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Severini: 'La penuria di spazi di aggregazione un altro degli rrisolti problemi di questa città'

2' di lettura 31/08/2011 -

Dopo la vendita dell’ex scuola di San Sabino al Buttari è venuto a mancare uno spazio molto importante per attività sociali come quelle del Centro Aquilone, che aveva sempre usufruito di quegli spazi per decine di bambini al costo di 70 euro mensili per 4 ore giornaliere dal lunedì al venerdì.



Pare che al momento il Buttari stia concedendo “gentilmente” gli spazi fino al 12 settembre, ossia all’inizio della scuola o sino a fine 2011; successivamente dovrà naturalmente entrare in possesso del bene per le sue necessità. Quali siano dunque gli spazi in cui svolgere le attività invernali al momento non è dato saperlo, visto che alternative sicure non risultano ancora esserci. Certo, rispetto all’odissea della questione scuola, sembra ben poca cosa, ma le famiglie interessate a tale servizio sono piuttosto disorientate, in quanto non conoscendo se e dove le attività potranno partire, stanno esitando ad iscrivere i bambini. E questo rappresenta anche un ulteriore danno per la società Asso che gestisce il servizio. Ciò dovrebbe far molto riflettere sulle intenzioni dell’amministrazione di alienare svariati immobili comunali: ha senso vendere beni funzionali ai servizi da erogare, per poi trovarsi ad elemosinare spazi per qualche mese, generando disservizi o a pagare affitti salatissimi, che comunque vanno a gravare sui bilanci?

Lo abbiamo già sperimentato con l’ex mattatoio, poi Matta; lo vediamo con i 50.000 euro per il trasporto degli alunni della Bruno da una parte all’altra della città (e che fortunatamente possono usufruire dei gentili spazi offerti dall’Isis); e purtroppo rischiamo di vederlo in maniera ancora più grave e pesante se effettivamente dovessero essere venduti l’ex Eca (sede della Ragioneria), l’ex Omni (sede del centro diurno), e l’ex casa del custode di Piazza Nuova (oggi Lilliput), tralasciando completamente l’ex Leopardi, ormai piegata all’abbandono e alla speranza di trovare un facoltoso acquirente. Quel poco che i comuni hanno, dovrebbero tenerselo ben stretto: ritengo infatti che alienare per far cassa e per far fronte alle mancanze del governo centrale, ridotto a sanguisuga degli enti locali, significhi solo impoverire ulteriormente per il futuro la città, aggravandone i problemi economici e limitandone la possibilità di agire nel concreto dei servizi al cittadino, che non possono essere erogati al netto di un adeguato patrimonio immobiliare. E credo sinceramente che siamo già ben al di sotto dei limiti e dei bisogni indispensabili, perché la penuria di spazi di aggregazione è solo un altro dei gravi ed irrisolti problemi di questa città.


da Argentina Severini
Partito Democratico




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-08-2011 alle 15:30 sul giornale del 01 settembre 2011 - 577 letture

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