Offagna: Tumini (SEL), Variante al PRG, le nostre preoccupazioni'

Ambiente 3' di lettura 06/06/2010 -

Di tutto ciò che attiene ai problemi dell’assetto del territorio, all’urbanistica intesa come sviluppo, dislocazione delle aree, impatto paesaggistico, problemi idrogeologici ed in particolare quelli di esondazione non se ne fa menzione.



Abbiamo sollevato degli interrogativi e prendiamo atto, che il consiglio comunale ha votato, con l’astensione della minoranza, di ricorrere allo strumento della variante puntuale al p.r.g. . sulle motivazioni, portate a sostegno, spiegheremo di seguito perche’ le riteniamo non sufficienti. prima, ci preme, pero’ evidenziare la “non” risposta all’interrogativo posto al fine di conoscere con quale forma contrattuale e’ stato concesso l’uso e la modifica dell’autostazione.

Torniamo alla variante puntuale del p.r.g. che trasforma una zona agricola, non contigua alla zona artigianale-industriale esistente, in zona industriale. Crediamo – nel rispetto delle opinioni di ogni singolo consigliere e del voto favorevole della maggioranza e dell’astensione della minoranza- di dover richiamare l’attenzione su alcuni aspetti, che nel comunicato diramato non appaiono.

Forse la sintesi del comunicato, mirato a dare la notizia dell’approvazione della proposta resa piu’ forte grazie all’astensione della minoranza,ha costretto il suo estensore ad omettere la serie di considerazioni e riflessioni, comunque espresse e che hanno fatto optare per tale scelta.

Per chi non e’ di Offagna e non ha assistito alla seduta consiliare, leggendo il comunicato capisce che si è aderito ad una richiesta in quanto fatta da un’importantissima azienda e per difendere dei posti di lavoro. Tutto cio’ che attiene ai problemi dell’assetto del territorio, all’urbanistica intesa come sviluppo, dislocazione delle aree, impatto paesaggistico, problemi idrogeologici ed in particolare quelli di esondazione non se ne fa menzione. Uno dei ricatti a cui i sindaci e non solo loro vengono sottoposti, è sempre quello occupazionale. ma i dati sull’occupazione evidenziano una non positiva correlazione tra il numero degli occupati ed il costruito e ci dicono anche che questi territori- nonostante i tanti piani predisposti con l’intento di attuare uno sviluppo equilibrato- siano stati riempiti da tanti fabbricati molti dei quali sono vuoti ed inutilizzati.

Pertanto prima di autorizzare la costruzione dei nuovi sarebbe meglio utilizzare la pressione politica a far incontrare domanda ed offerta tenendo un occhio anche ai prezzi, evitando di inseguire il falso problema che aumentando il costruito i prezzi si abbassano. L’occupazione, infatti, è sempre meno garantita e i lavoratori che perdono il posto di lavoro aumentano di giorno in giorno. Le cause della crisi sono tante e quella più forte é quella ambientale ed in particolare della insostenibilità di questo modello di sviluppo. Gli effetti li abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, si può continuare a dire via tutte le regole, che ci importa cosa accadrà nel 2030, chi sa se io vivro’ – io devo vivere oggi e come pare a me-. la politica che asseconda questa logica é miope.

Chi deve scegliere se adeguare l’esistente o costruire il nuovo punta a ciò che gli appare molto più semplice. Fare tutto nuovo e farlo dove costa di meno, ma il costo sociale di una scelta a chi spetta farla se non alla politica? la domanda che facciamo alla politica: se esonda un fosso e va riempire di fango ,acqua e quanto di altro, chi ha costruito dove gli pareva piu’ semplice e meno costoso, ha diritto a prendere l’indennizzo il giorno in cui le sue cantine, i suoi garages, i suoi ambulatori, i suoi depositi vennissero invasi da quel fango e quell’acqua che non ha più spazio per passare?


da Michelangelo Tumini
coordinatore Sinistra e Libertà
ambito Aspio-Musone





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-06-2010 alle 10:22 sul giornale del 07 giugno 2010 - 676 letture

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