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Teatro, il 30 ottobre in scena il 'Faust'

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Il 30 Ottobre è la notte del Diavolo e ad Osimo andrà in scena la prima nazionale del “Faust”. L’opera incommensurabile che narra le vicende della torbida e sinistra figura di un dottore che, confondendosi tra mito e leggenda, è sempre stato il simbolo dell’anima venduta a Mefistofele.

Lo spettacolo è il frutto di un lavoro titanico nello studio e nell’elaborazione, di oltre duemila pagine delle opere di Goethe, Marlowe, Lessing, Valéry e Mann, che hanno narrato le gesta del genio demiurgo e irrequieto, che vende la propria anima per saziare la fame di conoscenza. Il risultato è una messa in scena impressionante, che come lo scatto di un fotografo, segna indelebilmente la coscienza dello spettatore proprio su questo tema: la fame di conoscenza, la voglia di cultura.

Da dove arriva tale impresa mastodontica? Germania, patria di Goethe? Polonia o Russia, patria dei più grandi maestri di teatro? No. Semplicemente da Osimo, dove esiste l’Associazione Tribù Teatrale, diretta dal regista Fabio Pierpaoli, che da 11 anni lotta per diffondere la cultura, animando il centro di studi artistici e teatrali “Theatre Art Studio” che offre a chiunque la possibilità di frequentare a basso prezzo, corsi ricercatissimi in tutti i campi artistici, in particolare quello teatrale. Lo spettacolo vuole essere principalmente un incentivo a risvegliare la voglia di sapere e l’importanza della cultura, ed è inoltre un modo per raccogliere fondi per aiutare la sopravvivenza dell’Associazione, pesantemente vittima della crisi economica (o forse peggio… crisi culturale!).

Faust, l’eroe animato dalla frenesia di vivere, in rivolta contro la società, incarnazione dell'aspirazione di tendere senza requie a più alta esistenza, non rappresenterà più solo se stesso, ma tutta l’umanità e rivivendo sulla scena, contribuirà a sposare la causa della Tribù Teatrale, sull’importanza dell’esistenza di Associazioni come questa, diventando il simbolo del desiderio di conoscere, di possedere il segreto di ogni cosa, di penetrare la vita nella sua essenza e nella sua verità, di diventare, insomma, più che uomo. Valori che la Tribù ha sempre trasmesso a tutti i suoi allievi.

Al fianco della Tribù, molte persone si sono schierate, in particolare per questa iniziativa, vanno ringraziati:

Attori in scena: Fabio Pierpaoli, Fausto Medori, Laura Capogrosso, Morena Oro, Valentina Antinori e la Special Guest: Stefania Zepponi

Selezione musiche: Aurelio Laloni e Vanni Fabbri.

Consulenza scenografica: Milena Cappellaccio

Trucco: Serena Marchegiani, Katia Rossi

Luci: Gianluca Moscoloni

Supporter: Laura Sartori

Fotografa: Silvia Nicolini

Costumi: A. Maria Copparini

Capo Macchinista: Enzo Pierpaoli

Non ultima, la collaborazione del Sindaco Simoncini e l’Assessore Ginnetti, che ha reso possibile l’utilizzo del Teatro La Fenice.

Insomma, messa in risalto la dirompenza emotiva dell’opera goethiana e la crudezza di Marlowe, lo spettacolo non ostenta alcuna risposta, ma nell’atmosfera braccante e tetra, della regia di Pierpaoli, vi è insita un inquietante domanda. Avrete il coraggio di dargli risposta?

Non resta che andare a vedere questo spettacolo, per la particolarità della realizzazione, per l’importanza della storia, per la rarità della messa in scena e soprattutto, per aiutare chi fa qualcosa per gli altri a continuare ad esserci.





Questo è un articolo pubblicato il 16-10-2011 alle 10:40 sul giornale del 17 ottobre 2011 - 1804 letture