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comunicato stampa

Comitato Difesa Territorio: La nostra battaglia contro la superficialità

7' di lettura
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Ecco cosa contro ci battiamo, contro questa superficialità con la quale il territorio viene gestito da tutti, contro l’arroganza di chi crede che amministrare la cosa pubblica sia un affare privato, contro chi ancora oggi pensa che fare politica, anche all’opposizione, non richieda professionalità e competenza.

Per la nostra attività di difesa del territorio siamo stati attaccati sempre in forma anonima vuoi da fantomatici dipendenti comunali, vuoi dalle liste civiche, siamo stati accusati, da ultimo, di essere al servizio di chissà quali interessi di parte. Qui vogliamo ribadire una semplice verità utilizzando le parole che Lorenzo il Magnifico disse parlando ai suoi concittadini nel momento in cui Firenze era sotto attacco dai suoi nemici: “non siamo nati solo per noi stessi, ma anche per la nostra patria, per i nostri concittadini e ancor di più per i nostri vicini “

La filosofia che ci guida è quella di utilizzare le competenze diverse dei nostri associati per cercare di contrastare lo scempio perpetrato sul territorio in questi ultimi anni. Scempio frutto di una insana politica ambientale, di una visione superata dalla storia per cui la cementificazione territoriale, la costruzione senza programmazione avviene solo in base a necessità di cassa e per la creazione di un facile consenso politico da spendere personalmente. Ribadiamo ancora una volta che non esistono motivi personali alla base della nostra critica ma un forte senso civico per un territorio che degradato deve oggi più che mai essere difeso per quello che resta. E’ una sfida che lanciamo alla politica, a quella politica che troppo spesso dimentica per eccesso di tatticismo come il bene sociale, il bene collettivo, ed il territorio è indubitabilmente un bene collettivo primario, debba essere anteposto ad ogni altra cosa, e come il rispetto delle regole sia una parte fondamentale della vita sociale. Non ci conforta sapere che oggi c è un contenzioso aperto al tar tra la provincia ed il comune per le ben note vicende dei timbri, non godiamo di questo. Ad oggi non sappiamo quale sia la vera ricostruzione dei fatti, ma sappiamo che nessuno provvedimento è stato predisposto per quella che sembra essere una chiara disfunzione organizzativa interna alla Provincia. Ecco cosa contro ci battiamo, contro questa superficialità con la quale il territorio viene gestito da tutti, contro l’arroganza di chi crede che amministrare la cosa pubblica sia un affare privato, contro chi ancora oggi pensa che fare politica, anche all’opposizione, non richieda professionalità e competenza, contro chi crede che slogan e parole d’ordine siano ancora capaci di imbonire il cervello della gente.

Dispiace solo che per veder affermato il primato della ragione, il primato dei pari diritti, della trasparenza amministrativa si debba ricorrere alla magistratura non tanto e non solo per avvicinarsi il più possibile alla verità dei fatti, alla verità giudiziaria, quanto per avvicinarsi e ad una verità più alta. ALLA VERITA’ POLITICA o anche storica. I giudizi, le conclusioni a cui è pervenuta la magistratura sulle note vicende osimane, e di cui daremo lettura sono il chiaro atto di accusa verso chi ha amministrato e verso chi non ha controllato, con quella fermezza e con quella risolutezza che la gravità delle violazioni imponeva. L’augurio è che finalmente questa nuova amministrazione comunale sappia fare scelte diverse e più rispettose del bene comune rispetto a quanto fatto nel passato, fermi questo scempio. Ma l’augurio è anche rivolto a chi di fatto dovrebbe controllare le amministrazioni locali affinchè questo controllo non si risolva solo in misero controllo formale ma sappia e possa essere incisivo. Se così non può essere il controllore non avrebbe motivo di esistere. Il Comitato Cittadino per la Difesa dell’Ambiente e Territorio e il Comitato senza Testa e senza bitume di Passatempo come già annunciato nell’incontro pubblico con la cittadinanza svoltosi chiedono a tutti coloro che, seppur a conoscenza, hanno approvato un emendamento che violano leggi dello Stato, e che oggi ricoprono ancora incarichi pubblici in rappresentanza della città di Osimo, di dimettersi dai loro incarichi perché con le loro azioni hanno provocato danni irreparabili alla città tutta, in questo caso permettendo che fosse realizzato un impianto insalubre, violando la legge e non curandosi dei diritti dei cittadini (quali in primo luogo la salute) che hanno protestato, scendendo in piazza, ma non sono stati ascoltati.

