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L.U.P.O.: 'Esposti, siamo sconcertati dalla richiesta di archiviazione'

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Se possiamo permetterci vorremmo invitare i comitati e le forze sociali e politiche, giustamente stanche di questo modo di amministrare la cosa pubblica, ad avere maggiore fiducia nella lotta e nella mobilitazione, senza pensare di delegare troppo alle soluzioni di competenza della magistratura.

Siamo rimasti sconcertati dalle motivazioni - o meglio esternazioni - apprese negli scorsi giorni dal pubblico ministero sulla sua richiesta di archiviazione riguardo gli esposti che i comitati ambientalisti hanno depositato in questi anni di devastazioni territoriali ed ambientali promosse dall'amministrazione Latini. Le valutazioni morali, etiche e politiche sulle pratiche dei maneggioni di turno che stanno distruggendo il paesaggio marchigiano, non solo osimano (basti guardare le montagne squartate dalla quadrilatero e dalle cave, il proliferare di inutili case e capannoni sia verso le aree protette che nei comuni dell'entroterra, al solo scopo di far cassa o riciclare soldi), spettano ai politici ed ai cittadini mentre dai pubblici ministeri ci si aspetterebbe la formulazione degli eventuali reati, connessi a pratiche che sono comunque permesse ed incoraggiate da leggi nazionali - come quelle sugli ampliamenti ed i numerosi condoni, oltre al taglio continuo agli enti locali che obbliga i comuni a far cassa favorendo le imprese, in particolare i costruttori, in cambio di strade, scuole, ici... insomma le infrastrutture che lo stato non garantisce più, oltre o qualche mazzetta che fa sempre comodo - . Qui invece assistiamo a reprimende che per quanto ci riguarda troviamo anche giuste ma di competenza ad altri, a noi per esempio che le stesse cose di Gubinelli le diciamo da 11 anni e non adesso, quando il nostro ex sindaco si occupa dei bilanci della regione; allo stesso modo dicevamo da tempo che palazzo Viglietti veniva ricostruito in modo spropositato, ben prima della candidatura di Latini nell'Api alle regionali. Se si formulano teoremi, se si definiscono comportamenti che inquadrano prassi amministrative scorrette, al limite od oltre la legalità, o si individuano i reati e si chiede il rinvio a giudizio (senza troppa fretta di archiviare rispetto anche ai tempi di eventuali prescrizioni), oppure si fanno denunce politiche ma scegliendo il mestiere ed i pulpiti adeguati.

Anche rispetto agli avvisi a mezzo stampa di proseguimento delle indagini su altri filoni noi pensavamo che la consuetudine fosse quella di inviare avvisi di garanzia, a meno di necessità di segretezza, ma allora era opportuno indagare senza darne conto ai giornali, senza far "preoccupare" inutilmente coloro che si presumono indagati; invece qui si dice sostanzialmente " per noi ci sono degli illeciti ma non siamo stati in grado di provarlo, però continuamo a tenervi d'occhio". Se possiamo permetterci vorremmo anche invitare i comitati e le forze sociali e politiche, giustamente stanche di questo modo di amministrare la cosa pubblica, ad avere maggiore fiducia nella lotta e nella mobilitazione, senza pensare di delegare troppo alle soluzioni di competenza della magistratura; scelte che continuano a devastare i territori, come quelle che anche oggi continuano a rovinare i terreni agricoli migliori con pannelli fotovoltaici che dovrebbero stare su tetti e facciate degli edifici, case che continuano a spuntare come funghi che nessuno acquista (con conseguente svalutazione del patrimonio immobiliare esistente, oltre che del paesaggio urbano e naturale) meritano una dura opposizione anche quando la legge lo consente. Inoltre riteniamo che un maggior coordinamento tra i cittadini e le associazioni che hanno a cuore l'ambiente consentirebbe di individuare i terreni più opportuni su cui muoversi sul piano legale, soprattutto per sostenere i consistenti sforsi economici richiesti da strumenti forse più adeguati in certi casi, come il TAR.

Lotta di Unità Proletaria Osimo



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-06-2010 alle 17:32 sul giornale del 25 giugno 2010 - 1595 letture