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Cen, Carlo Urbani rivive nella lirica

Ornella Bonomelli e Maria Beatrice Calai 3' di lettura 07/09/2011 -

Un’opera per tenere vivo il ricordo di Carlo Urbani riproposta durante la settimana eucaristica. Non poteva presentarsi una occasione più adeguata per riprendere il filo tessuto dal medico marchigiano scomparso per debellare la malattia che stava provando a sconfiggere: Carlo Urbani in memoriam è l’oratorio che l’associazione “Insieme all’opera” ha voluto realizzare negli anni scorsi allestendola nei diversi teatri del territorio e che ora ritrova il proprio meritato spazio durante la settimana che precede la venuta di Papa Benedetto XVI nelle Marche.



L’opera, un oratorio scritto dalla direttrice artistica dell’associazione, Ornella Bonomelli e musicato da Maria Beatrice Calai, sarà infatti ripresentata venerdì 9 settembre alla Concattedrale di San Leopardo ad Osimo a partire dalla ore 21. Ad accompagnare la manifestazione il cd dell’oratorio che sarà a disposizione del pubblico in apertura ed in chiusura della serata: “Il nostro intento – chiarisce la direttrice artistica Bonomelli - è quello di rinnovare, ripartendo sempre dalla tradizione. Un indirizzo che vale più che mai con “Carlo Urbani in memoriam” e che è valso davvero la pena individuare se è vero che il nostro progetto è stato scelto direttamente dalla commissione del Congresso Eucaristico. L’opera – spiega ancora la Bonomelli - inserendosi come genere nel repertorio musicale più solenne, vuol mettere in risalto la figura e l’attività del medico marchigiano, eroe e benefattore contemporaneo e vanto della nostra terra”. Ricca di un inconsueto valore artistico l’opera riscopre inoltre un impegno civile che rientra perfettamente nel clima spirituale del Congresso eucaristico. Una scelta che è arrivata naturale per l’associazione nel ricordo di un medico che a contatto con la malattia di cui cercava una cura, ha finito per esserne stato vittima, tuttavia lasciando bene in vista una eredità medico scientifica e sociale non comune. Di qui il desiderio di tornare a farne figura viva almeno nel ricordo tracciando un legame definitivo tra persona e opera: “L’umanità e l’assoluto disprezzo per il mondo fatto di apparenze, che hanno caratterizzato il Dott. Urbani, hanno suggerito una descrizione priva d’enfasi, poetica quanto basta, per meglio fondersi con la musica, ma scarsa di paragoni aulici” dice ancora la Bonomelli.

Un filo ininterrotto quello tra vita ed arte: “La vita di Carlo Urbani, ci è stata raccontata dalla viva voce della Madre, la Professoressa Maria Scaglione, Presidente dell’Associazione Aicu, dalla moglie Giuliana Chiorrini, dal Parroco Don Mariano Piccotti, e dal Sindaco di Castelplanio Prof. Luciano Pittori, un confronto fondamentale per conoscere l’uomo, tanto che le stesse persone diventano poi personaggi dell’Oratorio grazie alle voci di un baritono e di un soprano, mentre lo storico è un’attrice che recita, senza cantare, rendendo più attuale e comprensibile il testo. La scelta della forma oratoriale s’inserisce come struttura nella tradizione musicale del mondo cristiano, fedele nel rigore dell’andamento, portando talune innovazioni nell’organico strumentale e nella figura dello storico. L’orchestra è infatti composta da un quintetto d’archi e un flauto cui si aggiungono quattro sax, l’organo e piccole percussioni. Alle voci di soprano e baritono s’aggiunge il coro femminile a rappresentare le voci angeliche”. Una memoria che se veramente tale ha il dovere e diritto di ritornare sempre dalle ombre in cui talvolta viene confinata, per lasciare al pubblico e ai cittadini non solo le note e le voci che la fanno riviere ma per restituire il senso profondo di una vita.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-09-2011 alle 17:33 sul giornale del 08 settembre 2011 - 1428 letture

In questo articolo si parla di musica, attualità, osimo, carlo urbani, congresso eucaristico nazionale

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