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comunicato stampa

Loreto: Corsi di formazione per volontari alla Fondazione Pro Hospice

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Per creare volontari adeguati e formati per tali compiti, il corso prevede una fase di selezione e una fase di formazione. Alla fine i partecipanti dovranno acquisire una competenza e soprattutto una conoscenza delle proprie possibilità che permetta loro di dedicarsi a quelle attività più consone a se stessi e alla frequentazione dei luoghi più idonei alle varie mansioni.

Il Consiglio Direttivo della Fondazione "Pro Hospice", composto dal Comune di Loreto, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Loreto e dalla Fondazione Opere Laiche e Casa Hermes, in seguito al crescente numero di richieste da parte dei “volontari” che offrono la loro disponibilità per cercare di aiutare sia i malati che i familiari che ogni giorno percorrono questo particolare momento della loro vita, ha programmato la realizzazione di uno specifico corso di formazione, la cui finalità sia quella di formare un gruppo di persone a cui poter fare riferimento per le varie necessità legate all’assistenza del paziente dell’Hospice di Loreto, nonché alle case di riposo o ad altre realtà domiciliari del comune di Loreto, dove il sostegno e l’assistenza ai malati in fase di avanzata malattia ed ai loro familiari, costituiscano un sicuro elemento di sostegno, organizzato e coerente, con il mandato della struttura stessa. A tale proposito il dott. Gambini Alessandro, Consulente Scientifico della Fondazione Pro Hospice di Loreto, ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Dopo il convegno sulle "Cure Palliative" tenutosi a Loreto il 04.10.2009 e dopo il primo incontro con i volontari presso la Biblioteca Comunale del 29.11.2009.... finalmente siamo arrivati alla realizzazione del progetto definitivo e, sicuramente già nel prossimo mese di luglio, inizieranno gli incontri di formazione per i volontari che vorranno conoscere la filosofia della Palliazione e prestare la loro opera a favore delle persone che in Hospice o in Casa di Riposo , spesso nella solitudine della propria abitazione, stanno percorrendo l’ultimo tratto del percorso della loro vita."

Alla domanda: "Come identifica dunque Lei la figura del volontario nell’ottica dell’hospice?" Il dott. Gambini ha risposto: "La figura del volontario è ormai presente in tutte le organizzazioni che in qualche modo si occupano dell’assistenza a persone in difficoltà e, proprio per la rilevanza che tale ruolo ha assunto negli anni, è divenuto spesso oggetto di discussioni e riflessioni tra chi, da un lato, vorrebbe cedere alla tentazione di delegare al volontariato mansioni che aspettano all’equipe assistenziale e chi, dall’altro, vede ancora il volontariato una sorta di figura caritatatevole che si limita a fornire la propria compagnia." Si riportano infine gli obiettivi che la fondazione Pro Hospice si prefigge di raggiungere con questo ulteriore importante passo della struttura: "Nel rispetto della persona da aiutare, ma anche nel rispetto delle possibilità di chi aiuta, il volontario oggi non può più improvvisarsi tale. La preparazione è obbligatoria per non rischiare d fare danni...e si può essere utili solo se si è consapevoli di quello che si andrà a fare e di quello che ci aspetta da tali esperienze. Essere volontari nelle cure di fine vita non significa sempre essere a contatto diretto con l’ammalato, o perlomeno il tutto può avvenire all’interno di un "percorso di avvicinamento".. Proprio per raggiungere tali obiettivi e creare volontari adeguati e formati per tali compiti, il corso prevede una fase di selezione e una fase di formazione. Alla fine i partecipanti dovranno acquisire una competenza e soprattutto una conoscenza delle proprie possibilità che permetta loro di dedicarsi a quelle attività più consone a se stessi e alla frequentazione dei luoghi più idonei alle varie mansioni". Ecco dunque che la città di Loreto compie un ulteriore passo per riaffermare il proprio ruolo di città dell’accoglienza, non solo rivolta al pellegrino che da ogni parte del mondo, qui si reca per invocare la Madre Celeste, chiedendo e auspicando la guarigione del corpo e dell’anima, ma anche a chi, nella propria quotidianità, si trova a percorrere, talvolta in maniera improvvisa ed inattesa, la dolorosa via della sofferenza. Brevi cenni sull’hospice: Riprendendo la definizione del Ministero della Salute, il termine inglese hospice è diventato un riconosciuto neologismo a livello internazionale dal significato unico e preciso: "Centro residenziale di cure palliative. Esso designa, quindi, una struttura sanitaria residenziale per malati terminali. In altri termini si tratta di un luogo d’accoglienza e ricovero temporaneo, nel quale il paziente viene accompagnato nelle ultime fasi della sua vita con un appropriato sostegno medico, psicologico e spirituale affinché le viva con dignità nel modo meno traumatico e doloroso possibile. Inteso come una sorta di prolungamento e integrazione della propriadimora, l’hospice include anche il sostegno psicologico e sociale delle persone che sono legate al paziente, per cui si può parlare dell’hospice come di un approccio sanitario inclusivo (globale, olistico) che vada oltre all’aspetto puramente medico della cura, intesa non tanto come finalizzata alla guarigione fisica ma letteralmente al "prendersi cura" della persona nel suo insieme". L’Hospice di Loreto è una realtà ormai radicata nel territorio ed intorno alla quale operano, in equipe, diverse figure professionalmente preparate: medico, psicologo, infermiere, assistente sociale, assistente spirituale e volontario.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-06-2010 alle 19:53 sul giornale del 01 luglio 2010 - 1508 letture