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PDL: 'Altro che Tremonti, le cambiali politiche le paghino le ex Liste Civiche'

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Altre che Tremonti, le cambiali politiche le paghino le ex Liste Civiche di Latini, oggi partito API di centro-sinistra che in Regione governa con Spacca (PD) e IDV di Di Pietro. Tremonti ha definito la manovra finanziaria una manovra "etica": taglio degli stipendi dei politici e taglio alle spese pubbliche. Ovvio, quindi, che si cerchi di contrastare le criticità delle società partecipate introducendo alcune prescrizioni.

Altre che Tremonti, le cambiali politiche le paghino le ex Liste Civiche di Latini, oggi partito API di centro-sinistra che in Regione governa con Spacca (PD) e IDV di Di Pietro. Tremonti ha definito la manovra finanziaria una manovra "etica": taglio degli stipendi dei politici e taglio alle spese pubbliche. Ovvio, quindi, che si cerchi di contrastare le criticità delle società partecipate introducendo alcune prescrizioni.


Finora, con forzature giuridiche ed economiche, abbiamo assistito ad una esternalizzazione selvaggia, ad una privatizzazione senza regole, alla lievitazioni dei costi al di fuori di ogni controllo, al moltiplicarsi di sprechi, alla caduta nella qualità dei servizi, alla PROPAGAZIONE DI LOGICHE CLIENTELARI, al progressivo sviamento dell’interesse generale, all’appropriazione delle risorse pubbliche per interessi privati.
Con le società partecipate, infatti, sono aumentati a dismisura i costi delle strutture, sono stati attribuiti ingenti compensi agli amministratori, scelti spesso non per meriti professionali ma per appartenenza a questa o quella “sensibilità” politica (qualcuno l’ha definiti “i trombati dalla politica”), sono state create partecipazioni a catena ed a fisarmonica illimitata. E’ stata eliminata qualsiasi forma di controllo dell’ente capitalizzante o conferente che ha permesso di perseguire scopi spesso incoerenti o divergenti con quelli dell’amministrazione comunale, discostandosi dalla valorizzazione dell’interesse pubblico. Sono moltiplicate le assunzioni spesso fatte in assenza di trasparenza e di reale necessità funzionale.


Un quadro che questo Governo vuole contrastare; non certamente ritornando al passato e, quindi, eliminando le società partecipate - come sostiene il centro sinistra API di Latini/Simoncini/Spacca/PD/IDV Di Pietro - ma semplicemente attraverso il recupero di un sufficiente livello di “governance” fondato su regole nuove, come, per esempio, il divieto di ripianare le perdite di una società, perché questo significherebbe far pagare di nuovo ai cittadini le scelte inopportune e scriteriate di certi gruppi politici come le ex Liste Civiche, oggi partito API di centro – sinistra che governa Osimo.


La finanziaria prevede, per i piccoli comuni, il divieto di costituire nuove società e per quelle esistenti è prevista la liquidazione o la vendita delle partecipazioni (il che non significa “chiudere” e “mandare a casa i dipendenti”!). I servizi rimangono comunque pubblici (esempio: servizio idrico, gas, farmacia) e non privatizzabili, e la Pubblica Amministrazione ha il compito di controllarne la gestione per garantire la qualità; è la loro gestione che viene affidata a soggetti (privati o pubblici) esclusivamente tramite gara di appalto, e ciò consentirà di attivare un meccanismo di concorrenza che va solo a beneficio dei cittadini.
E’ del tutto evidente, quindi, che il centro sinistra (API) di Latini - Simoncini, ed i suoi sodali delle ex Liste Civiche oggi confluite nel centro sinistra, non possono criticare le scelte di questo Governo, anche perché sono stati proprio loro (le ex Liste civiche oggi API) che, con delibera di consiglio comunale n. 83 del http://www.facebook.com/l/a817a;30.09.2009, hanno già previsto la dismissione di buona parte delle partecipazioni di tutte le società partecipate e la dott.ssa Giacchetti (API – centro sinistra) ha già dichiarato che saranno messe in vendita il 40% delle partecipazioni PARK.O per far fronte al buco di bilancio registrato nell’ultimo anno.


Non dimentichiamoci, inoltre, che le società partecipate dovevano esser costituite in nome dell’efficienza e, aggiungiamo noi del PDL, ora più che mai c’è bisogno anche di concorrenzialità e trasparenza; principi in assenza dei quali si compie un vero e proprio reato morale in danno della collettività.
I veri azionisti di queste società partecipate sono i cittadini, i quali hanno tutti i sacrosanti diritti di questo mondo nel pretendere meritocrazia nel conferimento degli incarichi, trasparenza ed efficienza.

Se poi c'è qualche capetto di quartiere che deve farsi pagare le cambiali politiche se le faccia scontare da quelli a cui ha portato i voti e non dai cittadini i quali, con certa gente, non hanno alcun debito.


PDL OSIMO



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-06-2010 alle 18:28 sul giornale del 05 giugno 2010 - 2890 letture