Loreto: 'Segni dell'Eucaristia', tra i pezzi esposti 'L'Ultima Cena' di Simon Vouet

L'ultima cena 2' di lettura 13/08/2011 -

La Delegazione Pontificia e la Prelatura di Loreto sono liete di ricordare che in vista del XXV Congresso Eucaristico Nazionale, che si svolgerà ad Ancona, è in corso presso il Museo-Antico Tesoro di Loreto, la mostra “Segni dell’Eucaristia”.



L’esposizione di Loreto, che sta ottenendo un lusinghiero afflusso di visitatori, comprende i pezzi di maggior significato e pregio custoditi all’interno dello stesso Museo (tra gli altri dipinti del Lotto e del Vouet, calici, servizi per altare, ostensori, pissidi, fibbie per piviali) e della Basilica della Santa Casa (pianete, piviali, tonacelle, manipoli, stole, veli da calice, veli omerali). Tra i pezzi esposti si segnalano in particolare l’Ultima Cena di Simon Vouet (Parigi 1590 - 1649), realizzata tra il 1629 e il 1630. Il dipinto, olio su tela, proviene dall’antica Cappella della Confraternita del Sacramento, detta dell’Ultima Cena, la sesta della navata sinistra della chiesa, dedicata dal 1570 al Santissimo Corpo di Cristo. L’ispirazione caravaggesca è evidente nella scelta della luce che genera efficaci chiaroscuri, e specialmente nel personaggio in primo piano, ritratto in un atteggiamento realistico, con il piede nudo rivolto verso l’osservatore.

Il particolare fa pensare ai piedi scalzi e infangati del pellegrino della Madonna di Loreto del Caravaggio, eseguita nel 1604 per la Chiesa di Sant’Agostino a Roma. Davvero eccezionale è poi il corredo d’altare appena rientrato a Loreto dopo un intervento di restauro compiuto dal Laboratorio Metalli e Terrecotte dei Musei Vaticani. Il corredo è registrato presso l’Archivio Storico della Santa Casa alla data 5 gennaio 1722 come dono del principe Caracciolo d’Avellino al Santuario della Santa Casa. Il corredo, di manifattura trapanese (sec. XVI-XVII), comprende un crocifisso, tre carteglorie, due candelieri grandi, sei candelieri medi e quattro candelieri piccoli L’intero corredo è realizzato con una grande accuratezza. La tecnica è quella classica del corallo a retro incastro, che prevede lamine di metallo dorato traforato, con inseriti elementi di corallo dal verso, fissati poi con impasto ceroso e tela di rinforzo, su basamenti lignei dorati o dipinti; ogni elemento si differenzia per la forma e le necessità strutturali. Il Cristo crocifisso è in argento finemente cesellato. La croce ha un’ampia base in bronzo dorato e traforato, con decorazione a volute. Tutta la superficie è decorata con una moltitudine di coralli in diverse forme. La mostra sarà visitabile fino al 30 ottobre 2011 secondo i giorni e gli orari di apertura del Museo-Antico Tesoro (per informazioni: 071.97.47.198).


dalla Delegazione Pontificia di Loreto




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-08-2011 alle 15:23 sul giornale del 16 agosto 2011 - 587 letture

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