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Rendiconto di gestione del Comune, PD: 'Gestione negativa'

partito democratico 6' di lettura 29/04/2011 -

Rendiconto di gestione 2010 del Comune di Osimo: è una gestione negativa, frutto di una classe politica - quella delle Liste Simoncini&Latini - non all’altezza delle sfide che una città ormai di 35.000 abitanti presenta e deve affrontare.



L’anno 2010 va ricordato come l’anno in cui l’amministrazione ha lamentato come gli eccessivi vincoli imposti dal patto di stabilità limitavano le spese soprattutto quelle d’investimento. I cittadini osimani ricorderanno il volantino di Simoncini che emblematicamente utilizzava la vignetta del cappio al collo. Data la situazione di ristrettezze economiche le tariffe dei servizi furono tutte ritoccate in aumento: un esempio per tutte la tariffa igiene urbana che subì nel 2010 un aumento medio del 16%. La pressione tributaria sui cittadini osimani si manteneva molto alta anche in considerazione dell’applicazione dell’aliquota dell’irpef fissata al massimo possibile l’0,8%. Data la situazione, il bilancio del 2010, a detta dell’amministrazione, si sarebbe caratterizzato per due aspetti: gli investimenti nel campo dell’edilizia scolastica e gli impegni nel settore sociale. In fase di chiusura dell’anno con il rendiconto 2010 l’amministrazione ci fa sapere che il bilancio 2010 si chiude con un avanzo imputando tale risultato ad una certa virtuosità da parte dell’amministrazione stessa. Ma la situazione non è proprio così. La domanda naturale che ogni cittadino può fare è: se si registra a fine anno un avanzo, perché i costi dei servizi sono stati aumentati? Perché l’amministrazione Simoncini&Latini ha sottratto risorse ai cittadini osimani superiori a quelle effettivamente necessarie per l’attività amministrativa? Perché continua ad applicare un’aliquota troppo alta di irpef?

La risposta è sempre la stessa: sbandierare un avanzo per dimostrare che l’amministrazione è stata brava, ha fatto economie e ora si ritrova con un avanzo di 2.732.514 di euro. Ma l’avanzo va analizzato e ben ponderato. Va detto che dei 2.732.514 di euro, 1.047.866 €, corrispondenti al 38,34%, sono vincolati; i fondi liberi (non vincolati) che l’amministrazione può utilizzare ammontano a 1.684.628 €. Quali sono le risorse non utilizzate nel 2010 (l’avanzo di competenza)? 159.535 € da spesa corrente congelata (spese previste ma non fatte 534.067 € da un “fondo accantonamento patto di stabilità” 195.476 € da maggiori entrate di natura corrente che non sono state oggetto di variazioni di bilancio perché accertate dopo il 30 novembre. Da altre voci derivanti da economie di spesa su impegni di natura corrente. A determinare l’avanzo di amministrazione (2.732.514 di euro) concorre anche l’avanzo del 2009 (1.308.270 €) che seppur realizzato non è stato applicato perché in parte vincolato a tutela di crediti di dubbia esigibilità e in parte da somme non compatibili con l’obiettivo del patto di stabilità. In conclusione l’avanzo del 2010 per la maggior parte deriva da iniziative intraprese per garantire il rispetto del patto di stabilità, per cautelarsi di fronte al rischio di non rispettare l’obiettivo del patto di stabilità. Un avanzo così alto mal si concilia con le lagnanze dell’amministrazione per la mancanza di risorse e con gli aumenti del costo dei servizi.

L’avanzo così alto che si configura come risparmio pubblico significa eccedenza di risorse sottratte ai contribuenti e agli utenti, rispetto alle previsioni di spesa per i sevizi da erogare. Ma l’analisi del rendiconto richiede una valutazione in termini di efficacia ed efficienza dell’azione della pubblica amministrazione cioè se gli obiettivi programmati sono stati raggiunti e quale è il rapporto costi benefici. Rispetto agli obiettivi di mandato elettorale almeno tre punti programmatici sono ancora al palo; il riferimento è:

Questione viabilità – il progetto strada di bordo si è fermato al centro commerciale Le Coccinelle infatti il tratto di strada realizzato è funzionale ad esso. Nel rendiconto è evidente come scompare l’acquisto aree per completamento strada di bordo. Questione edilizia scolastica – su questo versante non è ancora chiaro il programma dell’amministrazione che si trova a spendere, sempre nel 2010, quasi 150.000 € per il progetto scolastico di via Vescovara che non si è capito bene se prenderà avvio. Rimane il fatto che alcuni gradi di scuola non hanno ancora una sede definitiva e dentro gli stessi edifici scolastici sono presenti sezioni di scuole di grado diverso appartenenti a istituti comprensivi diversi. Un vero minestrone. L’amministrazione è costretta a modificare il programma di edilizia sia per mancanza di interesse da parte delle imprese sia perché, ancora una volta, i cittadini osimani con la seconda raccolta di firme hanno con forza fatto capire all’amministrazione che la scuola del centro non poteva essere sostituita da una nuova scuola periferica. E l’amministrazione ha dovuto fare marcia indietro con qualche mal di pancia da parte di alcuni esponenti della maggioranza

E che fine ha fatto la promessa elettorale del Campus di via Chiaravallese? Questione regimazione idraulica. L’alluvione ultima ha dimostrato tutto l’immobilismo di questa amministrazione che non ha fatto le opere necessarie per adeguare il sistema fognario allo sviluppo edilizio della città. A pagarne le spese sono soprattutto i cittadini di Campocavallo che subiscono allagamenti determinati dalla mancanza di adeguate opere a monte della frazione. La nostra città subisce un fermo dal punto di vista delle opere pubbliche. Oggi non si può più contare come in passato sugli oneri di urbanizzazione, nel 2010 è evidente la diminuzione di questa entrata rispetto agli anni precedenti. Lo dimostra il fatto che dal punto di vista edilizio il territorio è già saturo. L’assunzione dei mutui seppur possibile dal punto di vista teorico non lo è dal punto di vista pratico perché il bilancio è ingessato dalle spese fisse e non consente spazi di manovra. Ciò è dimostrato dal fatto che gli investimenti previsti all’inizio del 2010 e finanziati con i mutui ammontavano a 1.131.400 € somma poi scesa a 200.000 €.

L’unica risorsa possibile per l’amministrazione deriva dalla vendita del patrimonio immobiliare. Risorsa che, rispetto alla previsionedel 2010, è stata di molto inferiore. Ma questa lo si sapeva. Non si può infatti pensare che tutti gli immobili resi patrimonio disponibile per l’alienazione potessero essere venduti tutti durante il 2010. Il rendiconto conferma infatti quanto appena detto e le opere d’investimento previste con questa forma di finanziamento sono rimaste in sospeso.

Investimenti
Quali economie, minori spese, nelle spese in conto capitale?

Scuola media
Ripristino condizione sicurezza vulnerabilità sismica elementi non strutturali economia di 537.000 €

Scuola primaria
Ripristino condizione sicurezza vulnerabilità sismica elementi non strutturali economia di 108.000 €

Scuola dell’infanzia
Ripristino condizione sicurezza vulnerabilità sismica elementi non strutturali economia di 150.756 €

Maggiori spese
Progettualità campus Vescovara 148.880 €

Il giudizio del Partito Democratico, quindi, non può che essere che negativo, e non per partito preso, ma a seguito delle suddette valutazioni, nell’unico interesse della collettività osimana.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-04-2011 alle 19:23 sul giornale del 30 aprile 2011 - 667 letture

In questo articolo si parla di politica, partito democratico, pd, rendiconto finanziario

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