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Bompadre: 'Le Liste Ciniche e la loro democrazia partecipata'

4' di lettura 17/05/2011 -

Le “Liste Ciniche” e la loro “democrazia partecipata”. Già in una precedente riflessione avevo sottolineato la particolare concezione che questa maggioranza politica, o parte di essa, visti i malumori interni, ha del principio di democrazia partecipata.



Dalla tassa sulla democrazia, che prevede il pagamento di circa 50 euro di diritti di segreteria, sia per esprimere la propria opinione nelle pubbliche piazze, sia per attaccare manifesti di propaganda indiretta, alla volontà di chiudere la Scuola Primaria “Bruno da Osimo”, salvo poi essere bloccati dalla tenacia del comitato dei genitori, i quali hanno messo a dura prova l’unità della Giunta, visto il malcontento dell’assessore all’istruzione, la quale veniva a conoscenza, solo tramite e-mail, del trasferimento degli alunni dalla scuola.

Per non parlare della questione dei parcheggi in centro storico, mediante la quale abbiamo assistito a delle vere sit-com “caserecce”, con un sindaco che, nell’incontro di presentazione dei progetti, non permette a nessuno di poter intervenire (e pensare che l’incontro aveva quale scopo quello di mettere a conoscenza della cittadinanza quali fossero le intenzioni dell’amministrazione, per poi confrontarsi con la stessa); niente da fare, il sindaco disse che non si poteva aprire il dibattito in quanto ancora erano pochi gli elementi sui quali riflettere!

Ma, allora, perché mai convoca gli osimani in assemblea? E poi che fine hanno fatto i progetti? Se non ricordo male, anche qualcuno della maggioranza politica aveva manifestato grossi dubbi sulla fattibilità, oltreché l’utilità, dei progetti.

Per non parlare del trattamento, a dir poco offensivo, che il sindaco ha riservato al comitato “concertAzione”, che si propone di gestire lo stabile dell’ex cinema Concerto, al quale ha proposto di ristrutturarlo ad un costo di 500mila euro + un canone annuo di 100 euro! Ovvero, il potenziale affittuario, che per amore della città lotta affinché il centro storico di Osimo non continui a essere un dormitorio, dovrebbe ristrutturare l’edificio a proprie spese, sebbene non ne sia il proprietario, oltre a pagare un canone simbolico.

E quel che rende tutto questo stupefacente è il fatto che il proprietario del plesso sia un ente pubblico come il Comune, il quale per norma, in quanto proprietario, dovrebbe ristrutturarlo con le spese a proprio carico. Per correttezza, ricordo che l’assessore alla cultura Ginnetti definì il comitato come un manipolo di “anonimi giullari”.

In seguito, le teste di ariete delle “Liste Ciniche” irrompono sulla questione dei troppi comitati, definendoli avamposti delle opposizioni politiche che non riescono a fare il loro dovere, ma le stesse si accorgono che ne sta sorgendo uno a San Paterniano, contro l’insediamento di un’azienda avicola della ditta Fileni; e, allora, prima che le opposizioni politiche cittadine “fannullone” colgano la palla al balzo per “cavalcare” l’ennesimo cavallo di battaglia, le stesse “Liste Ciniche” aiutano il costituendo comitato a raccogliere firme contro lo stabilimento.

Straordinario! Prima demonizzano i comitati e poi, quando vedono che i cittadini non sono stolti come loro credono, si ergono a liberatori dall’oppressione del “venditore di polli”. Peccato tutto questo impegno non l’abbiano manifestato contro l’insediamento del bitumificio a Passatempo. Inoltre, sarebbe interessante saperne di più sulle autorizzazioni concesse, e non, alla costruzione dello stabilimento: magari chiedendo allo stesso Fileni.

Ma questi sono i principi sui quali le “Liste Ciniche” fondano la loro concezione di “democrazia partecipata” versus “democrazia rappresentata”, dove la prima si può “consumare” solo nei loro convivi, nei quali non possono presentarsi “anonimi giullari”.

Ho sempre creduto, e lo credo tuttora, che questa giunta comunale, come pure la precedente, sia la più alta rappresentazione del berlusconismo locale (basta guardare il magro “bottino” elettorale conquistato dal Pdl alle ultime elezioni amministrative), impegnata esclusivamente alla gestione assoluta della “cosa pubblica”, come se fosse “cosa loro” (basta vedere la composizione dei consigli di amministrazione delle società partecipate).

Quando parlano di “democrazia partecipata” intendono dire che partecipano solo loro…nelle società partecipate.

Esprimo, a nome delle lista “Osimo in Comune”, tutta la solidarietà nei confronti di Andrea Burattini, al quale è stata sospesa, per questioni al momento non molto chiare, la trasmissione radiofonica dell’emittente Agoradio “Occhio su Osimo”, uno spazio di dibattito politico locale all’interno del quale veniva esercitato il diritto di manifestazione del pensiero politico di tutte le forze politiche osimane, e non solo il pensiero dei “democratici della partecipazione”.

Se nei confronti della trasmissione ci sono state pressioni politiche, spero solo che il Direttivo decida di non modificarne i contenuti e la conduzione, in nome della libertà d’informazione della stessa radio e del diritto d’informazione dei cittadini.


   

da Simone Bompadre
Osimo in Comune




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-05-2011 alle 10:10 sul giornale del 18 maggio 2011 - 800 letture

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