Alla luce delle indagini svolte dalla Procura della Repubblica, sembra che questi cittadini avessero ragione, la violazione di legge c’è stata. Eppure gli Amministratori erano stati ampiamente sensibilizzati, allertati, non si possono nascondere dietro un “non conoscevo…” o “non sapevo..” o “sono stato ingannato….” ; quindi indipendentemente dai risvolti penali o meno, cosa questa, che non riguarda e ribadiamo ancora una volta, non ha mai riguardato questi Comitati, il cui compito è difendere l’ambiente denunciando pubblicamente quelle situazioni fuori legge e/o al limite di legge, che se perpetrate portano al degrado progressivo della città. Gli amministratori che sono stati eletti si devono assumere onori ed oneri; in Consiglio Comunale prendono decisioni in nostra vece, amministrano il nostro patrimonio pubblico e non hanno nessun diritto di danneggiarlo; non devono, non possono mai agire al di fuori della legge per nessun motivo neanche per negligenza (perché vorrebbe dire che sono incapaci), ne tanto meno per dolo (perché vorrebbe dire che sono disonesti).

Supportati da queste indagini sentiamo l’obbligo di : 1 – ribadire la richiesta di dimissioni di tutti quei rappresentanti eletti dal popolo, che investono ancora cariche pubbliche, che hanno dimostrato di non fare o di non saper fare gli interessi di tutti i cittadini, votando un emendamento palesemente illegittimo. Dall’atto di CC. n. 181 del 21.11.2005 essi sono: - Latini Dino allora Sindaco, ora consigliere comunale e regionale) - Palazzini Graziano (allora consigliere, ora Presidente Asso) - Gallina Mirco (allora consigliere, ora Presidente del Consiglio Comunale) - Mengoni Giancarlo (allora consigliere, ora Amm. Del. e Pres. dell’Astea) - Ginnetti Achille (allora Pres. Cons. Com., ora Assessore alla Cultura) - Beccacece Giuseppe (allora come oggi consigliere comunale) - Candido Donato 2 – chiedere di togliere l’incarico all’ing. Frontaloni, responsabile del settore urbanistico perché un dirigente quale lui è della pubblica Amministrazione, anche se a contratto, deve prima di ogni altra cosa agire per il bene comune, per la tutela del territorio e deve agire nel più rigoroso rispetto di ogni normativa vigente. 3 - al Sindaco Simoncini chiediamo di conoscere quante autorizzazioni sono state rilasciate beneficiando di questa norma 4.02/bis, in quanto queste eventuali autorizzazioni risultano rilasciate in violazione di una legge dello Stato. Inoltre il Comitato Cittadino per la difesa dell’Ambiente e del Territorio ed il Comitato senza testa e senza bitume di Passatempo si rivolgono al GIP ( Giudice Indagini Preliminari) invitandolo anche in questa sede a non accettare la richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero relativamente all’impianto di Passatempo, perché dalla stessa richiesta di archiviazione sembra emergere una situazione sconcertante: * un Sindaco che appoggia l’installazione sul proprio territorio di un impianto potenzialmente pericoloso ed inquinante; * il Consiglio Comunale che approva un emendamento alle NTA del PRG ( art.4.02bis) con il parere contrario del dirigente dell’Ufficio Tecnico ing. Frontalini, ufficialmente per consentire la realizzazione di cantine e sottotetti, ma in realtà per legittimare l’esecuzione di costruzioni in contrasto con il nuovo piano regolatore ( permessi di costruire , ed addirittura piani di lottizzazione e altri strumenti urbanistici attuattivi!!!) tra i quali il bitumificio di Passatempo.

Siamo dell’opinione che l’Amministrazione Comunale abbia agito in contrasto con la legge così favorendo interessi non della comunità , a scapito dell’ambiente e della qualità complessiva del territorio, e chiediamo che la Magistratura voglia proseguire le indagini per accertare le responsabilità di chiunque ha posto in essere condotte che, a nostro avviso, non rappresentano delle mere irregolarità amministrative, ma dei veri e propri illeciti penali.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-07-2010 alle 14:17 sul giornale del 12 luglio 2010 - 1806 letture