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Atleti della Pallanuoto non ammessi in piscina: 'La società è insolvente'

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Venerdì pomeriggio i dissidi e le tensioni che ormai da lungo tempo logorano i rapporti tra le due società attive all’interno della Piscina Comunale di via Vescovara l’Osimo Nuoto e la Pallanuoto Osimo sono esplosi e hanno comportato per circa 30 ragazzini della Pallanuoto l’esclusione dalle attività della piscina.

Non vengono ammessi in piscina perché la società è insolvente. Venerdì pomeriggio i dissidi e le tensioni che ormai da lungo tempo logorano i rapporti tra le due società attive all’interno della Piscina Comunale di via Vescovara l’Osimo Nuoto e la Pallanuoto Osimo sono esplosi e hanno comportato per circa 30 ragazzini della Pallanuoto l’esclusione dalle attività della piscina. Alle 14,30 infatti i giovanissimi dell’under 13 e 15 si sono presentati per fare allenamento ma non sono stati ammessi all’interno della piscina dal personale Osimo Nuoto e si sono trattenuti fuori delle porte.

“La stagione agonistica è finita e avevamo regolarmente presentato all’Osimo Nuoto la nostra richiesta di orari per gli allenamenti estivi. Oggi ci dicono che non possiamo entrare perché siamo insolventi. E hanno lasciato fuori i ragazzi.” Spiegano i rappresentanti della società di Pallanuoto Bartolo e Simoncini. “Eppure c’era un accordo siglato il 29 di settembre tra le due società e alla presenza del Comune: noi avremmo tenuto dei corsi e con i ricavi avremmo ottenuto la somma di denaro necessaria per coprire le nostre insolvenze. Ma l’Osimo Nuoto non è stata ai patti e non ci ha mai permesso di svolgere i corsi. Come potevamo in questo modo tirare su i soldi necessari a coprire i debiti?”

“Fino a che la società non avrà appianato le proprie pendenze i suoi atleti non saranno ammessi in piscina” spiega Cinzia Mazzieri, vicepresidente Osimo Nuoto. “E’ vero, l’accordo è stato firmato ma comprendeva anche l’impegno da parte della Pallanuoto Osimo di accollarsi il 30% degli oneri di gestione, cosa che la società non ha mai accettato. Allo stesso modo noi non abbiamo accettato gli orari che ci hanno proposto per gli allenamenti estivi: non siamo obbligati. Oggi alle 14,30 non avevamo perciò previsto alcun allenamento. Non accetto che si dica che abbiamo sbattuto i ragazzi fuori della porta: li abbiamo invitati a restare dentro in attesa dei genitori; anzi abbiamo anche provveduto ad avvertire molti di loro.”

Il Sindaco Stefano Simoncini si è recato personalmente alla piscina per rendersi conto della situazione e ha commentato che “Non è una questione di chi ha o non ha colpe: i ragazzini non possono essere penalizzati da questo clima di tensione tra le due società. Il Comune interverrà per fare da mediatore e trovare una soluzione.”





Questo è un articolo pubblicato il 04-06-2010 alle 19:52 sul giornale del 05 giugno 2010 - 2972 letture