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Spese comprimibili? Rispondiamo punto per punto all'Andreoni

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Stefano Simoncini

Paola Andreoni non avendo più argomenti per attaccare l’amministrazione Simoncini poiché il PD per primo a livello nazionale è al fianco dei sindaci che protestano contro il patto di stabilità, sbuffa rabbia in un articolo su presunte spese comprimibili che andiamo a commentare.

Che l’Amministrazione comunale abbia deciso di uscire dall’angolo per dire ai cittadini cos’è che non la fa operare in piena autonomia pur avendo disponibilità dei mezzi economico – finanziari, in base al principio della partecipazione popolare alla vita della città, turba il sonno dell’opposizione.

Paola Andreoni ad esempio, non avendo più argomenti per attaccare l’amministrazione Simoncini poiché il PD per primo a livello nazionale è al fianco dei sindaci che protestano contro il patto di stabilità, sbuffa rabbia in un articolo su presunte spese comprimibili che andiamo a commentare.

UTENZE TELEFONICHE MOBILI DEI FUNZIONARI

Vediamo nel dettaglio chi sono questi fortunati dipendenti che detengono il telefonino con l’obbligo di tenerlo sempre a disposizione per la pronta emergenza. Oltre al Sindaco, al segretario comunale e ai dirigenti (che ne usufruiscono non per privilegio personale ma per dovere di reperibilità ed immediato contatto nei confronti della struttura comunale, della Prefettura, delle forze dell’ordine e di Protezione civile regionale e nazionale) i telefonini sono in uso ad alcuni capi settore (ambiente, protezione civile, menutenzioni scuole e patrimonio comunale, ecc.) e alle pattuglie dei vigili urbani.

Occorre dire tuttavia che i telefonini effettivamente in uso non sono 34 bensì 29 (cioè 5 utenze sono già inattive da tempo) e che nel quadro della riduzione delle spese - già annunciato proprio nel volantino sul patto di stabilità - era già stato deciso un ulteriore taglio. Nessun assessore comunale, ad esempio, ha mai detenuto ad Osimo il telefonino di servizio come avviene invece per molti enti locali.


SPESA PER ASSESSORI

Il Sindaco del Comune di Osimo ha la facoltà di nominare 7 assessori e così ha fatto Simoncini, mentre nella precedente amministrazione ne erano stati nominati 6. Da qui l’aumento di spesa. Ma seguendo il ragionamento della capogruppo PD si potrebbero tagliare delle spese anche su questo fronte.

Già che ci siamo potremmo, paradossalmente, pensare di fare un corposo risparmio tagliando tutte le figure assessorili e, magari, abolire i 21 consiglieri comunali. Un deciso risparmio, ma… la democrazia?

Vorremmo chiedere piuttosto alla capogruppo Andreoni se conosce qualche amministrazione comunale a guida PD che s'è decurtata volontariamente l'indennità del 10%.

VALUTAZIONE DELLE SOCIETA'

La legge obbliga i comuni a vendere il 40% delle società partecipate dal Comune. Detta operazione prevede una precisa procedura e la stima giurata delle valore delle società prima di fare i relativi bandi di gara. Le stime sono state affidare ad alcuni professionisti i quali, per altro, hanno applicato i minimi tariffari.

Vorrebbe la Andreoni saltare a piè pari le procedure di legge? Oppure non ottemperare delle norme che impongono la vendita delle quote delle società?

AFFIDAMENTO CONSULENZA LEGALE PER ASTEA

E’ vero che sono statI spesi 5000 euro per consulenze legali sul caso Astea. Nulla in confronto alle parcelle legali che l’Amministrazione Simoncini ha dovuto sborsare a legali ben noti al PD, per precedenti cause intentate dalle amministrazioni precedenti Orsetti e Niccoli. E parliamo di oltre 200000 euro.

Mentre dal 2009 l’Amministrazione Simoncini ha tagliato drasticamente le spese legali attraverso la scelta di un legale di fiducia, tramite bando pubblico.

AUMENTO DELLA TARIFFA RIFIUTI

E’ falso quanto affermato da Paola Androni cioè che l’aumento sia del 28% poichè mediamente è del 16 %. Le altre tariffe sono aumentate dell'adeguamento ISTAT dell'ordine del 1%.

INCARICO STAFF DEL SINDACO

Intanto c'è da dire che il bando per un collaboratore addetto alla comunicazione è stato pubblicato ma, non essendo ancora stato nominato il predetto collaboratore, è del tutto evidente che la spesa sia ancora da fare.

Ma questa necessità deriva dal fatto che sempre più spesso la cittadinanza invoca maggiore circolazione di notizie (bandi, informazioni tecniche, procedure ecc.) che possono rivelarsi delle opportunità per tanti cittadini in cerca di soluzioni ai molti problemi del momento.

INVIO DEL VOLANTINO

I costi della stampa e dell’invio del volantino che, si badi bene, funge anche da convocazione dei consigli di quartiere è pari a 1450 euro IVA compresa. Se si fosse ricorso ad altre forme di comunicazione per la diffusione delle convocazioni dei consigli di quartiere (es. spedizioni di lettere, manifesti, inserzioni giornalistiche, invio porta a porta ecc.) avremmo speso decisamente di più.

Il costo della spedizione viene abbondantemente coperto dal taglio delle indennità degli amministratori.



Stefano Simoncini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-06-2010 alle 18:06 sul giornale del 08 giugno 2010 - 634 letture