Dipendenti clandestini ed evasione fiscale, la Guardia di Finanza sequestra 57mila euro ad un’azienda cinese di Osimo

1' di lettura 19/10/2011 -

Sequestrati crediti e beni per un valore di 57mila euro ad un’azienda di Osimo gestita da un cittadino di origine cinese. La ditta si occupava di assemblaggio di motori meccanici per conto di imprese della zona,



Tutto era iniziato lo scorso anno, quando la Guardia di Finanza aveva scoperto che all’interno della stessa azienda quattro dei sei dipendenti (tutti cinesi) risultavano clandestini e senza regolare contratto. Le indagini della Guardia di Finanza e del Commissariato di Polizia di Stato di Osimo hanno in seguito portato alla luce un giro di fatture false di circa 228mila euro.

Costi gonfiati ad hoc per evitare il pagamento delle imposte sui redditi e dell’Iva, e per nascondere la manodopera in nero. I lavori eseguiti in proprio figuravano come forniti da imprese esterne. E’ così scattata la confisca, disposta dal Gip del Tribunale di Ancona su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo dorico.

Il sequestro non interessa però soltanto le somme di denaro rinvenute nei conti correnti intestati all’azienda. Secondo le Fiamme Gialle, infatti, l’imprenditore non era solito depositare i soldi ricavati dall’attività illegale in banca. E’ quindi scatta la confisca nei confronti dei crediti che la ditta doveva riscuotere da alcuni clienti per alcune commesse eseguite in passato. Il recupero erariale tramite crediti vantati verso terzi rappresenta una novità assoluta per la realtà marchigiana.