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Castelfidardo: Ossario - Sacrario dei Valorosi, completato il restauro

3' di lettura 10/09/2010 -

Oggi, dopo l’intervento di restauro e risanamento conservativo condotto in due tempi d’intesa con la Soprintendenza ai beni ambientali e paesaggistici delle Marche, se ne riapprezza appieno il significato simbolico: la forma quadrata rappresenta il paradiso, dove entrano dai due ingressi i caduti dei due opposti eserciti, le piramidi tronche sono le vite spezzate dalla battaglia, mentre la colonna centrale è il segno della pietà divina sopra le parti contendenti.



Con il completamento dei lavori al Sacrario-Ossario, Castelfidardo ridà lustro ad un ulteriore tassello della propria storia in coincidenza con le celebrazioni del 150° anniversario della battaglia. Nell’area ove il 18 settembre si scrisse una pagina determinante verso l’unificazione italica, vennero infatti raccolti i caduti e sepolti in fosse separate: “verso il mare Adriatico i pontifici, i piemontesi verso la Selva di Castelfidardo”.

Ma quella tumulazione così anonima e poco celebrata, mosse la pietà e l’orgoglio di tanti patrioti e grazie all’impegno di due valentuomini, Attilio Sciava e Antonio Bianchi, fu aperta una sottoscrizione per erigere un monumento che ricordasse questo nobile sacrificio di vite umane: così, il 27 settembre 1861 alla presenza dei figli del re d’Italia, Umberto ed Amedeo di Savoia, fu posta la prima pietra di un progetto che, per uno sforamento dei costi, non venne interamente realizzato ma che la Provincia di Ancona condusse allo stato attuale nel 1870. Solo in tempi recenti, la proprietà dell’ossario è stata acquisita dal Comune di Castelfidardo, che l’ha ereditato in condizioni obiettivamente indecorose a causa dei ripetuti danneggiamenti riportati durante le successive guerre e degli agenti atmosferici. Oggi, dopo l’intervento di restauro e risanamento conservativo condotto in due tempi d’intesa con la Soprintendenza ai beni ambientali e paesaggistici delle Marche, se ne riapprezza appieno il significato simbolico: la forma quadrata rappresenta il paradiso, dove entrano dai due ingressi i caduti dei due opposti eserciti, le piramidi tronche sono le vite spezzate dalla battaglia, mentre la colonna centrale è il segno della pietà divina sopra le parti contendenti.

All’inizio dei lavori, l’ossario si presentava in pessimo stato sotto il profilo strutturale e di conservazione delle facciate. Da un lato, si è provveduto a rinforzare e stabilizzare le fondamenta ripristinando la pavimentazione in graniglia (della ditta specializzata Lapucci Gino di Pievetorina), mentre la pietra deteriorata dagli sbalzi termici, dagli effetti dell’inquinamento e dalla crescita di muschi e licheni, è stata interamente ripulita. Nel contempo, sono stati recuperati i cippi commemorativi: le scritte delle lapidi e i nomi dei caduti risultavano infatti ormai illeggibili e caratterizzati da fessurazioni. Il risultato della pulitura della pietra, permette ora di ammirare tutta l’eleganza della struttura monumentale. L’impegno di spesa dell’Amministrazione è stato di complessive 30.000 €.

A partire da questo week-end, fino a domenica 19 settembre, l’ossario sarà una delle mete delle visite guidate ai luoghi della battaglia a cura del C.E.A. “Selva di Castelfidardo” (info: Fondazione Ferretti tel. 071/780156); venerdì 17 ospiterà alle 9,30 una rappresentazione simbolica del combattimento grazie al progetto “Le scuole nel campo di Battaglia”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-09-2010 alle 15:26 sul giornale del 11 settembre 2010 - 1018 letture

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