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‘La violenza ti rende invisibile. Apri gli occhi’: il nuovo spot contro la violenza sulle donne della Regione

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Prosegue l’impegno della regione Marche contro il fenomeno della violenza sulle donne. L’Assessore ai Diritti e alle Pari Opportunità Serenella Moroder vuole infatti continuare il suo impegno nel promuovere la campagna di sensibilizzazione e le importanti attività svolte dai Centri antiviolenza aperti, grazie alle legge regionale n.32/08, in cinque province marchigiane tra cui Ancona (Casa di Accoglienza rifugio Zefiro), Pesaro, Macerata, San Benedetto del Tronto e Sant’Elpidio a Mare.

A questo proposito è stato presentato il nuovo spot antiviolenza che invita le donne ad “aprire gli occhi per migliorare lo sguardo sulla vita”, grazie al sostegno delle apposite strutture e servizi come il Numero Antiviolenza Donne 1522 in grado di fornire ascolto e sostegno alle donne vittime di violenza.

Purtroppo i numeri di questo terribile fenomeno sono agghiaccianti: secondo gli ultimi rapporti Istat sono 5 milioni le donne che hanno subito violenze sessuali (Marche 25,2% rispetto al 23,7% di tutta l’Italia), 3 milioni 961 mila le violenze fisiche (Marche 20,1%, Italia 18,8%), circa 1 milione i tentati stupri (Marche 4,7%, Italia 4,8%) e 7 milioni 134 mila le donne che hanno subito o subiscono violenza psicologica. Il fatto più sconcertante è che nella quasi totalità dei casi le violenze non sono state denunciate.

“E’ proprio per questo motivo – dichiara l’Assessore Moroder - che è di fondamentale importanza realizzare un’efficace campagna di sensibilizzazione in materia per far capire alle donne che devono trovare la forza e il coraggio di reagire agli abusi subiti.” E parlando di coraggio “i dati della nostra regione in merito alle violenze (dati che superano la media nazionale) – prosegue la Moroder – devono essere paradossalmente letti in positivo. Un alto numero di violenze accertate sta a significare una forte consapevolezza delle donne marchigiane verso l’importanza della denuncia degli abusi.”

Sono le donne in primis che devono aiutare se stesse, rompere il silenzio, superare le paure e denunciare le violenze. Ma allo stesso tempo si deve costruire una fitta rete di collaborazioni per poter affrontare al meglio questo fenomeno con tutti gli strumenti possibili, a partire dall’educazione scolastica, dai provvedimenti giuridici, dai messaggi e segnali che arrivano dai mezzi di comunicazione e dall’impegno di tutte le istituzioni.

“La violenza ti rende invisibile. Apri gli occhi, guarda i centri antiviolenza. Migliora il tuo sguardo sulla vita. Chiama il 1522”





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Questo è un articolo pubblicato il 02-07-2010 alle 15:23 sul giornale del 03 luglio 2010 - 594 letture