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Loreto: nelle parole di mons. Tonucci il ricordo del pellegrinaggio con i giovani a Madrid

Mons. Giovanni Tonucci 6' di lettura 27/08/2011 -

Partito il 7 agosto scorso insieme a oltre cento giovani lauretani, l’Arcivescovo Pontificio di Loreto Mons. Giovanni Tonucci ha partecipato la settimana scorsa alla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid, nel corso della quale è avvenuta anche la consegna alla Conferenza Episcopale Spagnola, per il tramite del cardinale arcivescovo di Madrid, S. Em, Antonio Maria Ruoco de Varela, di una statua riproducente la Madonna di Loreto.



Appena rientrato a Loreto, Mons. Giovanni Tonucci, ha sentito la necessità di commentare quanto vissuto insieme ai giovani, ad alcuni sacerdoti e suore durante il lungo pellegrinaggio che lo ha portato a Madrid. Di seguito il testo dell’Arcivescovo: “Partendo da Loreto con tre pullman per accompagnare l’immagine della Madonna di Loreto a Madrid, sapevamo tutti che l’avventura non sarebbe stata facile. Viaggio lungo, con una settimana intera di spostamenti prima di arrivare alla meta; sistemazioni talvolta precarie; prospettiva di quindici giorni lontani da casa; contatti molto stretti e quindi possibilità di frizioni, sgarbi e malintesi. E in più la natura stessa del viaggio, che richiedeva da sé un impegno spirituale non indifferente, proposto a giovani in buona parte ancora in una fase di ricerca e di maturazione della loro fede.

Eppure, dopo aver tenuto conto delle inevitabili difficoltà e degli oggettivi difetti organizzativi, non possiamo fare altro che dire che tutto è andato bene, al di là di ogni aspettativa. Non si tratta di essere benevoli o ottimisti: i ragazzi sono stati bravi, hanno retto bene e ora tornano pieni di entusiasmo per quello che hanno visto, imparato, vissuto e anche sofferto. Nel cammino verso la Spagna, i primi giorni ancora in territorio italiano hanno offerto sorprese: le tante persone che, in Assisi, riconoscevano la Madonna di Loreto, portata a spalla dai nostri giovani, e si facevano il segno della croce; le folle di turisti che, in attesa di entrare a Santa Maria del Fiore a Firenze, fotografavano la stessa scena, forse senza capire bene quello che stava accadendo; i compagni di navigazione, sul traghetto per Barcellona, che entravano nella sala messa a nostra disposizione, per una breve preghiera alla Vergine. Quanto successo a Viareggio merita un discorso a parte. Dopo la celebrazione della Messa, i nostri giovani hanno ricevuto una piccola croce missionaria e insieme il mandato di andare in spiaggia a distribuire dei biglietti di invito per un incontro con Maria, quella sera, al molo. Non deve essere stato facile, per loro, affrontare gente sconosciuta con una proposta del genere, ma l’hanno fatto e sono tornati con tante piccole storie, di tono diverso: chi accettava l’invito con simpatia, chi mostrava indifferenza, chi entrava in discussione…e una signora rifiutava di prendere il pieghevole, perché, risposta testuale, “astemia”.

La sorpresa per tutti è stata poi, la sera, nel trovare a Viareggio una folla immensa ad attendere la Madonna. La statua è stata portata al molo via mare, su un battello da pesca. Tanti aspettavano e tantissimi hanno preso parte alla breve celebrazione – un saluto, un canto, una lettura e una riflessione – con partecipazione intensa e non di rado commossa. Un viareggino mi ha detto che i presenti dovevano essere almeno cinquemila. Di certo i mille lumini che avevamo portato, con la proposta ai presenti di accenderli vicino all’immagine, non sono bastati: l’entusiasmo, la devozione e la commozione sono stati evidenti. E i ragazzi hanno espresso una considerazione molto sincera: “A Loreto abbiamo qualcosa di grande e proprio noi non ce ne rendiamo conto”. Il viaggio in nave da Civitavecchia a Barcellona ci ha permesso già di entrare in contatto con altri gruppi di giovani, anche loro diretti a Madrid. Il tempo è trascorso in un alternarsi di momenti di riposo, di ricreazione e di tempi offerti alla preghiera e alla riflessione. Durante la notte chi voleva poteva fermarsi a parlare con sacerdoti e formatori, per ricevere il sacramento del perdono, o per discutere problemi e situazioni personali. Durante il giorno, la piscino ha avuto un certo successo di pubblico, accogliendo nelle sue acque tiepide molti nuotatori, non tutti, almeno in un primo momento, volontari, ma in seguito tutti soddisfatti del tuffo. Arrivati a Barcellona, ancora tanti altri giovani di diverse nazioni, tutti in cammino verso la GMG. Il Cardinale di Barcellona, Luís Martínez Sistach, ci ha incontrati di fronte alla sua cattedrale; abbiamo scambiato saluti ed abbiamo pregato insieme.

La città ci ha riservato una mattinata di esplorazioni: la Sagrada Familia, con le sue strutture fantastiche; lo stadio …, con il ricordo delle imprese del Barça e dei suoi duelli con il Real Madrid. Saragozza, con la Messa nel grande Santuario del Pilar, ci lascia il ricordo della devozione della Spagna a Maria, attraverso la memoria di un’antica apparizione della Vergine a San Giacomo Apostolo. Fa riflettere che anche qui ci sia il segno di una pietra (penso alla grotta di Lourdes, alle pietre della Santa Casa): su quella pietra la Madonna ha posato i piedi. Dopo tre giorni a Toledo, finalmente Madrid, con una folla immensa di ragazzi e ragazze, tutti insieme per celebrare le loro Giornate e pronti per gli incontri con Papa Benedetto. A proposito del Santo Padre, faccio una sola considerazione, che mi sembra fondamentale: a parte le difficoltà di ascolto, a parte la violenza del sole che ci ha prosciugati e della pioggia che ha in qualche modo rovinato la veglia notturna, Benedetto XVI ci ha ancora una volta conquistati con i suoi modi semplici, con il suo sorriso aperto, sempre pronto a sorprendersi del nostro entusiasmo. E soprattutto, il Papa ci ha preso sul serio: niente frasi ad effetto per strappare applausi, ma solo una presentazione chiara e serena delle esigenze del Vangelo per noi. La risposta alle sue parole è stata nelle pause di silenzio intenso che ci ha regalato: davanti al Santissimo, la sera; dopo l’ascolto della Parola, nella Messa di domenica. Il Papa crede che siamo capaci di capire e di seguire il Vangelo, ha fiducia in noi e noi, in una risposta che nasce spontanea, abbiamo fiducia in lui. Ci ha anche detto che il prossimo appuntamento sarà a Rio de Janeiro.Certamente lontano, certamente costoso e più difficile da organizzare. Ma qualcosa di speciale da Loreto lo faremo anche nel 2013. La promessa è già fatta: a Rio ci saremo anche noi.”


dalla Delegazione Pontificia di Loreto




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-08-2011 alle 15:41 sul giornale del 29 agosto 2011 - 616 letture

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