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Le Acli marchigiane a Loreto, un appello per la rinascita economica e spirituale del Paese

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Si è svolto a Loreto nei giorni 8 e 9 ottobre 2011 il tradizionale corso regionale di formazione delle Acli marchigiane. Al corso hanno partecipato gli assessori regionali Luca Marconi e Marco Luchetti e due dirigenti nazionali delle Acli: Camillo Monti e Pierpaolo Napoletano.

Dal corso è venuto un forte appello per la rinascita del nostro Paese. La crisi dell’Italia non è soltanto una crisi economica: è anche una crisi sociale, morale e spirituale. Con la crisi sta crescendo la povertà materiale, ma sta venendo meno anche il senso di appartenenza alla stessa comunità e sta venendo meno anche la speranza.

Di fronte a questa situazione, occorre vincere il senso di impotenza che ci domina e ridare speranza a un Paese che oggi sembra non avere più fiducia nel futuro. Questo è oggi il ruolo della società civile e in particolare di una associazione come le Acli: dobbiamo impegnarci per ridare un futuro al nostro Paese a partire dai territori che abitiamo. In questa ottica, a chiusura del corso, il presidente regionale dell’Associazione, Marco Moroni, ha chiesto ai dirigenti di base di operare perché i Circoli Acli diventino luoghi di incontro e di fiducia, luoghi nei quali le persone possano ricostruire un tessuto di socialità e di solidarietà.

All’interno di questo ruolo di fondo, le Acli a Loreto hanno posto all’attenzione delle istituzioni regionali e dell’intera società marchigiane tre questioni di fondo:

1) Di fronte all’inaccettabile crescita dell’ingiustizia sociale in Italia, oggi occorre una politica economica che punti a realizzare una più equa distribuzione della ricchezza, sostenendo in particolare le famiglie e i redditi da lavoro.

2) Le Acli inoltre chiedono che anche nelle Marche si mantenga il modello italiano di Welfare, correggendolo ma non smantellandolo, per evitare che tagli e ridimensionamenti inaccettabili penalizzino soprattutto i gruppi sociali più deboli;

3) Infine le Acli insistono perché sia affrontata la questione giovanile, vera emergenza del nostro Paese, aprendo nuovi spazi per i giovani nell’accesso al lavoro, ma riducendo anche con un nuovo Statuto dei lavori e nuovi ammortizzatori sociali una precarietà ormai intollerabile.

La dignità del lavoro, l’efficacia del welfare e il benessere della famiglia sono le basi di un modello di società più coeso e solidale; solo su queste basi sarà possibile costruire protagonismo e passione civile e tornare ad avere fiducia nel futuro. Solo sui queste basi, a giudizio delle Acli marchigiane, l’Italia tornerà ad avere un futuro.



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Questo è un articolo pubblicato il 10-10-2011 alle 16:41 sul giornale del 11 ottobre 2011 - 1737 letture