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PDL: Comune e Patto di Stabilità, idee confuse, altro che mani legate

4' di lettura 29/08/2010 -

Se è  vero che il Comune di Osimo ha le mani legate per effettuare spese che potenzialmente potrebbe sostenere ma che il Patto di stabilità gli vieta, ci spieghi allora perché ha deciso di assumere nuovi dipendenti ed affida incarichi a professionisti esterni (come per esempio quelli per servizi attinenti l’ingegneria e l’architettura - addirittura con validità triennale)? 



Ci sono regole di contabilità pubblica a cui nessuno può sottrarsi e che l’assessore alle finanze dovrebbe conoscere bene: tali regole impongono l’utilizzo di determinate entrate solo ed esclusivamente per specifiche spese. Mi riferisco alle entrate derivanti dalle eventuali alienazioni (cfr. bando per la vendita di immobili) e alle entrate per il rilascio di concessioni edilizie (cfr. oneri di urbanizzazione). Queste vanno obbligatoriamente utilizzate per spese di investimento (opere) e non per l’erogazione di servizi o le spese di manutenzione delle infrastrutture esistenti, come invece sostiene l’Assessore! Come al solito si cerca di confondere le acque per nascondere la realtà!

Se è vero che il Comune di Osimo ha le mani legate per effettuare spese che potenzialmente potrebbe sostenere ma che il Patto di stabilità gli vieta, ci spieghi allora perché ha deciso di assumere nuovi dipendenti ed affida incarichi a professionisti esterni (come per esempio quelli per servizi attinenti l’ingegneria e l’architettura - addirittura con validità triennale)?

Il Patto di stabilità è un accordo che tutti i paesi membri dell’Unione Europea hanno sottoscritto e sono tenuti a rispettare. Il patto ha permesso anche all’Italia , l’adozione della moneta unica euro (condivisibile o no – all’epoca il governo di centrosinistra di Prodi decise!). Oggi tutti gli Stati membri compresa l’Italia devono rispettare i parametri stabiliti per il deficit pubblico ed il debito pubblico. Il mancato rispetto comporta sanzioni che l’Italia non può permettersi.

Direi piuttosto che tutti i nodi vengono al pettine.

Le esternalizzazioni dei servizi e delle funzioni è stato un fenomeno che ci ha portato a sprechi e a spese non più sostenibili. Con le società partecipate infatti sono aumentati a dismisura i costi delle strutture, sono stati attribuiti ingenti compensi agli amministratori, scelti spesso non per meriti professionali ma per appartenenza a questa o quella “sensibilità” politica (qualcuno l’ha definiti “i trombati dalla politica”), sono state create partecipazioni a catena e a fisarmonica illimitata. E’ stata eliminata qualsiasi forma di controllo che ha permesso di perseguire scopi spesso incoerenti o divergenti con quelli dell’amministrazione comunale discostandosi dalla valorizzazione dell’interesse pubblico. Sono moltiplicate le assunzioni. Certo, siamo ben coscienti del fatto che molti posti di lavoro sono a rischio, ma le responsabilità sono riconducibili al fatto che le politiche dell’amministrazione Latini-Simoncini in tema di assunzione erano legate non alla reale necessità funzionale delle società, ma solo per fini clientelari. Lo dimostrano i cognomi di alcuni dipendenti assunti nelle società, il più delle volte fatte in assenza della trasparenza.

Per rispondere a Pugnaloni, la costituzione di cooperative sociali al posto delle attuali società non risolverebbe il problema, anzi sarebbe un ritorno al passato che ha contraddistinto il modo di amministrare degli enti locali da parte della sinistra. Quello che serve invece è una politica seria, come quella attuata dal Governo Berlusconi. Bisogna tagliare la spesa pubblica, cominciando proprio dagli sprechi, dagli incarichi e dagli stipendi dei politici ed introdurre il meccanismo della concorrenza nell’affidamento dei servizi che va a beneficio esclusivamente dei cittadini (non certo per mettere in crisi il Comune)!

La vendita delle società esistenti, non significa “chiudere” e “mandare a casa i dipendenti”!!! Questa è solo demagogia.

Non dimentichiamo infatti che i servizi rimangono comunque pubblici (servizio idrico, gas, farmacia,…) e non privatizzabili.

Certo! La loro gestione può essere affidata anche a soggetti privati ma solo ed esclusivamente tramite gara di appalto, garantendo così la trasparenza e la concorrenzialità, attraverso anche l'assunzione dei lavoratori già esistenti, ma al tempo stesso se necessario tagliare gli esuberi. Questo permetterebbe a chi andrà a gestire il servizio di avere utili ed una elevata qualità del servizio stesso, a dimostrazione di una inversione di tendenza della gestione dei servizi pubblici, Fiat docet !

Gli amministratori comunali hanno il compito-dovere di controllare la gestione dei servizi per garantire la loro qualità e non quello di utilizzare le società partecipate per conquistare “il potere politico.

Ecco quello che è avvenuto negli ultimi dieci anni nella maggior parte dei comuni italiani contribuendo così ad aumentare il debito pubblico che ha portato oggi ad un inasprimento delle risorse pubbliche e conseguentemente al taglio dei trasferimenti statali, attraverso alla manovra economica appena approvata.

Oggi a pagare sono i cittadini che hanno subito questo metodo di amministrare rispetto al quale per troppo tempo si è fatto finta, colpevolmente, di non vedere.

Questo è il vero reato morale che hanno commesso le liste civiche nell'amministrare la nostra città, oggi occorre lavorare a testa bassa riconoscere gli errori fatti in passato e con umiltà guardare al futuro per il bene della comunità.

PDL Osimo






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-08-2010 alle 16:35 sul giornale del 30 agosto 2010 - 2167 letture

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