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Castelfidardo: Folla di fedeli alla dedicazione della parrocchia delle Crocette

2' di lettura 30/08/2010 -

Una comunità in festa, una folla che neppure una struttura ampia e accogliente quadruplicata nelle dimensioni rispetto alla precedente è riuscita a contenere: una cerimonia bella e solenne, presieduta dall’Arcivescovo ma concelebrata da altri quindici sacerdoti della diocesi, con una prima fila nutrita di autorità (dal consigliere regionale Moreno Pieroni all’intera Giunta fidardense) e benefattori che hanno contribuito ad un’opera di grande impatto.



«Uno spettacolo della fede»: l’ispirata citazione di Mons. Menichelli, fotografa perfettamente l’atmosfera gioiosa e intensa che ha accompagnato il sacro rito della dedicazione della parrocchia SS. Annunziata delle Crocette. Una comunità in festa, una folla che neppure una struttura ampia e accogliente quadruplicata nelle dimensioni rispetto alla precedente è riuscita a contenere: una cerimonia bella e solenne, presieduta dall’Arcivescovo ma concelebrata da altri quindici sacerdoti della diocesi, con una prima fila nutrita di autorità (dal consigliere regionale Moreno Pieroni all’intera Giunta fidardense) e benefattori che hanno contribuito ad un’opera di grande impatto. La liturgia è stata quella tipica e particolare di una consacrazione, ricca di segni e momenti solenni: la benedizione del popolo, delle pareti e dell’altare, la deposizione delle reliquie dei Santi Clemente, Vitale, Vito e Geronimo, l’unzione dell’altare e delle croci con il crisma, l’incensazione e successiva illuminazione dell’altare e della Chiesa, la reposizione del Santissimo Sacramento nella cappella laterale destinata alla sua custodia. «In un momento così – ha detto il Vescovo nell’omelia – il sentimento prevalente è la gratitudine di essere arrivati a questo punto: la struttura tanto desiderata, pensata e studiata è finalmente pronta ed adorna, grazie ad una scelta architettonica che ritengo gradevole e bella. E’ vero che quando si costruisce una Chiesa l’architettura conta, ma è indispensabile soprattutto la passione e la consapevolezza che qui vi scorre la storia e la vita degli uomini che vi trovano conforto e orientamento è questo l’amore spirituale che ha animato Don Franco Saraceni, cui va il nostro ringraziamento, da estendersi a tutti i tecnici, maestranze, benefattori ed autorità che hanno permesso di realizzare questa casa che è di Dio e dei suoi figli. La maggior parte del patrimonio italiano è un patrimonio di fede, eretto non perché ne godano gli occhi, ma lo spirito: vorrei che anche questo luogo venga vissuto elevando lo sguardo sul mistero di Cristo».






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-08-2010 alle 18:30 sul giornale del 31 agosto 2010 - 888 letture

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