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Confartigianato: 'I segnali allarmanti della crisi ignorata'

giorgio cataldi 2' di lettura 01/06/2011 -

Il fallimento e la chiusura dell’azienda di famiglia, l’impossibilità di onorare i propri debiti, i collaboratori da mettere sulla strada, l’incertezza del futuro. Molti non ce la fanno a reagire davanti al tracollo della propria azienda, che hanno fondato, fatto crescere a costo di sudore e sacrifici. Si moltiplicano le notizie di imprenditori che giungono all’estremo atto del suicidio.



Rappresentano altrettanti casi di un’imprenditoria coraggiosa e battagliera che il mercato l’ha conosciuto giorno per giorno, che ha continuato a lavorare con professionalità, impegno e che in molti casi non riesce a riscuotere il dovuto. Migliaia di artigiani e piccoli imprenditori appesi a un filo che a volte si chiama pubblica amministrazione zavorrata dal patto di stabilità o dai finanziamenti statali che non arrivano, altre volte da committenti che non pagano i lavori eseguiti e spesso dalle difficoltà nei rapporti con gli Istituti bancari. Per i lavoratori dipendenti sono stati attivati gli ammortizzatori sociali, i piccoli imprenditori sono stati lasciati soli. Le criticità sono evidenti, dice Giorgio Cataldi segretario provinciale della Confartigianato, è necessaria ed urgente una maggiore attenzione da parte di tutti nella consapevolezza che siamo ancora in piena crisi e che la ripresa è lenta e lontana. Eppure nel Paese si dibatte di tutto tranne che degli interventi per sostenere il tessuto imprenditoriale e per favorire la ripresa. Da quanto attendiamo riforme che diano respiro all’impresa?

Nel frattempo continuiamo a pagare i costi più alti d’Europa in termini di tasse, energia, assicurazioni, smaltimento rifiuti per non parlare della burocrazia. Servono misure di snellimento e semplificazione degli adempimenti tributari e una riforma che, mettendo mano all’impianto generale della tassazione, si ponga come obiettivo la riduzione della pressione fiscale sul lavoro e sulle imprese e la semplificazione degli adempimenti amministrativi e tributari. E’ sempre più necessario, ribadisce il segretario Cataldi, un rapporto equilibrato tra gli imprenditori e la pubblica amministrazione , soprattutto in un momento di grande difficoltà come questo. Non possono essere tollerati atteggiamenti vessatori frutto di un uso indiscriminato di poteri che debbono essere rivisti e bilanciati. C’è una situazione drammatica che troppo spesso si trasforma in disperazione e gesti estremi mentre coloro che debbono intervenire per trovare soluzioni si attardano in sterili polemiche su questioni non prioritarie per i cittadini. E’ necessario prestare massima attenzione ai bisogni che emergono da vari settori del Paese e che sempre più spesso si stanno trasformando in diffuse e plateali forme di protesta. Le risposte non possono più attendere.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-06-2011 alle 17:58 sul giornale del 03 giugno 2011 - 2903 letture

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