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Bompadre: 'Da questa amministrazione comunale solo sConcertAzioni'

Simone Bompadre 6' di lettura 14/04/2011 -

Dopo le ultime dichiarazioni di questa amministrazione comunale, ci si chiede quale sia il modello teorico di riferimento sul quale questa maggioranza fonda il proprio progetto politico. E quali siano i principi e i criteri di riferimento, sulla base dei quali applicare il modello stesso. Perché se gli ultimi provvedimenti e le ultime proposte che provengono da questa amministrazione sono frutto di un processo decisorio lineare e coerente con il proprio progetto politico, allora c’è di che preoccuparsi.



Si pensi al principio di “democrazia partecipata”, intesa come diritto di tutti i cittadini di partecipare alle decisioni della collettività, mediante la facoltà di manifestare il proprio pensiero e, soprattutto da parte di un soggetto politico istituzionale, di mettere nella condizione i cittadini di poter manifestare il proprio pensiero. Ecco, riguardo questo principio costituzionale, l’amministrazione comunale di Osimo ha deciso di tassare chiunque sia intenzionato a fare richiesta di occupazione di suolo pubblico per informare sulle proprie iniziative e sulle proprie idee e proposte; come pure ha deciso di tassare chiunque voglia mettere a conoscenza la cittadinanza di particolari eventi, mediante l’affissione di pannelli informativi, i cosiddetti “fuori spazio”. Infatti, questa giunta comunale ha deciso di prevedere, per entrambi i casi, che il richiedente paghi una tassa per “diritti di segreteria”, dal costo complessivo di circa 50 euro. E questo provvedimento non è rivolto solo a soggetti commerciali, le cui imprese hanno uno scopo di lucro, ma anche alle associazioni, le quali, in questo modo, cercano di informare sulle proprie iniziative.

Di solito una tassa viene pagata a fronte di una prestazione diretta da parte dell’istituzione pubblica, ma in questo caso riesce difficile capire quale sia la prestazione che il Comune offre. Anche perché, nel caso della tassa sui manifesti, il richiedente deve pagare anche la tassa di affissione e, inoltre, deve aspettare che gli venga riconosciuto il permesso di affissione, con l’eventualità di vedersi negata la possibilità di poter affiggere i manifesti. E anche se questi strani “diritti di segreteria” non siano da considerarsi come una vera e propria tassa, vanno comunque considerati come un freno al diritto di manifestazione del pensiero. Con la naturale conseguenza che solo chi possiede denari, direttamente o indirettamente, potrà permettersi queste spese, mentre chi è “povero” si dovrà accontentare di stare zitto. Quindi, si può dedurre che il principio di riferimento di questa amministrazione comunale è “Avere è Potere”, e il criterio che traduce questo principio è l’istituzione della “tassa sulla democrazia”. Inoltre, sarebbe interessante conoscere da quale concezione di “patrimonio collettivo” prenda spunto quest’amministrazione comunale, per capire meglio basta leggere le ultime proposte “sConcertanti” relative alla questione del cinema “Concerto” e del mercato coperto. Prima si cerca di far entrare nell’impresa l’industriale della distribuzione cinematografica Giometti, il quale ha ritenuto improbabile un suo interessamento alla creazione di una multisala nell’attuale plesso dove si trova l’ormai ex-cinema. Ma, a parer mio, il disinteresse di Giometti è da intendersi verso la creazione di una multisala in tutto il territorio osimano, dato che ce n’è una a 10 km. Subito dopo, si riaffaccia l’ipotesi di un ampliamento del maxi-parcheggio, all’interno del quale ricavare ben due sale cinematografiche, malgrado questi stessi esponenti, durante il dibattito sulla creazione di nuovi parcheggi, avessero sottolineato il fatto che il maxi-parcheggio poggia su un area alquanto fragile, in quanto ex discarica, e che quindi non si poteva procedere a un ampliamento. Ma dopo qualche mese tutto cambia, sembra!

Ma l’ultima proposta è quella più fantastica, al momento: far pagare la spesa della ristrutturazione del plesso, quantificata in 700 mila euro, a chi intende gestire gli spazi interni dello stabile. Ovvero, il Sindaco è d’accordo nel dare in gestione i locali del cinema e del piano superiore, previa ristrutturazione, a patto che le associazioni interessate paghino il costo della ristrutturazione, che poi, e questa è bella, verrà loro scalato dall’affitto (perché, ricordiamocelo, è pur sempre un edificio di proprietà del Comune di Osimo!!). Si intende far passare il concetto che un immobile del Comune, con finalità pubblica, deve essere ristrutturato a spese delle associazioni, le quali sono composte da persone volenterose e appassionate che credono in una partecipazione diretta alla vita sociale, politica e culturale della città. Un altro Sindaco avrebbe ringraziato pubblicamente tutte queste persone che si stanno ingegnando con tanta passione, come quelle presenti nel comitato “ConcertAzione”, le quali presentano proposte costruttive, affinché un luogo pubblico d’incontro situato in un centro storico “disabitato” ritorni a vivere, con una veste ancor più stimolante. Il Sindaco a questi cittadini risponde che se vogliono quello spazio, si devono pagare la ristrutturazione, sapendo benissimo che neanche un folle accetterebbe tale proposta. Si pensi solo all’eventuale restituzione della spesa anticipata per la ristrutturazione che le associazione dovrebbero ricevere del Comune: anche ponendo un canone d’affitto mensile di 5mila euro (alquanto alto), che per dodici mesi ammonta a 60 mila euro, solo dopo circa dodici anni le associazioni vedrebbero recuperare la spesa anticipata (senza conteggiare gli interessi passivi maturati verso le banche nel caso in cui si richiedano mutui). Inoltre, quale associazione può affermare con certezza che dopo dieci anni continuerà a perseguire il proprio fine istituzionale?

Questa “astuzia piccola” da parte del Sindaco, mi sembra si ponga l’obiettivo di acciuffare i cosiddetti “due piccioni con una fava”: il primo piccione, di “genere” politico, rappresenta la proposta di mettere a disposizione delle associazioni il plesso dell’ex-cinema, mettendo nella condizione il Sindaco di affermare che da parte sua un’apertura al dialogo c’è stata; il secondo piccione, di “genere” economico, rappresenta la possibilità di variare la destinazione d’uso del plesso, il quale, nel momento in cui le associazioni non accettano la proposta, potrebbe essere adibito a centro commerciale. Non credo alla creazione di un parcheggio, per i tanti disagi che creerebbe per il flusso del traffico, per l’emissione di anidride carbonica e per l’intralcio alla Basilica di San Giuseppe. Mentre si è aperto un dibattito nazionale sul recupero delle sale cinematografiche presenti nei centri storici, in Osimo si propone di far pagare “diritti di segreteria” a chi manifesta il proprio pensiero, e di far pagare ristrutturazioni edilizie a chi si propone come gestore di un edificio pubblico, pur non essendone proprietario. Ma quando il cinema Concerto veniva gestito dall’associazione Ju-ter, tutti questi problemi legati all’agibilità non c’erano, come mai?

Due controproposte: 1 - istallazione di “Parlometri” (1.20 euro ogni 60 parole) che dovranno essere obbligatoriamente utilizzati da tutti coloro che nel centro storico manifestano il proprio pensiero politico; 2 - imputare al Comitato dei genitori della “Bruno da Osimo” il costo della ristrutturazione della parte vecchia del plesso (circa 1 milione e 200 mila euro).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-04-2011 alle 17:24 sul giornale del 15 aprile 2011 - 2606 letture

In questo articolo si parla di politica, amministrazione comunale, simone bompadre, osimo in comune

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