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comunicato stampa

Osimo in Comune: Partecipate allo sbando, Osimo in pole position

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"Osimo in Comune” è contraria a qualsiasi fattispecie di privatizzazione dei servizi alla collettività, anche quando si maschera dietro la formula del capitale misto pubblico-privato, e ricorda che una maggioranza politica, in quanto tale, deve avere il coraggio di prendere decisioni che vadano oltre la pura e semplice amministrazione del bene pubblico, esercitando il proprio potere a favore della collettività che gli ha conferito mandato.

Le società partecipate osimane navigano in cattivissime acque, con equipaggi incapaci di affrontare una situazione così delicata e critica, conseguenza da un lato di una recessione che sta falcidiando l’economia, evidenziando così un capitalismo occidentale ormai smunto sul proprio territorio che non permette la sopravvivenza di un pur minimo welfare, dall’altro per la scelta di una politica delle privatizzazioni, la quale ha contribuito solo: * a far aumentare le tariffe dei servizi erogati; * assumere personale senza dei chiari criteri di selezione (contribuendo così al perpetuarsi della “politica del favore”); * piazzare i propri “costruttori del consenso” che portano voti preziosi, e per questo vengono ricompensati riconoscendo loro un ruolo dirigenziale in uno dei tanti carrozzoni che sono stati messi in piedi. Ci teniamo a precisare che tale constatazione riguarda un modo affaristico di fare politica che si è affermato in tutto il territorio nazionale, senza distinzione di colore politico; tuttavia la nostra città è tra quelle che si trovano in pole position.

Un numero a due cifre di società partecipate tra loro controllate, e a loro volta manovrate dall’amministrazione comunale, le quali sono solo riuscite ad introdurre nuove tariffe e ad aumentare quelle già esistenti, senza migliorarne la qualità. Oggi, però, in una mensa dove non c’è più trippa per gatti (colpa della legge finanziaria e del patto di stabilità, dicono i “cinici”), iniziano ad aprirsi gli squarci di una mala politica accompagnata da una cattiva amministrazione di una “cosa pubblica” utile per “affari privati”. La Finanziaria, secondo i “cinici”, non consentirebbe ad una città come Osimo di detenere più di una società partecipata e, quindi, bisognerà farle confluire tutte in una: l’ASTEA(?). Sempre secondo i “cinici”, per affrontare le perdite di bilancio bisogna razionalizzare i costi ed essere più efficienti, magari mettendo in pratica “economie di scala”! Ad esempio, riguardo alla Geos, società partecipata in costante perdita finanziaria, si propone una ricetta alquanto particolare per riparare al passivo di bilancio di 40mila euro: ridurre ad un terzo il numero di determinati servizi, come ad esempio gli sfalci dell’erba lungo le strade, che le vengono commissionati dal Comune di Osimo; ciò dovrebbe consentire un risparmio per l’amministrazione comunale di circa 200mila euro. In effetti il passivo della Geos è conseguenza dello stato di insolvenza da parte dell’amministrazione comunale che non ha saldato il conto, pur avendo usufruito del servizio. Certo la ricetta è alquanto bizzarra a questo punto, in quanto ciò significherebbe che il passivo della Geos verrebbe pianificato mediante una minore richiesta da parte dell’amministrazione comunale di determinati lavori!

Domanda: nel momento in cui la Geos si trova con meno lavoro da far svolgere ai propri dipendenti, questi ultimi che ci starebbero a fare? Sarebbe questa una soluzione, le “economie di scala” che propongono i “cinici”? Ed eventualmente chi comprerebbe le quote della Geos se l’Astea ha risposto picche? La stessa Astea, oltretutto, si trova senza il socio privato Gpo, tanto decantato dalle liste “berlusconine”, interessato esclusivamente alla massimizzazione del profitto, e che non ne vuole sapere degli equilibrismi politichesi dell’amministrazione LATINI/simoncini, la quale “impianta”, riconoscendogli il doppio ruolo di presidente e amministratore delegato, il “capobastone stazionario” Giancarlo Mengoni! Un’emozione troppo forte per il Gpo. Dal ridere si può anche morire! Intanto il nostro Mengoni si è messo a fare la questua chiedendo al sindaco più di 100mila euro per far partire il tanto sponsorizzato servizio di raccolta rifiuti “porta a porta” (magari con Bruno Vespa che ci viene a ritirare la ‘mmonnezza). Naturalmente il sindaco, alla richiesta del Mengoni, ha fatto seguire una comprensiva stretta di mano, ricordandogli che il “PACCO di stabilità” gli permette di fare ben poco, anzi, nulla! Ricordate, qualche mese fa, nelle case degli osimani girava una vignetta con la figura triste del nostro sindaco costretto alla gogna per colpa del PACCO.

Ritornando a noi, l’Astea dunque sarebbe quel colosso in grado di accudire tra le proprie braccia la Geos, senza avere i soldi per far partire il servizi di raccolta rifiuti “porta a porta” (su Bruno Vespa ci contiamo, almeno con un piccolo gadget che lo raffiguri da offrire ai cittadini osimani) e senza le quote partecipative del socio privato Gpo? Verrebbe da ridere, ma non ridiamo per rispetto di tutti quei lavoratori che operano con senso del dovere all’interno delle società partecipate, e verso i quali va tutta la nostra solidarietà, nella speranza che non siano loro a pagare per gli errori altrui. “Osimo in Comune” è contraria a qualsiasi fattispecie di privatizzazione dei servizi alla collettività, anche quando si maschera dietro la formula del capitale misto pubblico-privato, e ricorda che una maggioranza politica, in quanto tale, deve avere il coraggio di prendere decisioni che vadano oltre la pura e semplice amministrazione del bene pubblico, esercitando il proprio potere a favore della collettività che gli ha conferito mandato, e non nascondendosi dietro gli obblighi imposti dalla legge finanziaria o dal patto si stabilità. Strumenti imposti da un governo nazionale fascistoide, ultraliberista e liberticida, diretto rappresentante dei grandi “prenditori”, i quali licenziano i lavoratori e delocalizzano i “NOSTRI” impianti in quelle aree del mondo dove i lavoratori vengono ridotti allo stato di schiavitù, praticando inoltre uno sfruttamento selvaggio del territorio.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-08-2010 alle 17:48 sul giornale del 26 agosto 2010 - 738 letture