Compensi degli Amministratori: Astea replica al Pd

astea 4' di lettura 21/07/2011 -

Spiace dover ritornare su una polemica che ormai ritenevamo del tutto superata. Il Pd, attraverso il consigliere comunale di Osimo Argentina Severini, torna infatti sulla questione dei compensi degli Amministratori di Astea spa, denunciando sprechi inesistenti e dimostrando di non conoscere né le disposizioni di legge vigenti al riguardo.



Innanzitutto va detto che dal momento della fusione tra Aspea ed AST avvenuta nell’ottobre del 2003, il compenso che fu riconosciuto ai consiglieri d’Amministrazione era di € 11.000 lordi annui, quello del Presidente era di € 41.500, quello dell’Amministratore Delegato di € 80.000 lordi annui e quello del vice Presidente di € 13.000. Complessivamente il costo del consiglio d’Amministrazione ammontava ad € 222.500 annui.

Con la legge finanziaria del 2007 il numero dei componenti di nomina pubblica doveva essere ridotto da 8 a 5 consiglieri. Il Consiglio d’amministrazione convocò reiteratamente l’assemblea dei soci per modificare lo Statuto e ridurre il numero dei componenti. Ciò non fu possibile per la mancanza di accordo tra i soci pubblici e lo stesso socio privato. Su iniziativa del Consiglio d’Amministrazione e al fine di evitare possibili danni erariali, l’Assemblea non trovando l’accordo per ridurre il numero dei componenti del Consiglio, modificò gli importi delle indennità nei loro confronti, erogando complessivamente un importo pari alle indennità di 5 consiglieri, suddiviso su gli otto consiglieri di nomina pubblica in carica. Ciò ovviamente comportò che agli stessi venisse erogata un’indennità inferiore a quella precedente.
Con la nomina del nuovo consiglio d’amministrazione e l’adeguamento del numero dei consiglieri, sono stati ripristinati i valori delle indennità preesistenti, pari appunto ad €11.000 annui.

Se la consigliera Severini leggesse attentamente le disposizioni di legge vigenti, verificherebbe che l’indennità massima che potrebbe essere riconosciuta ad un componente del consiglio di amministrazione di Astea è pari al 70% dello stipendio del sindaco del comune maggiore aderente all’Astea (Osimo) oltre ad un ulteriore percentuale del 4% per la presenza del socio privato, corrispondente quindi a circa 27.500 euro annui. L’attuale compenso di 11.000 euro è quindi ampiamente al di sotto del tetto massimo previsto dalla legge e comunque non ha subito alcun aumento dal 2003 ad oggi.

Il compenso del Vice Presidente è invece pari al 60% del compenso del sindaco anche per tener conto del fatto che allo stesso è demandata, da un punto di vista politico, la rappresentanza di Recanati e degli altri comuni del Maceratese. Tale compenso è comunque anch’esso inferiore al tetto massimo erogabile del 74%.
Stesso dicasi dell’indennità di carica del Presidente pari a 30.192 euro lordi annui, che è inferiore a quanto percepito dai Presidenti dei precedenti Consigli d’amministrazione. L’Assemblea dei soci ha quindi operato, nel determinare le indennità a favore dei componenti del Consiglio d’Amministrazione, in maniera più che corretta, evitando di far lievitare le spese e mantenendo i costi degli amministratori ampiamente al di sotto dei limiti previsi dalla legge.

Peraltro la consigliera Severini non può disconoscere l’importanza, il ruolo e il giro di affari di Astea, che globalmente sfiora i 100 milioni di euro annui.
Al riguardo, del tutto fuorviante e non pertinente è l’indicazione della somma di € 48.000 annui percepiti dal Presidente, in quanto tale importo è la sommatoria tra quanto percepito come Presidente e la carica non politica in capo al medesimo, di Amministratore Delegato, per il quale è stata prevista la sola corresponsione di un’indennità di risultato, anch’essa espressamente indicata dalla legge, basata sugli eventuali utili conseguiti da Astea. Tale emolumento varabile da 0 a 20.000 Euro, attiene all’attività gestionale della Società e a tutte le conseguenti responsabilità. Va precisato inoltre che tale funzione era in precedenza svolta da altra persona stipendiata dal socio privato, con un costo superiore ad € 150.000 annui. Tale costo era in parte rimborsato da Astea per 80.000 Euro annui fino al 2007, 33.000 euro annui negli anni successivi per l’adeguamento alla legge finanziaria 2007.

In conclusione riteniamo inutile e dannoso creare polemiche prive di fondamento nei confronti di Astea e dei suoi amministratori, in un momento in cui le Aziende multiservizi stanno affrontando notevoli difficoltà di gestione dovute sia alla campagna aggressiva sul nostro territorio da parte di società concorrenti e sia alla progressiva apertura al mercato dei servizi pubblici.
L’intento di Astea, del suo organo di governo e dei suoi soci pubblici è quello di salvaguardare un enorme patrimonio pubblico costruito in tanti decenni dai Comuni.
Sarebbe auspicabile da parte di forze politiche che si vogliono definire responsabili, fornire proposte concrete e non sterili polemiche.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-07-2011 alle 16:50 sul giornale del 22 luglio 2011 - 2246 letture

In questo articolo si parla di attualità, osimo, Astea spa

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