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Osimo città di plastica, l'allarme degli ambientalisti

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Oltre il gigantesco albero di natale 2009, stanno proliferando campi sportivi in erba artificiale, giardini pubblici di cemento e manti sintetici e ultimamente aiuole di plastica, come nella rotatoria del Crocifisso. Sabato scorso, intorno alle 19, essa è stata occupata da un gruppo di una ventina di manifestanti che ironicamente hanno piantato piccoli alberi natalizi e fiori di plastica, con tanto di codice a barre.

Il petrolio, il combustibile fossile più utilizzato, è il maggiore responsabile dell'inquinamento planetario, oltre ad essere fonte di tensioni sociali in alcune aree del pianeta e causa di catastrofi ambientali soprattutto marittime. La plastica è un derivato della lavorazione del greggio, un grande business per pochi ed è biodegradabile in 1.000 anni, per questo è importante non disperderla nell’ambiente. Se ognuno dei 33.000 osimani riutilizzasse una busta di plastica al giorno, in un anno si risparmierebbero 110 tonnellate di petrolio. Se questo accadesse magari un’azienda locale fallirebbe e non potrebbe più sostenere le campagne elettorali di Simoncini e Latini, sindaci di Osimo, una città che sta diventando sempre più di cemento e di…plastica. Oltre il gigantesco albero di natale 2009, stanno proliferando campi sportivi in erba artificiale, giardini pubblici di cemento e manti sintetici e ultimamente aiuole di plastica, come nella rotatoria del Crocifisso.

Sabato scorso, intorno alle 19, essa è stata occupata da un gruppo di una ventina di manifestanti che ironicamente hanno piantato piccoli alberi natalizi e fiori di plastica, con tanto di codice a barre. La scarsa attenzione di questa amministrazione comunale verso il verde pubblico (assolutamente mancante nei nuovi asili e perfino ultimamente un piccolo bosco di Osimo Stazione ben promosso durante le elezioni è stato completamente abbattuto) è diventata ormai leggendaria e il leader dei manifestanti era addirittura una signora tedesca, Karola Koenig dell’associazione Plant for the Planet, organizzatrice ad Aprile del milionesimo albero piantato a Bonn, presenti diversi ministri europei e due bambini osimani in rappresentanza dell’Italia. Karola afferma che “è un insulto all’intelligenza affermare che le aiuole di erba sintetica fanno risparmiare soldi al Comune per la manutenzione. Basterebbe farle adottare ad aziende, scuole, associazioni che penserebbero loro direttamente al decoro verde, senza che qualcuno mangi pure in questo business”. Certo è che la salute e la sicurezza dovrebbero essere le discriminanti per una amministrazione coscienziosa: la base morbida dell’erba è costituita spesso da plastica riciclata ottenuta da copertoni di veicoli a motore e costituita dagli IPA (idrocarburi policiclici aromatici) composti riconosciuti sicuramente come cancerogeni, nonché da alcuni solventi come il toluene e dai metalli pesanti (piombo, zinco).

Per chi fa sport su erba artificiale o per un bambino che fa capriole su un giardino pubblico di plastica, l’esposizione è di tipo inalatoria, a causa delle microparticelle in polvere sospese. Altri problemi, invece, sono collegati all’uso di alcuni tipi di erba artificiale. Primo fra tutti il calore emanato duranti i periodi caldi dell’anno. E’ dimostrato che, rispetto all’erba naturale, l’erba artificiale crea un ambiente molto più caldo quando surriscaldata dai raggi del sole. Il surriscaldamento provoca inoltre, con alcuni tipi di materiale, la liberazione di composti volatili responsabili, tra l’altro, di cattivo odore ed infine attenzione alle ferite procurate dal contatto violento con l’erba artificiale: a causa della presenza di germi patogeni e di virus (eventuali liquidi biologici umani e non come sudore, urine, sangue, vomito, saliva, escrementi di cani) possono infettarsi e tardare nella guarigione.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-07-2010 alle 15:05 sul giornale del 19 luglio 2010 - 2547 letture