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comunicato stampa

Castelfidardo: 2000 pezzi unici per il museo della fisarmonica

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Giovedì alle 18.30 l’inaugurazione della mostra composta da 2200 pezzi unici donati dall’artista olandese al Museo internazionale della fisarmonica “Il mondo di Peter Van Wood”

Oltre 2000 pezzi unici e originali di oggettivo valore intrinseco ma soprattutto simbolico ed affettivo, donati per espressa volontà testamentaria dell’artista, al Museo internazionale della fisarmonica. Giovedì 24, alle ore 18.30, a tre mesi dalla scomparsa e in coincidenza con l’avvio delle iniziative dell’estate castellana, l’Amministrazione Comunale inaugura presso la sala Mandolini di via Mazzini, “Il mondo di Peter Van Wood”, una mostra assolutamente esclusiva frutto del legame di stima ed amicizia coltivato negli anni con l’eclettico artista olandese. Prima ancora di divenire un personaggio di indiscussa popolarità televisiva nelle vesti di astrologo, Van Wood è stato un chitarrista e musicista di prima grandezza, di cui si ricordano i numerosi dischi di successo incisi con il celebre trio che lo vedeva al fianco di Renato Carosone e Gegè Di Giacomo. Di quest’epoca, la mostra fidardense serba autentiche chicche: i circa trecento “78 giri”, le partiture originali, la prima chitarra classica con cui cominciò a suonare, la chitarra elettronica Godwin organ fatta apposta per lui, un grammofono originale a manovella del 1910 e un dipinto particolarissimo di Renato Carosone. E poi, l’eccezionale collezione di “galli”, che nell’immaginario di Van Wood – trasferitosi in Italia negli anni cinquanta – lo tenevano legato alla sua Olanda, dove il gallo è considerato l’animale portafortuna. In attesa di una collocazione permanente, la mostra rimarrà aperta in tale sede fino al 31.12.2010 (10-13, 15-18 dal lunedì al venerdì) e orario straordinario prolungato in tutti i giovedì estivi di “Ingirogustando”

Biografia Peter Van Wood dal sito della Rai

L'Aia (Olanda) 19 settembre del 1927 - Roma 10 marzo 2010 Prima autore, cantante, chitarrista. Poi astrologo. Peter Van Wood comincia a suonare la chitarra a 14 anni e grazie al suo talento e alle sue capacità tecniche riesce a farsi ammettere, nonostante l'età giovanissima, al Conservatorio Reale d'Olanda. Contemporaneamente ascolta e studia i chitarristi di jazz americani e, finiti gli studi, si mette subito a suonare in piccole formazioni. A diciannove anni già si esibisce in Inghilterra sia come solista di musica classica che come chitarrista jazz. Concerti al Palladium di Londra, alla Carnegie Hall di New York, all'Olimpia di Parigi e in altri celebri teatri e music hall. Poi anche dei premi: ormai specializzato a filtrare il suono della chitarra attraverso effetti speciali come l'eco, il riverbero e altri marchingegni, vince a Lisbona il concorso internazionale di chitarristi, piazzandosi al primo posto fra oltre 600 concorrenti. Lo sbarco in Italia alla fine degli anni Cinquanta. Peter Van Wood entra nel trio di Renato Carosone (con Gegè Di Giacomo alla batteria) col quale incide numerosi dischi di successo. Popolarissima diventa Butta la chiave, un brano nel quale si rivolge cantando a una donna che non vuol farlo entrare in casa e, con la chitarra, riproduce le risposte di lei. A questo punto della carriera però arriva la svolta. Alla fine degli anni Sessanta alla musica affianca un'altra passione, quella per l'astrologia, e scrive rubriche e oroscopi sui giornali più popolari dell'epoca. Nello stesso periodo apre a Milano un locale, l'Amsterdam 19, dove si esibisce nella doppia veste di cantante-chitarrista e di astrologo. Scopre la sua vera dimensione - e il vero successo - con Fabio Fazio e Marino Bartoletti a Quelli che il calcio. Grazie alla sua ironia conquista la platea e un'intera squadra di calcio: l'Atletico van Goof.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-06-2010 alle 16:13 sul giornale del 23 giugno 2010 - 774 letture