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Severini: 'Le professionalità sono una risorsa imprescindibile degli enti locali'

7' di lettura 01/09/2011 -

All’ordine del giorno del dibattito nazionale c’è la scure che si sta abbattendo sugli enti locali, tra cui anche i comuni, forse l’anello più debole del sistema, in quanto è l’ultimo in ordine lineare a cui giungono i trasferimenti, mentre è il primo a cui fanno capo servizi essenziali, tra cui il sociale; e in quanto dopo aver perso l’Ici sulla prima casa, può far conto su un insieme piuttosto limitato di risorse dirette.



Come a dire… mentre il federalismo è stato sbandierato a tutti i livelli da una lega pappona e da dito medio, il conflitto tra stato centrale e periferie sta creando un impoverimento tale, schiacciato verso gli enti locali, che rischia di far chiudere i comuni. Ma questa era solo una premessa. E’ ovvio che le mie riflessioni vadano a guardare le problematiche della nostra città, a mio avviso fortemente anticipata ria rispetto a quello che la manovra Tremonti va profilando: l’esternalizzazione dei servizi e lo snellimento degli enti locali. In pratica verso una riduzione del personale. Il Comune di Osimo ha già avviato questo processo almeno dieci anni fa con la nascita delle società partecipate e la privatizzazione della municipalizzata. Ciò ha corrisposto ad una progressiva riduzione del personale interno, che a causa dei vincoli sul turn over, può essere rimpiazzato con rapporti uno a cinque. Ora il comune di Osimo conta su 103 dipendenti, tre dirigenti, un segretario comunale part time, oltre alle otto figure “prestate” dalle partecipate con convenzioni a fine anno e i 14 in mobilità a venti ore settimanali. La maggior parte di questo personale è over 50 o vicino alla pensione, e vista la situazione l’amministrazione è “costretta” a prendere in prestito dalle società partecipate figure a part time e a tempo determinato che non possono certo costituire un’ossatura valida a dare professionalità stabile e memoria storica al Comune di Osimo.

In pratica mentre i comune di Jesi, Castelfidardo, Recanati, Senigallia in questi anni hanno mantenuto praticamente tutti interni i servizi e contano ancora su numeri importanti, Osimo presenta problematiche di personale che in prospettiva futura (parliamo di 10 o 15 anni) rischiano letteralmente di far implodere il sistema. Parliamo di qualcosa troppo lontano nel tempo? Non credo, visto che una politica seria si muove nell’ordine di tali scenari e non si limita al ciclo elettorale che vale per vincere le elezioni. Ma senza andare avanti di 10 o 15 anni, pensiamo soltanto che la dirigente degli Affari Generali, dottoressa Magi, in teoria dovrebbe lasciare il suo incarico a fine mandato Simoncini… che succederà quando una professionalità come la sua, che vale più dei muri portanti del comune per tutti i servizi di cui si occupa, verrà a mancare? Si sta pensando ad un graduale passaggio del testimone nei confronti di uno o più individui capace di ricevere in eredità il bagaglio di esperienza pluridecennale per servizi quali anagrafe e stato civile, servizi elettorali, servizi sociali, atti e contratti, segreteria del consiglio e dell’amministrazione, biblioteca e cultura, protocollo, personale, Urp, agenzia del lavoro e turismo? Sì, perché sono tutte queste le funzioni che fanno capo alla dirigente, colonna del comune, che oggi riesce da sola a gestire il tutto, ma che in futuro, se non adeguatamente preparato, rischia di andare a creare una falla difficilmente colmabile nella gestione dei servizi tanto fondamentali citati. Il passaggio del testimone già da oggi è fondamentale, altrimenti si rischia veramente di dissipare le memoria storica del comune e questo è il pericolo più grande che corre la nostra città. Per di più pare che tra le tante scelleratezze a cui stiamo assistendo in questi giorni a causa del governo, alcune siano imputabili ai tecnici del ministero, che non sono più “quelli di una volta”, in quanto frutto dello spoyl sistem selvaggio e di una sempre minore autonomia dei tecnici che lavorano a contratto e per questo privi, appunto, di memoria storica e di indipendenza nelle scelte da operare.

