Referendum, Andreoni: 'Buon voto a tutti gli osimani e a tutte le osimane'

Referendum 2011 4' di lettura 10/06/2011 -

“Io sono un elettore che fa sempre il suo dovere di cittadino” così il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha risposto alla domanda dei giornalisti se domenica andrà a votare per i referendum. Sulla stessa linea il Presidente della Camera Gianfranco Fini secondo cui “partecipare al voto è estremamente importante”.



Queste prese di posizione autorevoli, dopo i tentativi di boicottaggio del Governo, ridanno credibilità e prestigio alle istituzioni repubblicane e ad una politica sempre più distante dai cittadini. Indipendentemente dalla volontà di votare “Sì” o “No” sulle quattro schede riguardanti: la privatizzazione dell’acqua, i profitti sull’acqua, il nucleare e il legittimo impedimento , la priorità è il raggiungimento del quorum su tutti i quesiti. Astenersi vorrebbe dire rinunciare per sempre ad uno dei pochi strumenti di democrazia nelle nostre mani ; dunque un errore imperdonabile visto che la legge elettorale vigente nega ai cittadini di eleggere i propri rappresentanti e le scelte restano una prerogativa delle segreterie di partito o di un capo assoluto. Molti partiti del centrosinistra si sono impegnati nella campagna referendaria, ma sono stati ancor più protagonisti i comitati nati dal basso . Basti ricordare che le firme contro la privatizzazione dell’acqua, raccolte dal “Forum italiano dei movimenti per l’acqua” hanno raggiunto quota un milione e quattrocento mila. Nessun referendum nella storia repubblicana ha mai ottenuto una così vasta partecipazione popolare. Merito soprattutto della rete. E quando si parla di blog e social network si parla soprattutto di giovani. Non siamo di fronte ad uno scontro generazionale, però chi adesso vuole costruire le centrali nucleari probabilmente non le vedrà mai realizzate. Ed allora non si può rubare il futuro alle giovani generazioni per accontentare qualche lobby nazionale od ancor peggio straniera.

La sfida, ora, è portare almeno 25 milioni di italiani a votare domenica 12 e lunedì 13 giugno. Tracciare due sì per l’acqua pubblica, perché come afferma lo scrittore Erri De Luca: “Chi vuole privatizzare l’acqua deve dimostrare di essere anche il padrone delle nuvole, della pioggia, dei ghiacciai, degli arcobaleni”. Un sì per dire no al nucleare . Il disastro di Fukushima ha evidenziato l’insicurezza intrinseca nel settore dell’energia nucleare. Non è necessario uno tsunami per precipitare nell’incubo atomico, basta una semplice negligenza, in nome dell’esasperata ricerca del profitto, nella costruzione o nella manutenzione delle centrali. L’astrofisica Margherita Hack pur essendo favorevole all’energia nucleare ha spiegato, perché al referendum si schiererà contro. “Meglio aspettare, siamo un Paese poco affidabile e ad alto rischio infiltrazioni mafiose”. Il nucleare è obsoleto e superato. In Germania il governo guidato dalla cancelliera Angela Merkel ha firmato un disegno di legge che mette fine all’energia nucleare e apre alle fonti rinnovabili. Tutte le centrali nucleari tedesche saranno chiuse entro il 2022. Infine il nucleare è pericoloso per l’ecosistema, per la salute e causa di conflitti per l’accaparramento delle scarse riserve di uranio. L’ultimo quesito riguarda il legittimo impedimento , il meno conosciuto ma non per questo il meno importante.

Si tratta di decidere se la legge deve essere uguale per tutti, oppure se una casta di privilegiati può agire impunemente. Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, nel suo ultimo libro titolato “Vescovo e laico? Una spiegazione per gli amici” scrive: “L’apertura alla vita nella società, e alle norme che essa si è data, è quella che noi chiamiamo ‘legalità’, che potremmo allora individuare come ‘carità laica’. Chi lo fa in dimensione ‘erotica’, cioè con prevalente chiusura individualistica, sarà tentato di evadere dai doveri della legalità, per uscire dai condizionamenti che essa pone (ad es. non pagare le tasse, studiare i cavilli che permettano di garantirsi maggiori utilità o – se politico – costruirsi leggi che gli permettano di coprire i propri interessi e le proprie evasione); chi vede nella società l’insieme di altre persone umane, da cui riceve alimento e sostegno nella propria umanità, saprà dedicarsi al ‘bene comune’, come condizione autentica del proprio ‘bene personale’”. Il bene comune è il “ comune denominatore” tra i quattro quesiti. Non mi resta che augurare buon voto a tutti!


da Paola Andreoni
Presidente Consiglio Comunale Osimo





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-06-2011 alle 17:37 sul giornale del 11 giugno 2011 - 646 letture

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