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comunicato stampa

Latini (API): 'Finanziaria, alle Regioni il sacrificio più pesante'

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Dino Latini

In sostanza la manovra impone alle Regioni il sacrificio più pesante una compartecipazione di tagli del 40% della stessa in termini totali per l’anno 2011 e del 30% per il 2012, che appare squilibrata e iniqua.

Le regioni sono chiamate a concorrere in misura rilevante alla manovra del Governo con un contributo di 4 miliardi per il 2010 e 4,5 miliardi per il 2012 e 2013. A parte la spesa sanitaria (che rappresenta mediamente l’80% dei bilanci regionali) le misure più rilevanti imposte riguardano la riduzione dei costi degli apparati amministrativi, la razionalizzazione delle spese di funzionamento, la contrazione della spesa per il personale, con effetti immediati di applicazioni in alcuni casi e in linea di principio di coordinamento della finanza pubblica per altre. La manovra chiede la modifica del patto di stabilità interno, da ripartirsi proporzionalmente sulla base di criteri da definire con un D.M., di cui però fin d’ora si può indicare i criteri rilevanti nell’inasprimento delle sanzioni in caso di scostamento, nell’annullamento degli atti con cui si è deciso di non rispettare il patto, nel piano di rientro ad opera del presidente della Regione quale commissario ad acta e nel possibile blocco dei trasferimenti alle regioni in deficit di bilancio con procedure particolarmente incisive e restrittive. La rilevanza dei tagli rischia in modo concreto di sterilizzare la norme in materia di federalismo fiscale di cui all’art.8 della legge n.42/2009, che fino al 2012 non trova più praticabilità. Viene poi riscritto il comma 557 dell’art.1 della legge n.296/2006, imponendo la riduzione della spesa del personale con la sola eccezione dei rinnovi contrattuali (bloccati comunque fino al 2013) contenendo sia la dinamica retributiva sia la dinamica occupazionale, ma con una forte riduzione delle spese correnti per le spese per il personali (limitando il turnover e il lavoro flessibile), una riduzione delle posizioni dirigenziali (con razionalizzazione e snellimento delle strutture organizzative) e un contenimento della crescita delle risorse destinate alla contrattazione integrativa. Cadono nel taglio delle spese per il personale la somministrazione di lavoro, per le collaborazione coordinate e continuative e per i dipendenti utilizzati a vario titolo presso enti e organismi partecipati senza estinzione del rapporto di pubblico impiego. In caso di inadempienza è vietato procedere ad assunzioni a qualsiasi titolo e con qualsivoglia forma contrattuale. Il tutto tenendo conto che per gli anni 2011, 2012 e 2013, il trattamento economico dei dipendenti compresi i dirigenti non dovrà essere superiore a quello del 2010 e quelli superiori ai 90.000,00 dovranno essere ridotti del 5% e quelli di 150.000,00 per la parte eccedente di un 10%, mentre i rinnovi contrattuali relativi al biennio 2008/2009 non potranno determinare aumento superiori al 3,2%.

Tutto ciò renderà molto improbabile l’attuazione della legge n.152/2009 quantomeno per quanto attiene alla valutazione della performance ed alla incentivazione del merito che ne rappresenta un punto di forza. Fino al 2013 non si potranno infatti corrispondere indennità di premialità superiori a quelle oggi concesse. Il lavoro a tempo determinato e in convenzione, per co.co.co.,per somministrazione di lavoro, per lavoro accessorio e per contratti di formazione lavoro deve ridursi del 50% dal 2011 rispetto a quello del 2009. I tagli dei costi degli apparati amministrativi vi sono l 80% delle spese per incarichi di studio e di consulenza, l’80% per le relazioni pubbliche, convegni e altri di simile, il 100% per le sponsorizzazioni, il 50% per la formazione del personale e del 20% delle spese per autovetture. Contenimento sensibile viene chiesto anche le locazioni di immobili e la gestione ordinaria e straordinaria degli stessi. Per rendere più cogente le restrizioni di cui sopra, il loro mancato rispetto determina illecito disciplinare e responsabilità, oltre alla nullità dei contratti eventualmente stipulati. E’ previsto che il 10% dei trasferimenti erariali di cui all’art.7 della legge 591/1997 venga accantonato per essere poi ridistribuito solo alle regioni virtuose della manovra. In tema di patto di stabilità, come già anticipato, è stato reso più aspro il meccanismo per il mancato rispetto degli obbiettivi di finanza pubblica e viene ritoccata la disciplina sulla premialità agli enti virtuosi e rivisto il quadro dei vincoli, con delle conseguenze difficilmente sostenibili. Va segnalata qui la singolarità della tecnica legislativa utilizzata, vale a dire che è stabilito che le nuove norme provvedono alla modifica e integrazione degli artt. 77 bis e ter della legge n.133/2008, rendendo quindi il tutto molto più frammentario e difficoltoso.