I politici hanno bisogno di bravi tecnici e questi non possono improvvisarsi con contratti a tempo che durano la stagione di un mandato elettorale. Io credo che il processo di “alleggerimento” degli enti pubblici verso cui sta correndo questo governo sia iniziato già molti anni fa ad Osimo e credo che stiamo iniziando a vedere ora quali conseguenze e effettivi vantaggi o svantaggi ci siano stati nell’esternalizzare. L’operazione di alleggerimento dei servizi operata ad Osimo con largo anticipo con il tentativo di snellire, sburocratizzare, rendere più efficienti ed economici certi servizi pubblici (lasciando quindi completamente perdere quelle che avrebbero potuto essere le motivazioni legate ai famosi fattori clientelari e compagnia bella), avrebbe dovuto permettere in un certo senso al proprietario pubblico di entrare nel mercato con le sua magiche regole di riequilibrio. Beh, dopo 10 anni ne è valsa la pena? I servizi sono migliorati? Si è risparmiato? Il comune si è arricchito? Sono cresciute le professionalità a disposizione dei cittadini? A me risulta che i servizi, solo per citare il verde pubblico, si siano tremendamente impoveriti, tanto che il comune è ridotto a dover pagare rimborsi spese ad un’associazione di anziani a 5 euro l’ora perché non riesce a convenzionarsi adeguatamente con la Geos, società che è nata per il verde pubblico, perché costa troppo; il tanto predicato risparmio non risulta ci sia, perché tra c.d.a., professionisti strapagati per redigere bilanci, consulenze, relazioni tecniche e revisori dei conti, si sono aggiunti costi fissi altrimenti risparmiabili; il personale del comune è ridotto all’osso e l’amministrazione è costretta a “rifugiarsi” in qualche convenzione a tempo determinato con i dipendenti delle partecipate per coprire qualche buco organizzativo o a far rientrare il personale a comando presso altre istituzioni. Sì, perché dove si sono tenuti i servizi interni, ora la situazione non è così grave in prospettiva, mentre noi siamo una sorta di prototipo anticipato dei comuni di domani: sempre più poveri, costretti a basarsi su professionalità precarie e in prestito, magari di figure deboli come i pensionati per tirare a campare.

Ritengo che le professionalità stabili, preparate e indipendenti siano una risorsa imprescindibile dei comuni e di tutti gli enti locali: a mio avviso avere pochi dirigenti o pochi dipendenti, come viene trionfalmente sbandierato dalla nostra amministrazione, non è un vanto, bensì un pericoloso segno di debolezza gestionale. Le persone sono le vere risorse, e bando agli sprechi, sono le loro professionalità storiche che garantiscono l’efficacia, l’economicità e l’efficienza dell’organizzazione in cui lavorano. Qui invece si è puntato tutto sull’ideologia della flessibilità a tutti i costi, che, come oggi vediamo, non ha significato altro che indebolimento del sistema e macelleria sociale con meno diritti per tutti. Quindi, mentre negli altri comuni intanto la situazione è molto meno grave, noi abbiamo anticipato di molto i tempi duri che aspettano. E allora, visto che si è tragicamente anticipato un processo che non era affatto obbligato a fine anni ’90 ed oggi il Comune di Osimo paga più degli altri, perché non anticipiamo le soluzioni agli errori già sperimentati, cominciando a reinternalizzare certi servizi? Nell’ultimo consiglio comunale si è parlato anche di come ormai l’obbligo del controllo analogo sulle società interamente pubbliche non lasci ad esse alcun margine decisionale rispetto all’amministrazione pubblica controllante, quindi non vale la pena ripensare coraggiosamente a delle scelte controtendenza?


da Argentina Severini
Partito Democratico




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-09-2011 alle 16:33 sul giornale del 02 settembre 2011 - 648 letture

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