclista alla Gilbert, insomma.
"Philippe Gilbert è il numero uno. E’ un corridore completo che va fortissimo su tutti i tracciati, nelle corse da un giorno è imbattibile. Per me è un esempio. Ma stimo tantissimo anche Oscar Freire, che ha vinto tre Campionati del Mondo ed è considerato il miglior sprinter spagnolo di sempre".

La stagione 2012 si avvicina, ha già iniziato a pianificare i tuoi impegni?
"Non conosco ancora il calendario, per ora abbiamo in programma il Tour de San Louis in Argentina a gennaio, primo impegno stagionale. Potremmo partecipare a qualche corsa in Francia e Belgio, ma per le classiche monumento sarà dura. Spero di esserci, ad ogni modo, così come sarebbe bellissimo far parte della squadra che correrà la Vuelta o la classica di San Sebastian".

Non hai nominato l’Italia, quindi la tua famiglia e gli amici dovranno fare un po’ di strada per vederti gareggiare.
"Per adesso è molto difficile, la mia squadra parteciperà più che altro alle corse spagnole. Correre il Giro d’Italia è il sogno di ogni corridore, ma è ancora presto. Ho tutta la carriera davanti, ora come ora sapere che potrei essere alla Vuelta a sfidare Freire e tutti i big del ciclismo mondiale è già il massimo. Davvero, non potrei chiedere di più".








Questa è un'intervista pubblicata il 09-11-2011 alle 15:32 sul giornale del 10 novembre 2011 - 973 letture

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