È sospeso il meccanismo della premialità di cui all’art.77 bis di cui sopra, per l’anno 2010, rendendo nulle gli incentivi per gli enti virtuosi, con la conseguenza che tutto lo scostamento positivo tra il risultato conseguito e il valore programmatico del patto viene destinato al miglioramento dei saldi di finanza pubblica, senza generare alcuna redistribuzione. Altra importante sforbiciata è riservata alla sanità con misure cosiddette antispreco circa l’acquisto di beni e servizi da parte della Asl e tagli pesanti per la spesa farmaceutica, tramite il monitoraggio sull’ appropiatezza delle prescrizioni, lo spostamenti dei farmaci dall’ospedale alle farmacie, il limite all’ erogabilità dei farmaci in classe A con parziale contributo da parte dell’assistito, la riduzione del 12,5% dei farmaci con prezzi equivalenti e il taglio del 3,65% del margine per i grossisti, nonché la creazione del casellario dell’assistito in carico all’INPS. Per quanto riguarda la Regione Marche è previsto un taglio dell’85% rispetto alle assegnazioni statali del 2008, passando da 221,5 milioni di euro di allora a 57 milioni di euro dopo la manovra, di cui 39,9 per le funzioni ex Bassanini (con un taglio di 66 milioni di euro) e 17,3 milioni di euro per gli altri trasferimenti (con un taglio di 97 milioni di euro). A tutto ciò si deve aggiungere i tagli diretti agli enti con conseguenze negative per i servizi primari sul territorio regionale. Va anche ricordato che la regione Marche sconterà anche il peso del mancato trasferimento dei fondi FAS che ricordiamo sono stati per un verso, decurtati (52,4 miliardi contro i precedenti 63,2 miliardi, di cui solo 27,4 alle regione e di questi una esigua parte per quelle del centro nord). Ciò inciderà in alcuni importanti funzioni della regione a cominciare dai trasporti e le relative infrastrutture e logistica, con conseguente appesantimento del carico dei costi per il cittadino. Anche l’azzeramento dei mutui con la CCPP è un misura che taglia procedimenti già avviati, relativi ad opere di importanza notevole nel campo regionale. Per ultimo, in questa breve disamina di presentazione dell’o.d.g. è necessario ricordare come l’innalzamento dal 74% all’85% della percentuale di invalidità per l’ottenimento dei relativi benefici comporta l’esclusione di molte particolari e rare malattie i cui soggetti interessati verranno ad essere fuori dalla fascia protetta delle malattie da cui sono tristemente colpiti.

In sostanza la manovra impone alle regione il sacrifico più pesante una compartecipazione di tagli del 40% della stessa in termini totali per l’anno 2011 e del 30% per il 2012, che appare squilibrata e iniqua. Secondo una prassi ormai consolidata si tratta di vincoli imposti dall’alto che rischiano di essere in contraddizione con alcuni processi riformatori che il Governo sta portando avanti, mettendo sostanzialmente in discussione nella loro concreta attuazione sia il federalismo fiscale sia la riforma del pubblico impiego,oltre a piegare le funzioni vitali delle Regioni, ed in particolare quello a statuto ordinario. Non si deve certamente, in conclusione, negare la necessità della manovra, ma avere la possibilità di una concertazione fra i vari rami della pubblica amministrazione e della comunità nazionale, affinché i sacrifici siano effettivamente distribuiti in modo proporzionale alle capacità di farvi fronte di ciascuno. Soluzioni alternative le regioni tutte le stanno studiando e proponendo e ci si augura che il Governo ascolti le stesse per procedere a quelle necessarie modifiche della manovra stessa.



Dino Latini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-06-2010 alle 17:47 sul giornale del 25 giugno 2010 - 649 letture