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Tumini (SeL): I Sindaci si comportano come commercianti

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Offagna ed Osimo. In entrambi i Comuni in un battibaleno si sta percorrendo la logica del concedere il diritto ad edificare nei punti più strategici, con l’intento non dichiarato di aprire un varco nelle maglie dei vincoli posti in precedenza a salvaguardia di un territorio molto, ma molto delicato.

Non me ne vogliano i commercianti, giustamente la loro preoccupazione a fine giornata è controllare gli incassi e la loro consistenza. La politica non può essere gestita con la logica del cassetto, al contrario la politica con la “P” maiuscola deve progettare il futuro e scegliere in modo da garantire un uso sotenibile delle risorse in modo che l’oggi sia vissuto in condizioni tali che anche ai figli dei nostri figli possa essere consentito di vivere una vita degna di essere vissuta. Per molti Sindaci in alcuni settori tale assunto è una tautologia, anzi per molti il territorio i beni pubblici sono i mezzi per creare consenso, tanto che il loro uso sono diventati il mezzo per stabilizzarlo ed incrementarlo. Infatti i terreni e il patrimonio disponibile sono le due leve con cui si fa cassa incuranti che un uso non sostenibile ci porta diritti alla autodistruzione. Le migrazioni e la storia c’è lo ricorda, sono da sempre state legate alla ricerca di terre più fertili, quando quelle in cui si viveva non garantivano più la sopravvivenza. Se la Storia è maestra di vita, essa dovrebbe costituire la fonte di riferimento dell’agire nell’oggi pensando a domani.

La legge del profitto tout court detta le sue regole che sono di un logica ineludibile:guadagnare sempre di più. Questa logica è foriera- se non governata da appropriate scelte – di disastri in cui l’effetto più eclatante è la guerra tra poveri e la riduzione della capacità di soddisfare i bisogni primari per tutti. In una parola nel lungo termine l’unico sbocco e quello di non riuscire più a nutrire ed a far vivere gli esseri viventi(siano essi del genere umano, che di quello animale e vegetale). Torniamo alla cronaca dell’oggi e mi riferisco in particolare alle scelte della realtà in cui vivo: Offagna ed Osimo. In entrambi i Comuni dopo essersi giocato i propri Piani Regolatori in un batti baleno si sta percorrendo la logica del concedere il diritto ad edificare nei punti più strategici, con l’intento non dichiarato di aprire un varco nelle maglie dei vincoli posti in precedenza a salvaguardia di un territorio molto, ma molto delicato. In particolare mi riferisco alla recente deliberazione del Consiglio Comunale di Offagna che utilizzando il grimaldello della Variante Puntuale intende far costruire su un terreno agricolo uno stabilimento per un deposito a carattere industriale (giustificandolo che così si salverà l’occupazione), e delle autorizzazioni ad edificare nel Comune di Osimo, ma a ridosso di quello di Offagna in due zone limite ( il crinale del Monte della Crescia – la realizzazione di un fabbricato agricolo – molto vicino ad un luogo in cui insisterebbero reperti archeologici del periodo “Piceno”- e il terreno sito nelle vicinanze della Villa di Montegallo).

Questi siti sono sfuggiti all’attenzione dei comitati per la salute e l’ambiente osimani, i quali si sono sentiti sconfitti o meglio con le armi spuntate di fronte all’archiviazione delle denunce da parte della magistratura, la quale ha archiviato evidenziando che, pur in presenza di mancato rispetto o meglio di un uso poco ortodosso delle regole di salvaguardia, non ricorrono gli estremi di una violazione penale e quindi le denunce sul piano giuridico diventano incosistenti. Secondo me i comitati civici avevano sollevato un problema politico che è evidente e nessuno può ignorare. I giudici hanno archiviato, ma rimane il problema dell’uso del territorio. Costruire per far lievitare la rendita fondiaria illudendosi di mantenere vivo un settore dove l’inveduto ha raggiunto volumi ed investimenti che stanno diventando ogni giorno in più un costo economico e finanziario insostenibile, è un errore strategico su cui occorre riflettere con tanta attenzione. Se ci sono fondi da investire vengano investiti : prima nel recupero e nella trasformazione dell’esistente in un costruito in cui si recuperino sprechi, subito dopo si vari un grosso projet financyng mirato alla regimazione delle acque, alla resa permeabile di molti territori e ad una grossa sistemazione idrogeologica al fine di ridurre gli effetti devastanti delle frane e dei cambiamenti provocati dai cambiamenti climatici. Il Lavoro o meglio i lavori si possono salvare riducendo i danni ambientali ed evitando le migrazioni di massa causate da un uso poco appropriato dei suoli. Se non ci fermiamo oggi fra qualche anno ci mangeremo i mattoni di quelle tante costruzioni che rimarrano inutilizzate.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-07-2010 alle 13:39 sul giornale del 12 luglio 2010 - 1645 letture